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Musumeci: "Pieni di debiti". Micciché: "Più personale"
di Raffaella Pessina

Intanto il Presidente della Regione annuncia: “Riformeremo la finanza locale”. Ars: 175 dipendenti e 347 esterni non bastano 

Tags: Nello Musumeci, Gianfranco Miccichè, Ars



PALERMO - Il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, in occasione di una visita ufficiale a Gravina di Catania, ha anticipato che sta lavorando ad una riforma della finanza locale. “È la prima finanziaria del mio governo – ha detto il presidente della Regione - l’appuntamento più importante di ogni ente locale e che ha dovuto fare i conti con una realtà assai difficile. Continuando di questo passo, gli enti locali in Sicilia, comuni e province, non avranno più futuro. Non possiamo più garantire neppure i servizi essenziali”.
 
Musumeci ha detto che la Regione “ogni anno paga 1 miliardo e 350 milioni di euro allo Stato per ripianare la finanza pubblica. Invece di ricevere risorse noi siamo costretti a dissanguarci per finanziare lo Stato. E nel frattempo alcune entrate, che lo Statuto contempla dal 1947, continuano ancora ad essere negate. Abbiamo un indebitamento di 8 miliardi e mezzo. Non riusciamo a chiudere neppure il bilancio ordinario e, se non fosse per i fondi extra regionali, non avremmo neppure la possibilità di investire nelle opere pubbliche”. “Per fortuna - ha proseguito il governatore - i fondi extra bilancio ce lo consentono. Abbiamo 6 miliardi da spendere ma non abbiamo trovato un progetto e stiamo quindi lavorando per redigerli e mettere le imprese nelle condizioni di costruire strade e scuole”.
 
Musumeci ha posto l’accento sui progetti ai quali la Regione deve lavorare: “la viabilità, la riqualificazione dei centri storici e l’edilizia scolastica. Poi c’è il problema degli anziani, avvertito anche a Gravina perché la popolazione cresce sempre di più. Nei prossimi 10 anni la Sicilia sarà la regione con il più alto numero di anziani oltre i 65 anni e chi governa ha il dovere di garantire, assicurare o facilitare una vecchiaia in serenità. Tutto questo pone un problema serio di programmazione e di risorse finanziarie”. “Abbiamo scoperto - ha detto - che in Sicilia ci sono 12.000 disabili gravissimi. Lo scorso anno se ne conoscevano appena 2500, il che ha comportato uno stanziamento di 220 milioni di euro. Sono troppi e per questo avvieremo indagini su furbizie, imboscati e fannulloni”.
 
Mentre il Presidente della Regione parla di crisi economica, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè torna a parlare della vicenda dei dipendenti di Palazzo dei Normanni e in Aula ieri pomeriggio, prima di rinviare la seduta alle 20, ha affermato che bisogna bandire al più presto i concorsi all’Ars perché manca il personale. Una dichiarazione questa che fa seguito a quella della scorsa settimana sulla norma che il consiglio di presidenza dell’Ars sta predisponendo per salvaguardare i cosiddetti “stabilizzati. “La norma permetterà – ha detto Miccichè nella nota del 20 aprile - di salvaguardare i ‘cosiddetti stabilizzati’ di Palazzo dei Normanni che, con il loro lavoro, hanno consentito in questi anni ai singoli deputati di espletare la loro attività legislativa, ma soprattutto consentirà una riorganizzazione degli uffici parlamentari e il risparmio di oltre 2 milioni di euro all’anno, per un totale di 10 milioni nel corso dell’intera legislatura”.
 
Miccichè prevede “la cancellazione dei collaboratori inquadrati con il contratto D6 “che costano 4 milioni e 100 mila euro all’Ars. La norma dimezza il budget a disposizione di ogni deputato per i collaboratori esterni che non avrà più 58 mila euro ma la metà, 29 mila, per pagare tutti i propri collaboratori che lo aiutano a svolgere l’attività parlamentare, e che verranno retribuiti in base alla mansione e alla professionalità. L’altra metà del budget (circa 2 milioni) che erano stati stanziati per i D6 verrà, quindi, risparmiata”, conclude Miccichè. Adesso la notizia che mancano dipendenti amministrativi all’Ars.
 
Torniamo quindi a cercare di fare chiarezza sui numeri del personale presente. Attualmente all’Ars sono presenti 175 dipendenti entrati a far parte dell’amministrazione attraverso regolare concorso, a fronte di 347 esterni circa che prestano servizio nei gruppi parlamentari. I 175 sono così suddivisi: 1 Segretario generale, 29 Consiglieri parlamentari , 9 Stenografi parlamentari, 16 Segretari parlamentari, 43 Coadiutori parlamentari, 4 Tecnici amministrativi, 73 Assistenti parlamentari (questi ultimi sono quelli che una volta venivano chiamati commessi).  

Articolo pubblicato il 24 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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