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Auto elettrica per un futuro verde. In Sicilia si preferisce inquinare
di Rosario Battiato

In Cina si sta sperimentando una strada con pannelli fotovoltaici che ricaricano le vetture in viaggio. In Sicilia appena 130 mila veicoli ad alimentazione alternativa su 3,6 mln totali 

Tags: Inquinamento, Ambiente, Smog, Sicilia



PALERMO – La Cina è lontana, anzi lontanissima. Il gigante asiatico, che punta a diventare leader assoluto nel settore dell'auto elettrica, spinge per implementare con auto e bus elettrici il proprio parco mezzi e sperimenta un tratto di strada che, grazie alla presenza di pannelli fotovoltaici al posto dell'asfalto, potrebbe sfruttare nuove strumentazioni per caricare le batterie dei veicoli mentre sono in viaggio.
 
Roba da fantascienza per una Sicilia che, stando agli ultimi dati dell'Ispra, resta imprigionata in un sonno fatto di auto vecchie e inquinanti. Inoltre, le auto di alimentazione alternativa, lo certificano i dati Aci, costituiscono appena il 3,7% del parco circolante.
“La diffusione dei veicoli più nuovi non è omogenea a livello nazionale”. La fotografia dell'Ispra certifica che “le regioni del Sud e delle Isole (Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna) più l’Umbria e il Lazio sono ancora caratterizzate da una presenza di autoveicoli di tipo Euro 0 uguale o superiore al 10%” e, inoltre, in “Molise, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia i veicoli di 'vecchia generazione' (fino allo standard Euro 2 incluso) sono ancora più del 30% del parco”.
 
Ben altra aria si respira nel resto del Paese con le regioni del Centro-nord (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana) che vedono uno sviluppo della motorizzazione “caratterizzato da veicoli conformi agli standard emissivi più recenti (Euro 4 - 6) per oltre il 60% del parco, con il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta che superano il 75%”.

Un discorso similare si può fare anche per i veicoli commerciali, che comprendono i veicoli industriali leggeri, pesanti e i trattori stradali. Il parco veicolare più moderno (Euro IV – VI) si registra in “Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio”, seguite da “Umbria, Abruzzo e Marche”.
Le ultime posizioni sono per “Molise, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna” che offrono una “prevalenza nel parco dei veicoli di classe euro II o inferiore”.
 
Andando a scavare più in dettaglio nei dati regionali, scopriamo che la Sicilia mantiene quasi il 40% del parco mezzi tra Euro 0 ed Euro 1, terzo dato percentuale d'Italia dopo Campania e Basilicata. In particolare, la quota di automobili euro 0 si stabilizza intorno al 15% mentre nelle regioni settentrionali si registrano valori inferiori al 10% del totale.
Per andare sui numeri in valore assoluto, è sufficiente riprendere il materiale offerto dall'Aci e aggiornato al primo gennaio del 2017 da un'elaborazione di Autopromotec e dall'Osservatorio Federmetano.
 
Nell'Isola soltanto il 3,7% del parco circolante è composto da auto ad alimentazione alternativa (ibridi, elettrici, metano e gpl), mentre il dato nazionale si spinge fino al 7,9%. Statistiche che valgono 135mila vetture alternative su 3,6 milioni di autoveicoli isolani. In tutta Italia ce sono 3,4 milioni – in Sicilia meno del 4% del totale – su un totale di 43,2 milioni di vetture.

Articolo pubblicato il 24 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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