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Quotidiano di Sicilia

La Lega ammette gli errori e volta pagina
di Raffaella Pessina

Il coordinatore per la Sicilia Candiani: “Noi con Salvini non c’è più, ora un partito”. “Buon lavoro di Pagano e Attaguile ma ora la svolta” 

Tags: Matteo Salvini, Stefano Candiani



PALERMO - Il nuovo commissario regionale della Lega in Sicilia, il senatore Stefano Candiani, ha incontrato i giornalisti a Palermo per parlare degli obiettivi della Lega in Sicilia. “La Lega sta crescendo come in altre regioni italiane, ma non è certamente il Molise - ha detto Candiani - è ovvio che la Sicilia è una regione importante dove le scelte politiche hanno un risvolto anche a livello nazionale, e se un partito cresce bisogna dargli una struttura stabile. L’esperienza che si è sviluppata con Noi con Salvini è un’esperienza prodromica che va strutturata per approdare nella Lega”.
 
La sua nomina ha seguito la vicenda giudiziaria che ha coinvolto i vertici locali del partito. Ma lui assicura: “Era un percorso già tracciato, andava fatto già da prima”. Alla sua prima uscita pubblica, Candiani spiega nel dettaglio il modo in cui intende portare avanti il mandato affidatogli dal leader Matteo Salvini nell’Isola, partendo “da un tesseramento sul territorio, con percorsi che consentano ai sostenitori si essere messi alla prova. I cittadini che si approcciano alla Lega devono sapere che a Palermo ora hanno un punto di rifermento, e si fa questo lavoro con le sezioni organizzate: questo è l’aspetto di militanza più importante. Non mi piace l’idea che il partito venga fatto sul web”. In merito all’inchiesta che ha travolto i fratelli Salvino e Mario Caputo, ex dirigenti palermitani della Lega, arrestati il 4 aprile per voto di scambio e attentato ai diritti politici dei cittadini Candiani ha detto che si è trattato di “errori di gioventù, magari per non volere dire di no o per superficialità, nella fretta di chiudere le liste alle regionali. E Caputo direi che rientra tra gli errori di gioventù”. Il nuovo commissario ha anche assicurato che la Lega non chiederà un posto in giunta regionale”.
 
“Abbiamo partecipato a un progetto politico che ha dato alla Sicilia il governatore Musumeci. A questo progetto politico noi teniamo fede, ci aspettiamo ovviamente che sia considerato nel progetto il nostro valore aggiunto di ideali e valori – ha detto - Musumeci fa le sue scelte. A noi non interessa una partecipazione di poltrone, a noi interessa il processo politico”.
 
Candiani ha criticato il Movimento Cinquestelle:”Ma che brutta questa politica che pensa che andare con il Pd o Lega sia la stessa cosa. Il M5s dovrebbe fare una riflessione: come può stringere un accordo di governo con chi ha duramente contrastato politicamente?”. Candiani ha detto che il programma è quello far subentrare la Lega al posto di Noi con Salvini e dopo un periodo di commissariamento si arriverà alla nomina di un segretario regionale, abbondantemente dopo le elezioni amministrative di giugno.
L’obiettivo è quello di dare “una struttura certa al partito nell’Isola dove la Lega non esisteva fino a qualche anno fa – ha detto Candiani - Dobbiamo dare spazio a chi alla politica si approccia alla prima volta, mettendo a disposizione l'esperienza maturata in questi anni. Presto il partito si organizzerà con referenti che non sono espressione della politica – ha concluso Candiani - Adesso è ora di dare una struttura organizzata al partito”.
 
Sul fronte dei lavori del Parlamento si procede di rinvio in rinvio. I documenti finanziari avrebbero dovuto essere pronti già martedì sera, ma l’Aula è stata rinviata al giorno dopo. La Commissione bilancio ieri ha lavorato per proseguire nell’operazione di snellimento del testo, a cui sono stati presentati inizialmente 1400 emendamenti. “Al momento sono 120 le norme rimaste nel testo”, ha affermato il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè. Il governo aveva presentato all’Ars un testo di sole 35 norme.

Articolo pubblicato il 25 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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