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Quotidiano di Sicilia

Ripetete una bugia sembrerà una verità
di Carlo Alberto Tregua

La cialtroneria della comunicazione 



La comunicazione scritta su giornali e periodici, nonché sui testi dei libri di carta, consentono una meditazione necessaria per ben comprendere quello che si legge.
La comunicazione visiva (web e tv), invece, è estremamente rapida e anche pericolosa per la vista in quanto lo schermo, che sembra fisso, in effetti è formato da immagini che si susseguono e che la nostra vista non percepisce nella loro sequenza. Inoltre, non vi è il tempo materiale per una riflessione.
La comunicazione moderna è cialtronesca perché approfitta della incapacità di chi vede uno schermo per propinargli messaggi, spesso anche subliminali, anche se errati. La rapidità della comunicazione visiva porta internauti e telespettatori a disinteressarsi di ciò che vedono anche nell’ambito di pochi secondi, cosicché tutto diventa affrettato, mai soggetto a ponderazione, con la conseguenza che spesso chi guarda uno schermo immagazzina informazioni sbagliate e difformi dalla realtà.
 
È noto che chi fa comunicazione, soprattutto i politici, segue una tecnica per impressionare chi sta ad ascoltare. Essa consiste nel ripetere quasi ossessivamente una cosa, un fatto, una circostanza, non veri, con l’obiettivo di farli passare per verità.
La regola è: ripetete una bugia innumerevoli volte, fino a quando essa non sembrerà una verità e quindi verrà recepita dalla gente come tale.
I politici sono campioni nell’osservare questa tecnica, approfittando dell’ignoranza e della ingenuità dei cittadini, i quali finiscono poi col ripetere la bugia trasformata in verità e quindi contribuiscono, come in una sorta di catena di Sant’Antonio, a far diventare fatti e cose inesistenti o travisati, oro colato.
Nella campagna elettorale conclusasi il 4 marzo, abbiamo sentito quasi sempre menzogne, balle per dirla in termini volgari. Quasi mai verità. Tutti coloro che hanno fatto campagna elettorale, quasi senza esclusione, hanno detto ciò che i cittadini volevano sentirsi dire e non ciò che era giusto dire, con il risultato di mistificare la realtà del Paese che arranca con grande fatica perché non ha carburante e non ha direttore d’orchestra.
È evidente che senza una guida sicura, una nave va sugli scogli e naufraga.
 
Ripetete una bugia, sembrerà una verità. Quale potrebbe essere l’antidoto per i cittadini, così da evitare di essere sommersi da fandonie? Certamente la cultura, la conoscenza, la lettura. Queste sono un forte baluardo che verifica la comunicazione e consente di capire se essa sia fasulla o abbia qualche fondo di verità.
Purtroppo la massa dei cittadini è mediamente ignorante: lo si sente negli autobus, nelle trattorie, all’uscita delle sale cinematografiche, nei bar ed in altri posti dove la gente si raduna.
Gli slogan che fanno i manifestanti quasi sempre non sono fondati sulla verità ma hanno lo scopo di far sentire alta una voce priva di fondamento.
Tutti reclamano con prepotenza i propri diritti, quasi nessuno urla i propri doveri, con la conseguenza di uno sbilanciamento deteriore che falsa la situazione e distribuisce sempre maggiori dosi di iniquità tra la gente.
Insomma, ogni parte cerca di far prevalere la ragione della forza piuttosto che la forza della ragione.
 
Nel nostro Paese vi sono autorità che dovrebbero proteggere i cittadini dalla falsa comunicazione. Vi è l’Agcom (Autorità garante nelle comunicazioni), l’Antitrust (Autorità garante della concorrenza e del mercato), il Garante della Privacy ed altre. Non sempre esse riescono a “tradurre” la comunicazione da bugia a verità, anche perché si avvalgono di procedure lunghe e complesse, che qualche volta hanno efficacia.
Il cittadino non può contare sempre e solo sulla protezione delle autorità costituite, ma deve attrezzarsi per far crescere in sé quegli anticorpi che gli consentano di snidare coloro che raccontano fandonie e avere la possibilità di distinguere la verità dalla bugia.
Ciononostante la classe dirigente, politica e burocratica, opera per mantenere i cittadini nell’ignoranza, cosicché essi possano essere ingannati, come accade sovente, e quindi condotti verso lidi contrari ai loro interessi.
Quanto precede non sembri un esercizio mentale, ma è l’analisi di quanto accade tutti i giorni nel nostro Paese. Occorre invertire il processo negativo in uno positivo. Tutti dobbiamo contribuire!

Articolo pubblicato il 25 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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