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Mafia: sequestro Dia Catania a clan Cappello-Bonaccorsi
di Redazione

Il decreto di sequestro è stato emesso dal Tribunale nei confronti di un esponente della cosca e il valore dei beni sequestrati è stimato in trecentomila euro. I beni sequestrati sono riconducibili a Mario Carmelo Cambria, indicato come esponente di spicco  del clan

Tags: Mafia



La Direzione investigativa antimafia (Dia) di Catania, su delega della locale Procura, diretta da Carmelo Zuccaro, sta dando esecuzione a un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale, Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di esponenti del clan mafioso catanese "Cappello-Bonaccorso".
 
Il valore dei beni sequestrati è stimato in complessivi trecentomila euro.
 
 
Il clan Cappello è una famiglia mafiosa legata alla stidda, originaria della provincia di Catania, che prende il nome dal boss Salvatore Cappello. È,  con quella di Benedetto Santapaola, la cosca catanese più potente, e comanda in tutta la Sicilia orientale, e capace di imporsi pure in territori come Campania dove è presente la Camorra, e in Calabria, dove è presente la 'Ndrangheta.
 
La sua ala militare è rappresentata dalla famiglia Bonaccorsi, che vanta un centinaio di affiliata ed è guidata dai fratelli Ignazio e Concetto, detti i carateddi, entrambi in carcere.
Un terzo fratello, Massimiliano nel gennaio 1997 rimase vittima di una guerra di mafia.
 
Salvatore Bonaccorsi, figlio del boss Concetto, in carcere dal 2011, dallo scorso anno collabora con la Giustizia e alcuni verbali con sue dichiarazioni furono depositati nel processo d’appello Revenge 5.
 
I beni sequestrati  sono riconducibili a Mario Carmelo Cambria, di 32 anni, indicato come esponente di spicco della criminalità etnea, in particolare della cosca Cappello-Bonaccorsi e figlio di Andrea, ritenuto organico al clan Cappello.
 
Mario Carmelo Cambria, è stato più volte arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti.
 
In particolare, ricorda la Dia, il 17 marzo del 2016 è stato tra i destinatari del provvedimento cautelare emesso dal Gip nell'ambito dell'operazione Family, della polizia, assieme al padre ad altri sette indagati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nonché di traffico illecito di sostanze stupefacenti, "con l'aggravante di aver agevolato il clan mafioso etneo Cappello-Bonaccorsi".
 
Sempre nel 2016 il Tribunale di Catania gli ha applicato la sorveglianza speciale per due anni, con obbligo di soggiorno.
 
Tra i beni sequestrati dalla Dia un'abitazione, un garage, un'autovettura e somme di denaro cointestate, per un valore complessivamente stimato in circa 300 mila di euro.

Articolo pubblicato il 26 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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