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Governo: appello al Pd da Di Maio l'equilibrista
di Redazione

Dopo gli scontri in campagna elettorale in una lettera aperta ai dem elenca i "punti in comune" e propone "un contratto alla tedesca per migliorare la qualità della vita degli italiani". Ma poi, parlandi di "massima coerenza", fa emergere le criticità. Per esempio insiste sul reddito di cittadinanza appena bocciato dalla Finlandia senza dire con quali risorse lo attuerebbe



Luigi Di Maio, leader del Movimento cinque stelle, in un appello al Pd sul Corriere della sera, elenca i punti in comune sui quali costruire un programma di governo seguendo l'ipotesi di contratto alla tedesca che possa "migliorare la qualità della vita degli italiani, per interpretare al massimo lo spirito della terza repubblica".
 
Una lettera lunga e ricca di equilibrismi, perché, dopo la netta contrapposizione con il partito di Renzi in campagna elettorale, parlare di "punti in comune" è un numero da giocoliere, anche perché Di Maio si spinge a parlare di "massima coerenza" tra i comportamenti prima e dopo il voto.
Piantando un colpo al cerchio e uno alla botte, Di Maio si dichiara "fiducioso perché sulla carta ci sono tanti punti di convergenza" salvo poi sottolineare che "non si tratta di alleanze", e ribadire che il contratto "verrà sottoposto alla votazione dei nostri iscritti online sulla piattaforma Rousseau".
 
Con il solito sistema di voto che tante polemiche ha suscitato.
 
Comunque, i punti in comune riguarderebbero le politiche Ue, con una "continuità dell'Italia nell'Unione europea e monetaria", ma con "una profonda modifica dei vincoli di austerità", anche riguardo all'immigrazione, con una "revisione del Regolamento di Dublino e l'equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell'Ue".
 
Per lottare mafia e corruzione la proposta di Di Maio è quella di "una riforma complessiva dell'ordinamento penitenziario e la modifica del 416ter".
Sulle tasse, aggiunge il leader del M5s, con il Pd "il fine è lo stesso, un'intesa si può trovare", e anche sui costi della politica adesso si vede una convergenza.
 
Il problema più grande è quello delle risorse.
 
Di Maio, per esempio - pur ammettendo e solo adesso che il Rei del Pd funziona, anche se "i fondi non sono sufficienti", insiste sul reddito di cittadinanza appena bocciato dalla Finlandia senza dire con quali risorse lo attuerebbe. E aggiunge persino la "pensione di cittadinanza per gli anziani".
 
Tra i sogni a occhi aperti anche "la reintroduzione dell'articolo 18 come misura ponte".
 
Tra le misure sul lavoro di Di Maio al Pd il "salario minimo orario" e la creazione di nuovi posti "con la banca pubblica di investimento per finanziare a tassi agevolati le Pmi".
 
Grandi investimenti, sempre senza indicare le coperture, sulla sicurezza, con l'aumento delle "risorse per la cyber security" e addirittura con "l'assunzione immediata di diecimila nuovi agenti nelle forze dell'ordine".
 
Infine la Sanità: Di Maio concorda con l'obiettivo del Pd di ridurre le liste d'attesa e propone "un serio incremento del Fondo sanitario nazionale e un piano di assunzioni per infermieri e medici".
 
Resta, come più volte ripetuto il problema delle risorse: da che parte si taglierà per attuare queste proposte?
 
 

Articolo pubblicato il 29 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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