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L'Ars approva la Manovra economica e la legge di bilancio
di Redazione

"Prima della mezzanotte, non accadeva da vent'anni" ha commentato ieri a tarda sera il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, regista dell'impresa passata dal voto positivo su due maxiemendamenti. Il Governatore Musumeci, "Scritta una bella pagina del Parlamento siciliano". I PASSAGGI CRUCIALI DELLA GIORNATA DI IERI

Tags: Ars, Finanziaria, Gianfranco Miccichè



"Ringrazio il Parlamento, la maggioranza per la coesione e l'opposizione per il senso di responsabilità per avere rinunciato a ostruzionismi e per avere svolto l'attività emendativa che ha reso migliore lo strumento contabile. Abbiamo scritto una bella pagina per il Parlamento siciliano".
 
Lo ha detto il presidente Nello Musumeci ieri a tarda sera dopo l'approvazione della manovra finanziaria, passata poco dopo le 23.20 con  35 voti favorevoli e 28  contrari.
 
"Prima della mezzanotte non accadeva da vent'anni" ha commentato il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè.
 
 
Dopo la Finanziaria, con 35 voti a favore e 29 contrari, l'Ars ha approvato ieri anche il bilancio di previsione per il 2018.
 
Nella lunga seduta di ieri, di ostruzionismo, come ha detto Musumeci, ce n'è stato davvero poco, il M5s è riuscito a stoppare qualche norma ricorrendo al voto segreto ma la marcia del testo tutto sommato è andata spedita.
 
A mettere il turbo ai lavori è stato il presidente Gianfranco Miccichè con una regia ferma ma non autoritaria, che non è piaciuta, però, ai 5stelle.
 
Il capogruppo, Valentina Zafarana, parla di "conduzione confusionaria, che ha fatto capire ben poco ai deputati".
 
Non è piaciuto ai grillini il blitz della maggioranza, riuscito solo in parte, di piazzare due maxi-emendamenti per cercare di contingentare i tempi, raggruppando una settantina di norme.

Il gruppo ha comunque contribuito a migliorare alcune norme, così come ha fatto il Pd.
 
Tra gli emendamenti dem quello che assegna 10 milioni di euro per l'abbattimento degli interessi dei mutui per gli interventi abitativi nei centri storici.
 
Miccichè ha mantenuto l'impegno di evitare sedute notturne, chiudendo spesso l'aula prima delle 22 per rinviarla al giorno successivo.
 
Ritmi, insomma, "umani" in un Parlamento che in passato aveva dato il meglio, o il peggio di sè, in notturna quando le norme-marchetta passavano sotto il naso degli onorevoli più stanchi.
 
Di norme-marchetta per la verità ne compaiono anche in questa manovra finanziaria (fondi a privati come per il club nautico di Gela e all'associazione 'Caltanissetta corse'), dove però ci sono interventi molto attesi come la norma che stanzia quasi 270 milioni per i disabili e per l'autismo, che ha messo d'accordo maggioranza e opposizioni.
 
Tante le norme sul personale, la più consistente è quella che consente l'assunzione di 2.800 ex Pip, che beneficiano di un sussidio, nella Resais, società controllata dalla Regione a partire dal primo gennaio del 2019.
 
Tra stabilizzazioni e percorsi avviati, in ballo ci sono oltre 15 mila precari.
 
"Salvo" anche il coniglio selvatico: 200 mila euro per il ripopolamento e per la ricerca del virus che affligge la specie.
 
Che si fosse al rush finale lo si era capito quando  l'Ars aveva approvato anche il secondo maxi-emendamento che contiene 57 articoli, alcuni sub-emendati.
 
Poi il presidente Micciché aveva temporaneamente sospeso la seduta per adempimenti tecnici.
 
La maratona per approvare la Finanziaria  - che, come aveva ricordato Micciché, andava approvata subito se non si voleva lo scioglimento dell'Assemblea,  era proseguita con l'esame della norma per le riserve sul fondo delle autonomie locali, con una serie di emendamenti da valutare.
 
Poi si era passati a valutare le tabelle.
 
Negli ultimi tre giorni, e anche nella seduta domenicale di ieri, nel corso dei lavori erano emerse ancora numerose le difficoltà per la maggioranza che sostiene il governo del presidente Nello Musumeci. Governo che, nei giorni scorsi, è stato messo ko dall'opposizione per cinque volte durante la votazione degli articoli della Legge di Stabilità.
  
Stamattina, invece, l'Ars aveva approvato il maxi-emendamento, sub-emendato in alcune parti da M5s e commissione Bilancio, che raggruppa interventi di spesa con fondi comunitari e statali per oltre 250 milioni di euro.
 
Via libera dunque ai finanziamenti per l'emergenza idrica a Messina, per l'abbattimento delle barriere architettonichea, per il pagamento dei servizi di assistenza al erogati dall'Enav all'aeroporto di Comiso.
 
E ancora, fondi per il potenziamento dei presidi ospedalieri nelle zone classificate ad alto rischio ambientale, per la bonifica dell'ex area Sanderson e il risanamento delle aree di Messina, 50 milioni per il rischio amianto, per i rifugi sanitari, per i piani regolatori generali dei Comuni e dei piani di utilizzo del demanio marittimo.
 
Fondi anche per impianti sportivi, enti di culto, alle start-up dell'innovazione, per la valorizzazione della fornace Penna e per la trasformazione e l'utilizzo della propria barca, nave o peschereccio per finalità turistica e di pescaturismo.
 
Tra gli emendamenti approvati anche quello di Giovanni Cafeo, (Pd) che istituisce il fondo destinato alle donne con basso reddito che hanno subito violenza.
 
E mentre in aula si dibatteva la Finanziaria i dipendenti e i dirigenti della Regione siciliana e di tutti gli enti e le società partecipate hanno proclamato lo stato d'agitazione.
 
I sindacati Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl protestano "contro i ritardi del governo sul rinnovo dei contratti di lavoro, contro la mancata nomina dei vertici dell'Aran Sicilia, l'agenzia per la contrattazione e contro le leggi ad personam e incostituzionali approvate nella Finanziaria".

Articolo pubblicato il 01 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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