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Nello Musumeci difende "la Finanziaria del dialogo"
di Giovanna Naccari

Illustrati i punti cardine della norma. “Nel collegato nuove iniziative”. Il Presidente della Regione ieri in conferenza stampa 

Tags: Nello Musumeci, Finanziaria, Gaetano Armao



PALERMO - Una Finanziaria “patrimonio di tutti”, un documento del dialogo tra Governo e Parlamento. Cosi Nello Musumeci ha definito Legge di stabilità approvata dall’Ars nei giorni scorsi. Ieri il presidente della Regione ha illustrato i punti cardini della norma in una conferenza stampa assieme alla giunta a Palazzo d’Orleans.
 
“Abbiamo aderito alle richieste dei gruppi di opposizione affinché la Finanziaria diventasse, come legge vuole, patrimonio di tutti - ha esordito Musumeci - del governo che la propone e del Parlamento che la integra”.
 
E ha continuato: “Alla fine è emersa una legge che risponde alle esigenze alle quali abbiamo improntato la nostra azione di governo, che va dagli strumenti di pianificazione per il territorio alle misure per lo sviluppo delle imprese, al sostegno alle fasce deboli e ai giovani fino ai tagli ai costi della politica”.
 
In cifre, 887 milioni di euro sono destinati allo sviluppo: 53 milioni per il consolidamento patrimoniale dell’Irfis; 84 milioni di fondi Irfis per le imprese; 50 milioni al fondo di garanzia per Confidi e pmi; 700 milioni di smobilizzo dei crediti incagliati delle imprese nel settore rifiuti.

Per gli enti locali sono previsti 477 milioni: 340 milioni per i Comuni; 115 milioni per il Fondo investimenti Comuni ; 5 milioni per i Comuni virtuosi nella raccolta differenziata e 22 milioni per le ex Province regionali.
 
Tra gli interventi a sostegno dell’agricoltura figurano 53 milioni per il rinnovo dei contratti dei dipendenti regionali, la stabilizzazione dei precari e la creazione di un fondo pensioni per le Camere di commercio.
 
Ammonta complessivamente a 16,9 milioni l’intervento per il comparto agricolo, di cui una grossa parte per il personale: 10 milioni sono previsti per le aziende colpite da calamità naturali e 6,9 milioni per il rinnovo del contratto dei forestali.
Nel settore sociale la Regione prevede lo stanziamento di 365 milioni . Tra gli interventi, 271 milioni sono destinati ai disabili gravi e gravissimi e 17 milioni agli anziani disabili over 65. Solo 200 mila euro a favore delle donne vittime di violenza.
 
All’istruzione vanno 17,5 milioni di euro, di cui 11 milioni per gli Ersu che il governo “intende riformare”, come ha annunciato Musumeci.
 
La Legge di stabilità regionale mira anche alla tutela del patrimonio ambientale. Tra le azioni principali figurano l’istituzione dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia e la pianificazione di parchi eolici e fotovoltaici. Su questi ultimi “Siamo assolutamente favorevoli - ha detto il presidente della Regione - si tratta di energia pulita e bisogna verificare con le autorità competenti dove sarà possibile rilasciare le autorizzazioni”.
 
Per le infrastrutture lo stanziamento è di 115 milioni di cui 90 milioni per nuovi parcheggi; 24 milioni per il recupero dei centri storici minori e 750 mila euro per l’edilizia residenziale convenzionata.
 
Per il turismo e i beni culturali la Finanziaria prevede 66 milioni di euro. Tra le azioni, 10 milioni per i siti Unesco, 1, 5 milioni per l’istituzione di scuole per antichi mestieri e tradizioni popolari; 40 milioni di contributi ai teatri; 6 milioni per attività di promozione co-marketing per gli aeroporti di Trapani e Comiso.
 
Musumeci e l’assessore per l’Economia Gaetano Armao hanno parlato anche del contenzioso Stato-Regione che pesa sul bilancio della Sicilia. “Il contenzioso aperto serve ad ottenere quello che ci è stato indebitamente tolto”, ha detto il presidente della Regione. Armao ha ricordato il contenzioso aperto con lo Stato “pari a 600 milioni di euro l'anno”, sottolineando che questa cifra “potrebbe servire a ripianare il debito pubblico che supera 8 miliardi di euro”.

Articolo pubblicato il 04 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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