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Catania - Playa, niente più cemento nelle tre spiagge libere
di Desirée Miranda

L’assessore Giorgianni: “Diamo l’esempio per nuova concezione del mare” 

Tags: Cataina, Playa, Enzo Bianco, Michele Giorgianni



CATANIA - “Abbiamo già abbattuto tutto il cemento nelle tre spiagge e stiamo procedendo alla piantumazione e presto passeremo agli arredi”. Vanno avanti i lavori nelle tre spiagge libere della Playa catanese secondo quanto comunica al nostro giornale l’assessore con delega al mare del Comune di Catania, Michele Giorgianni.
 
Procede dunque il progetto scelto dai catanesi con lo strumento della democrazia partecipata che hanno votato un referendum del Comune secondo la legge regionale n.5 del 28 gennaio 2014. Cemento zero e riappropriazione del mare cittadino sono gli obiettivi primari per cui i catanesi hanno scelto il progetto per cui, quindi, l’amministrazione sta lavorando.
 
Un progetto innovativo in riferimento alle spiagge perché piuttosto che aggiungere cemento e strutture permanenti, lo toglie. Se però le spiagge sono state già decementificate e sono già fruibili dalla cittadinanza, non è ancora possibile evidenziare la loro diversità progettuale che vuole ogni spiaggia a tema: la prima per gli sportivi, la seconda per temi ambientali e culturali e la terza per le famiglie con tanto di barbecue e giochi per i bambini.
 
“Stiamo aspettando la consegna delle attrezzature sportive eco-sostenibili, quindi rimovibili, da allocare nella spiaggia n.1 e n.3 perché la ditta che è stata individuata le ha messe in produzione”, spiega Michele Giorgianni.
 
Per la spiaggia n.3, inoltre, si registra un cambiamento nel progetto: addio ai barbecue promessi per un “arrusti e mangia” familiare sulla spiaggia. “Era una mia proposta perché la consideravo anche una cosa folkloristica, ma è stato fatto notare da numerosi cittadini e alcuni associazioni che si creano parecchi inconvenienti, per cui abbiamo dovuto fare un passo indietro. I contro sono più dei pro. - spiega l’assessore con delega al mare -. Non si tratta solo dei fumi che comunque potrebbero dare fastidio, ma di una questione di sicurezza per l’accensione di fuochi sulla spiaggia”, dice.
 
Un piccolo cambiamento che secondo l’assessore Giorgianni non cambia la natura, buona e lodevole, del progetto che vuole delle spiagge accessibili, libere e, soprattutto, riportate allo stato naturale.
“Le attrezzature sono di certo suadenti, ma il vero progetto dei catanesi e fatto proprio dall’amministrazione - afferma - non è allocare alcuni giochi che poi alla fine lasciano il tempo che trovano, perché di strutture private e pubbliche che danno servizi ce ne sono tante. Il progetto è quello di ri-naturalizzare le spiagge e cercare di promuovere un processo inverso rispetto a quello che ha caratterizzato il litorale dagli inizi del 900 ai giorni nostri: l’insedimanto dell’uomo sul mare”, sostiene.
 
Un mare che, a Catania, è per buona parte precluso alla libera circolazione e al libero accesso, anche a causa dei numerosi stabilimenti balneari le cui concessioni passano da padre in figlio senza un bando. La Loro regolamentazione però non dipende dal Comune, ma dal Demanio marittimo e dalla Regione, ognuno per le sue competenze, ecco perché il progetto di riappropriazione e de-cementificazione appare particolarmente innovativo.
 
“È logico che le tre spiagge libere della Plya rappresentano, in chilometri quadrati, soltanto una piccola percentuale del nostro litorale, ma stiamo cercando di dare l’esempio per una nuova concezione del mare in cui praticamente non c’è nulla. È questa la straordinarietà del progetto, non stiamo costruendo, ma abbattendo”, conclude.

Articolo pubblicato il 05 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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