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Mafia: faida Catania, arrestato per omicidio boss Pitarà
di Redazione

L'esponente di spicco dei Cursoti Milanesi, già indicato come ai vertici del clan nel corso dell'operazione Final Blow condotta nel 2015 a Catania, viene accusato dell'uccisione di Gaetano Salici, delitto commesso del 1987 durante una guerra di mafia. Nel giugno scorso arrestati un fratello e un nipote
 

Tags: Pitarà, Mafia, Guerra, Final Blow, Cursoti, Milanesi, Clan, Miano, Omicidio, Faida, Catania



Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, la Polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del boss Rosario Pitarà, di 54 anni, per omicidio premeditato, con l'aggravante di avere agito per motivi futili e abietti e per avere favorito l'associazione mafia.
 
Le indagini, eseguite dalla Squadra Mobile di Catania, hanno fatto luce su un delitto commesso nel 1987 da Pitarà, al vertice della cosca dei Cursoti Milanesi, durante la sanguinosa faida maifosa di quegli anni a Catania.

Al centro delle indagini della squadra mobile, coordinate dalla Dda dalla Procura di Catania, l'uccisione di Gaetano Salici, che nel 1987 aveva 25 anni, ferito mortalmente il 2 agosto di quell'anno con numerosi colpi di arma da fuoco sparati da un killer che lo aveva inseguito a piedi nel rione Nesima.
 
Un agguato che l'accusa inquadra all'interno della sanguinosa faida mafiosa di quegli anni tra il clan dei Cursoti e la 'famiglia' Santapaola, ai vertici di Cosa nostra.
 
Dopo l'agguato la polizia aveva sorpreso Giovambattista Guglielmino, all'epoca 25enne, non lontano dal luogo del delitto, ad appiccare il fuoco a una Fiat Uno, ritenuta l'auto usata dai sicari.
 
Fermato per concorso in omicidio era stato successivamente condannato a 16 anni e sei mesi di reclusione per omicidio.
 
Nuovi elementi sull'agguato sono emersi da dichiarazioni di diversi pentiti, come Franco Russo e Roberto Testa, recentemente confermati anche da Concetto Bonaccorsi.
 
Secondo l'accusa, Rosario Pitarà,  il 30 luglio del 1987, sarebbe uscito indenne da un agguato organizzato dal clan Santapaola, che lo voleva eliminare ritenendolo un pericoloso sicario del clan rivale dei Cursoti.
 
Pitarà si sarebbe convinto che a fornire un supporto al gruppo di fuoco che aveva cercato di ucciderlo sarebbe stato proprio Gaetano Salici.
 
Rosario Pitarà, esponente di spicco dei Cursoti Milanesi, con ruolo di vertice nel clan, dopo un lungo periodo di detenzione. Dopo l'arresto da parte della squadra mobile della Questura di Catania è stato condotto nel carcere di Bicocca.
 
 
Rosario Pitarà, arrestato nel 2005, era stato scarcerato il 18 agosto 2017
 
Coinvolto nel blitz Final Blow condotto nel 2015 dalla Squadra Mobile di Catania era stato indicato dagli inquirenti come capo del gruppo criminale con Carmelo Di Stefano e Mario Russo.
 
Saru 'u Furasteri, questo il soprannome di Pitarà, è indicato dalla magistratura tra i vertici del clan fondato dal defunto Jimmy Miano, che aveva continuato a guidare dal carcere.
 
Suo fratello Pippo Piterà (un errore di trascrizione anagrafico) fu ammazzato il 25 gennaio del 1997 in una bettola di San Berillo Nuovo.
 
Nel giugno dello scorso anno nel quartiere di San Leone era stato arrestato per droga un altro fratello, Matteo Piterà, di 61 anni, e un nipote, Giuseppe, di 34.
 

Articolo pubblicato il 05 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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