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Quotidiano di Sicilia

Palermo - I mille dubbi di Amia e Comune su strade e rimborsi ai cittadini
di Luca Insalaco

Il commissario dell’azienda di via Nenni, Lo Cicero, annuncia soluzioni nel nuovo contratto di servizio. Perplessità su chi deve rispondere economicamente per la cattiva manutenzione

Tags: Antonio Tito, Amia, Palermo, Carlo Lo Verde, Gaetano Lo Cicero



PALERMO – Se i cittadini subiscono dei danni per la cattiva manutenzione delle strade chi ne risponde, l’azienda che si occupa della loro manutenzione (Amia) o il Comune di Palermo?
Per l’ex difensore civico del Comune di Palermo, Antonio Tito, la questione è al centro di un vero e proprio “conflitto di competenze”, originato dalla discordante interpretazione data all’art.13 del contratto di servizio, che regola i rapporti tra l’azienda di via Nenni e l’ente controllante. Secondo costante giurisprudenza, la responsabilità dell’ente proprietario di strade e marciapiedi non viene meno con l’affidamento della manutenzione a terzi, poiché il rapporto interno tra Comune e Amia non può avere effetto nei confronti dei danneggiati.

Il Comune, quindi, esclusa la possibilità di opporre la responsabilità di terzi ai cittadini, potrà solo rivalersi nei confronti della controllata per quanto andrà a pagare ai terzi lesi.
In tal senso si è espressa l’avvocatura comunale, avendo l’Amia, in virtù dell’art. 13 del contratto, assunto l’obbligo di tenere indenne e di rivalere il Comune da ogni pretesa, sia in sede giudiziale che stragiudiziale, riconducibile alle responsabilità esclusive della società, ma anche al risarcimento danni per la proprietà, gestione delle strade e dei marciapiedi comunali anche nel caso in cui sia emessa sentenza di condanna per il Comune e compresi i casi in cui nella stessa sentenza la società venga estromessa da ogni responsabilità.

Il principio è stato confermato dalla sentenza n.1922/2008, con la quale il Tribunale di Palermo ha condannato Comune e Amia in solido nei confronti dei terzi e l’azienda a rimborsare al Comune quanto corrisposto in dipendenza del giudizio.
Tutto chiaro? Non proprio. Per Tito  “tale situazione, se può risultare fotografata in esito a un giudizio, non è altrettanto chiara per la fase che precede l’instaurazione del contenzioso, della quale il cittadino continua a non avere certezza del soggetto obbligato”.

Da qui il reiterato invito alle parti interessate ad assumere “una scelta univoca che possa, in via definitiva, stabilire il soggetto responsabile nei confronti del cittadino e ciò attraverso la modifica dell’art. 13 del contratto di servizio”.
“Nel nuovo contratto di servizio – spiega Gaetano Lo Cicero, direttore generale del Comune, nonché commissario liquidatore di Amia - abbiamo provveduto a modificare l’articolo in questione e fissato un budget entro il quale a risarcire i danni è Amia”.
 


Richieste. I pericoli delle arterie colabrodo
 
PALERMO – “Le strade di Palermo sono un colabrodo”. Queste le parole di Carlo Lo Verde, responsabile regionale del Movimento consumatori.
“In media – ha ricordato - riceviamo 5-6 richieste la settimana da parte dei cittadini danneggiati, istanze che poi giriamo all’ufficio legale. Il valore medio delle richieste va dai 5 ai 20mila euro”.
Dall’ultimo bilancio di esercizio Amia, emergono complessivamente 571 richieste risarcitorie presentate da nel 2008 in sede stragiudiziaria, per danni derivanti dalla manutenzione stradale, movimentazione nonché incendio dei cassonetti della spazzatura, oltreché per i danni causati nello svolgimento dell’attività lavorativa da parte dei dipendenti dell’azienda. Al 31 dicembre 2008, invece, sono state 110 le determinazioni presidenziali di presa d’atto di decisioni dell’Autorità giudiziaria e, ai sensi dell’art.13 del contratto di servizio fra Amia e Comune, a porre in essere gli atti necessari per la costituzione in giudizio da parte dell’azienda dei rifiuti.

Articolo pubblicato il 19 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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