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Quotidiano di Sicilia

Istruiti in Sicilia? Al lavoro con calma
di Roberto Pelos

Almalaurea: il 49% degli isolani lavora a un anno dalla laurea contro il 68% (media italiana) e il 73,3% dei lombardi. Scuola: l’82,5% dei diplomati ITS occupati a 12 mesi. Ma il Miur boccia quelli siciliani 

Tags: Almalaurea, Sicilia, Lavoro, Laurea, Miur



ROMA – Il numero dei laureati occupati in Sicilia è più basso rispetto al totale nazionale. Lo dice il rapporto Almalaurea 2017, che ha riguardato a livello regionale, complessivamente 34.847 laureati siciliani. Per i laureati triennali della nostra terra del 2015 a un anno dal titolo, eccetto quelli mai iscritti ad un corso di laurea magistrale (40%), il tasso di occupazione (considerando occupati, secondo la definizione dell’Istat, anche quanti sono in formazione retribuita) è del 49%, mentre il tasso di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè quanti sono intenzionati a inserirsi nel mondo del lavoro) è pari al 37%.
 
Il 30% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti), mentre il 15% svolge un’attività autonoma effettiva (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.).
 
La retribuzione in media è di 953 euro mensili netti, sono 47 laureati su cento a considerare il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. L’asino “casca” se confrontiamo le performance siciliane con quelle del totale nazionale dove il tasso di occupazione dei triennali mai iscritti alla magistrale è del 68% mentre la retribuzione netta è di 1.104 euro mensili netti e la laurea risulta molto efficace o efficace per il 51%; il divario si nota anche nel confronto con una regione molto più “avanti” come la Lombardia dove il tasso di occupazione (secondo un’indagine condotta da Unioncamere Lombardia nel 2015 che ha utilizzato sia i dati amministrativi - archivio delle comunicazioni obbligatorie e banca dati delle imprese - sia i risultati delle indagini sul placement effettuate dalle università, singolarmente o attraverso il consorzio Almalaurea) raggiunge il 73,3%.
 
Il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali in Sicilia, a un anno e a cinque anni dalla laurea (2015 e 2011), si attesta rispettivamente al 53% (comprendendo anche coloro che sono in formazione retribuita) e al 75%; il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 35% e al 16%.
 
A poter contare su un contratto di lavoro a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti) sono 35 occupati su cento e 52 su cento, mentre il 9% e il 18% svolgono un’attività di lavoro autonoma. La retribuzione è di 993 euro e 1.250 euro mensili netti; il 49% e il 58% ritengono la laurea conseguita, efficace o molto efficace per il lavoro che stanno svolgendo.
 
Esaminiamo adesso la situazione degli studenti siciliani degli Istituti tecnici superiori (Its). I percorsi attivati nella nostra terra sono pochi e non portano ai risultati sperati ovvero all’inserimento nel mondo del lavoro, secondo i dati del Miur e Indire che hanno presentato il Monitoraggio nazionale 2018 sul sistema Its.
 
I percorsi attivati dagli Istituti danno maggiori garanzie occupazionali agli studenti diplomati a livello nazionale, infatti l’82,5% circa dei diplomati trova lavoro entro un anno. Nel 2016 erano appena cinque gli Its nella nostra regione, “briciole” in confronto ai venti Istituti presenti in Lombardia e seppur di poco, in numero minore rispetto ai sette Its di Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio.
 
La Sicilia non figura affatto tra le tredici regioni con il maggior numero di percorsi premiati per i migliori esiti dal punto di vista del numero dei diplomati e del tasso di occupazione a 12 mesi che hanno avuto accesso alla premialità da 13,3 milioni di euro del Fondo nazionale 2017, aumentati dalla Legge di bilancio 2018 (+10 mln per il 2018, +20 mln per il 2019 e + 35 mln per il 2020) non essendo stato raggiunto, nella nostra terra, il valore di soglia necessario per il conseguimento di questo obiettivo.
 
In vetta alle regioni premiate troviamo il Veneto con 13 percorsi, il 72,2% di quelli monitorati; la Lombardia (11 percorsi, il 42,3% di quelli monitorati), l’Emilia-Romagna (sette percorsi, il 53,8% di quelli monitorati).
 
Le risorse di premialità dovranno essere impiegate, dai 55 percorsi sui 64 monitorati, per realizzare un percorso formativo aggiuntivo, avente come obiettivo principale l’acquisizione, da parte delle studentesse e degli studenti, di competenze correlate al Piano nazionale impresa 4.0.
 

 
Comunicazione e moda tra i settori guida per i ragazzi
 
Per quanto riguarda le dieci figure con il tasso di occupazione più elevato, tra i diplomati degli Its nel 2016 a livello nazionale, secondo i dati del Miur, troviamo in vetta il Tecnico superiore per le architetture e le Infrastrutture per i sistemi di comunicazione con il 94,74%, seguito dal Tecnico superiore per l’automazione e i sistemi meccatronici (91,8%) e dal Tecnico superiore per il coordinamento dei processi di progettazione, comunicazione e marketing del prodotto moda (87,85%).
Le altre figure con elevati tassi occupazionali sono: il Tecnico superiore per la mobilità delle persone e delle merci, la cui percentuale si attesta all’87,79%, il Tecnico superiore per l’innovazione dei processi e dei prodotti meccanici, che raggiunge la quota dell’85,47%, il Tecnico superiore per la produzione e manutenzione di mezzi di trasporto e/o relative infrastrutture, con l’85,43%, il Tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing per il settore arredamento (85%), il Tecnico superiore per l’infomobilità e le infrastrutture logistiche (84,85%), il Tecnico superiore per la gestione di strutture turistico-ricettive (84,16%), il Tecnico superiore per il sistema qualità di prodotti e processi a base biotecnologica (83,33%).
Tra i laureati magistrali biennali il tasso di occupazione ad un anno dal conseguimento del titolo è pari al 71%. Le opportunità occupazionali sono fortemente differenziate a seconda del percorso di studi concluso. Superiore alla media, infatti, sono i tassi di occupazione, ad un anno dalla laurea biennale, dei laureati dei gruppi ingegneria (85%), scientifico (84%) e chimico-farmaceutico (82%)
Inferiore alla media è invece il tasso di occupazione dei laureati dei gruppi psicologico (46%), letterario (59%) e geo-biologico (60%). Si tratta infatti di indirizzi di studio dove, rispetto alla media, è più elevata la percentuale di laureati che sceglie di proseguire la propria formazione con attività post-laurea non sempre retribuite, come tirocini, praticantati e collaborazioni volontarie.
Per concludere, Almalurea ci dà notizie sugli sbocchi occupazionali dei laureati magistrali biennali siciliani a cinque anni dal titolo: il 63% è inserito nel settore privato, mentre il 31% nel pubblico. La restante quota lavora nel no-profit (5%), mentre il comparto dei servizi assorbe l’86%. Nell’industria trova impiego il 12% degli occupati; marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

Articolo pubblicato il 08 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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