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Catania - Corso dei Martiri, dopo 67 anni il risanamento è partito davvero
di Redazione

L’11 dicembre 2017 storico avvio dei lavori, primo cantiere verso la conclusione

Tags: Catania, Corso Dei Martiri



CATANIA – Una ferita aperta da 67 anni in pieno centro, a pochi passi dalla Stazione centrale, che finalmente dallo scorso 11 dicembre si sta provvedendo a sanare. Con un cronoprogramma di lavori serrato, la passeggiata di Corso dei Martiri della Libertà, immaginata e progettata dall’archistar Mario Cucinella, non sembra più soltanto quel sogno “in plastico” presentato alla stampa locale.
Procedono i lavori per le prime opere di urbanizzazione che dovrebbero concludersi entro il mese di giugno, stando a quanto dichiarato recentemente da Aldo Palmeri, amministratore di Istica, la società proprietaria della maggior parte delle aree. Si tratta di un campo da basket e di nuove zone di verde pubblico con panchine e arredi.
 
 
Già però, come abbiamo già scritto sul QdS del 28 marzo scorso, si guarda al secondo step, quando si inizierà a fare sul serio, con la realizzazione del parcheggio interrato e di un grande parco all’altezza di piazza della Repubblica, dove sorgerà dunque un nuovo polmone verde per dare un altro po’ di ossigeno alla città dell’Elefante. Già c’è il progetto esecutivo e ed entro il prossimo mese potrebbe essere pubblicato il bando, con l’obiettivo di aggiudicare la gara dopo l’estate.
 
STORIA DI UNA FERITA
Quella di Corso dei Martiri è una storia che affonda le sue radici nel lontano 27 novembre del 1950, quando fu firmato in Prefettura l’atto costitutivo dell’Istituto Immobiliare di Catania (Istica) per il risanamento dei quartieri degradati, primo fra tutti San Berillo, per la ricostruzione della città e la realizzazione di alloggi a costo modesto per le famiglie sgomberate dalle abitazioni fatiscenti.
Il piano Istica, il 16 maggio 1952, fu inserito nel Piano regolatore generale dal commissario prefettizio e all’Istituto Berillo giunsero ingenti finanziamenti: 380 milioni dallo Stato e 400 dalla Regione. Secondo accordi stretti a Roma fu previsto che, su un’area di 240.000 metri quadrati si potessero costruire abitazioni per 1.800.000 metri cubi. Gli espropri avrebbero dovuto essere ultimati entro il febbraio del 1960, mentre i lavori entro il 3 luglio del 1969. La spesa dell’Istica per portare a termine il progetto venne calcolata in dieci miliardi e 338 milioni di lire, con un ricavo di sette miliardi e 338 milioni di lire.
Nel 1954 avvenne lo sventramento, realizzato a baionetta e non in maniera diretta, verso la Stazione Centrale, seguendo il Piano realizzato dall’architetto Brusa e approvato dal Consiglio comunale il 3 marzo del 1951, contestualmente alla costituzione dell’Istituto Berillo, che prevedeva la realizzazione nell’area di San Leone di un abitato per accogliere i cosiddetti “deportati”, circa trentamila persone.
I lavori, iniziati nel 1957 facendo nascere il corso Sicilia, Centro direzionale finanziario nel cuore della città, si interruppero il 27 giugno del 1969, quando ancora l’area di Corso dei Martiri non era stata completata. Tutto si bloccò a seguito dell’approvazione di una nuova legge regionale che stabilì una diversa densità volumetrica per le opere da eseguire: si passò dai 18,65 a metro quadro a cinque. Ciò provocò una reazione dell’Istica che avviò un contenzioso con il Comune di Catania e il risarcimento richiesto venne confermato da vari arbitrati. Il Comune, nel 1991, pagò all’Istica quaranta miliardi di lire, ma i privati titolari delle proprietà nell’area chiesero altre somme, calcolate in 78 milioni di euro.
 
SI RIAPRE LA PARTITA
Il cinque agosto del 2004, il Comune nominò una commissione di saggi - formata da Antonio Catricalà, Augusto Fantozzi, Giovanni Pellegrino e Nicolò Zanon - incaricata di trovare una composizione per questa area di circa ottantamila metri quadrati che rappresentava una “ferita aperta” nel centro di Catania.
La Commissione concluse che elementi essenziali del Piano di risanamento sono fossero “l’adeguamento alle disposizioni di legge e alle esigenze della mobilità e agli standard di verde pubblico e parcheggi”.
Durante la sindacatura Stancanelli fu annunciata la realizzazione di un progetto da parte dell’architetto Massimiliano Fuksas, che il 9 agosto 2009, venne perfino in Consiglio Comunale, ma poi si ritirò. Fu invece l’architetto Mario Cucinella a essere incaricato di realizzare il progetto, sul quale l’Amministrazione Bianco espresse una valutazione positiva anche perché salvava la scuola Amerigo Vespucci, che avrebbe dovuto essere abbattuta. Il sindaco chiese però, durante un incontro svoltosi il primo settembre del 2014, di ridurre la cubatura significativamente e di aumentare gli spazi destinati a verde e a scopi sociali.
 
IL PROGETTO CUCINELLA
L’11 marzo del 2015 gli imprenditori proprietari delle aree di Corso dei Martiri acconsentirono all’aumento del verde e il dieci aprile fu presentato dai rappresentanti dello Studio Cucinella e di Istica-Cecos e Risanamento San Berillo, il progetto definitivo delle aree di pubblico interesse di Corso dei Martiri.
In aula, Cucinella spiegò di aver puntato su una rambla a verde che dal Corso Sicilia, a pochi passi da via Etnea, raggiunge il mare, recuperando il rapporto con esso, come a Barcellona o Genova, connettendo parti diverse della città e dando vita a un nuovo centro cittadino moderno e attrezzato che recuperi il senso dell’urbanistica di qualità.
Secondo le indicazioni dell’Amministrazione Bianco fatte proprie da Cucinella, il nuovo master plan prevede una drastica riduzione di cubatura di cemento, l’interramento del parcheggio (per due terzi pubblico), la creazione di un grande viale centrale per pedoni e ciclisti, di strutture per lo sport e l’intrattenimento e di un parco urbano, il terzo più grande della città. In questo grande giardino si potrà passeggiare, fare sport, allestire mostre d’arte, rappresentare spettacoli teatrali e musicali. Il totale del verde attrezzato passa da 10.000 a 35.000 mq.

Articolo pubblicato il 09 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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