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Crisi economica, il Sud si spopola
di Carlo Alberto Tregua

Investimenti per invertire il trend



Le dissennate politiche dei governi degli ultimi trent’anni hanno creato un sempre maggiore divario, economico e sociale, tra il Nord e il Sud, anche se il nostro Paese proviene dal 1861, quando il Mezzogiorno era più ricco del Settentrione.
L’effetto sanguisuga è stato devastante, per cui a distanza di 157 anni la situazione si è invertita. Uno degli effetti più gravi di questa fotografia è che i giovani valorosi meridionali se ne sono andati, se ne vanno e se ne andranno, attratti da possibilità e opportunità economiche, ove possono mettere a frutto le proprie capacità.
Un secondo grave effetto è un lento esodo di una parte della popolazione, tanto che Istat preconizza che fra meno di cinquant’anni (2065) la popolazione del Sud scenderà dal 34 al 29%, il che equivale a circa due milioni di abitanti in meno.
Gli effetti devastanti saranno un maggior invecchiamento medio della popolazione, perché i giovani non ci saranno più, e la diffusione di una più estesa povertà.
 
Il vergognoso balletto, partitico, esecrabile di questi giorni ha messo ancora di più in evidenza la pochezza e la fragilità di un ceto politico sempre più scadente e sempre meno adatto a governare un Paese come il nostro che ha enormi potenzialità tutte accantonate: la causa è banale, chi non è capace non può fare funzionare le istituzioni.
Infatti, per far questo, occorre professionalità, esperienza, competenza, oltre che una forte onestà.
Al contrario, la corruzione si estende sempre di più sia nel ceto politico che in quello burocratico, nonché in quella parte non grande dell’imprenditoria e delle professioni che reggono il sacco, anzi contribuiscono alla corruzione medesima.
è pacifico che ove c’è povertà sia la criminalità organizzata che i corruttori hanno gioco facile perché utilizzano la leva del bisogno in cui versano interi strati di popolazione.
Tutti esprimono esecrazione nei confronti delle mafie, un moto che non deve mai diminuire di intensità e che è la costante attività delle Procure e delle Polizie investigative. La legge che consente i sequestri preventivi per equivalente priva le cosche dell’alimentazione finanziaria e quindi le fa sgretolare.
 
Ma non c’è un’azione altrettanto forte contro la corruzione che si annida nei circa 200 miliardi di nero stimato comunemente nel nostro Paese, il quale produce 150 miliardi di evasione.
L’Autorità anticorruzione, presieduta ottimamente da Raffaele Cantone, non è in condizione di fronteggiarla adeguatamente per carenza di risorse umane e finanziarie ed anche perché i luoghi (uffici, dipartimenti e via elencando) ove essa si manifesta sono oltre 100 mila unità. Di fronte a questo disastro, assistiamo esterefatti a 950 parlamentari che non fanno nulla e continuano a prendere regolarmente i loro stipendi.
La migrazione, da Sud a Nord, si può bloccare facendo massicci investimenti in infrastrutture e opere pubbliche e sostenendo l’imprenditoria con finanziamenti all’innovazione ed anche alla internazionalizzazione.
 
Le imprese meridionali e siciliane si sostengono anche utilizzando bene i corsi di formazione finanziati dai Fondi europei. Corsi di formazione che dovrebbero qualificare i partecipanti, raccordandoli al mercato.
Esistono i Cpi (Centri per l’impiego) che hanno la funzione di collegare i richiedenti lavoro con le imprese che lo offrono.
In Italia si contano oltre 100 mila addetti che non riescono, però, a collocare quasi nessuno di coloro che si iscrivono negli elenchi, per cui piano piano nessuno più vi si iscrive.
Ora, i Cpi - se funzionassero - dovrebbero collegarsi costantemente con tutte le organizzazioni imprenditoriali e sindacali per determinare il fabbisogno di competenze; fabbisogno che dovrebbe essere trasferito alla Formazione regionale, in modo da chiudere la filiera che così diventerebbe: offerta di lavoro, Cpi e formati (che chiudono il cerchio tornando alle imprese). Ma tutto questo non avviene perché, come è noto, la burocrazia serve soltanto a impedire piuttosto che ad attivare il lavoro.
La migrazione Sud-Nord va fermata. Non vediamo però quale Governo, prossimo o venturo, ne sia capace. Peggio di così, c’è il caos!

Articolo pubblicato il 11 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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