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Catania - Differenziata, 35% impossibile. E ora può arrivare una stangata
di Desirée Miranda

Catania lontana dall’obiettivo fissato per il 1° giugno. Sanzioni vicine. L’assessore D’Agata: “Regione tenga conto della nostra situazione” 

Tags: Catania, Rifiuti, Enzo Bianco



CATANIA - “Non ci sono più scuse, ho diffidato i Comuni che entro il 31 maggio non abbiano raggiunto il 35%. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e di avviare la raccolta porta a porta. I soldi ci sono, serve la progettualità”. Salvo Cocina, dirigente dell’ufficio speciale per la differenziata alla Regione siciliana lo aveva annunciato già il mese scorso, durante il salone Progetto Comfort a Catania, che ci sarebbe stato il pugno duro da parte della Regione contro quei Comuni che entro il 31 maggio non avessero raggiunto almeno il 35% di raccolta differenziata.
 
Detto fatto. Catania quindi, con appena il 9% di raccolta differenziata e con un bando settennale per la raccolta porta a porta la cui gara è andata deserta per quattro volte, è tra i Comuni che con ogni probabilità verranno sanzionati. La penale applicata, “ecotassa”, dovrebbe contribuire a coprire le spese per il trasferimento all’estero dei rifiuti indifferenziati.
 
Per dirla alla Marzullo, però, la domanda nasce spontanea: chi paga? Secondo il sindacato Ugl non ci sono dubbi: i catanesi.
La colpa, ovviamente, è additata all’amministrazione. “Non è concepibile che i cittadini, i lavoratori e le famiglie debbano accollarsi quest’ulteriore danno economico causato dall’ostinazione dell’amministrazione locale nel portare avanti una pianificazione che, nei fatti, è stata oltremodo fallimentare e non ha tenuto conto di quanto segnalato da diversi organismi compresa l’Anac”, scrive in una nota il segretario generale territoriale della Ugl etnea, Giovanni Musumeci.
 
“Siamo molto allarmati – aggiunge – perché questo stallo, associato ad una totale mancanza di sensibilizzazione su tutto il territorio, anche sul semplice utilizzo dei cassonetti attualmente presenti, non contribuisce ad alimentare speranza alcuna per l’imminente futuro, con il serio rischio che sulla comunità possa materializzarsi una nuova penalità in un momento già difficile per Catania e per i catanesi”, conclude Musumeci.
 
Dal canto suo l’amministrazione che sarà in carica fino al prossimo 10 di giugno, quando si effettueranno le votazioni per il rinnovo del Consiglio comunale e del sindaco, si dice fiduciosa di un possibile ripensamento in considerazione di alcuni dati.
“La Regione deve tenere conto della nostra situazione, cioè che noi abbiamo già in cantiere il nuovo bando della raccolta differenziata e poi anche il cosiddetto pendolarismo dei rifiuti”, afferma Saro D’Agata, assessore all’ecologia del Comune.
 
“Uno dei motivi per cui non raggiungiamo una percentuale significativa di raccolta differenziata è dato dall’aumento smisurato dei rifiuti provenienti dai paesi limitrofi”, dice D’Agata.
 
Quando poi all’assessore chiediamo cosa accadrebbe se dalla Regione questi dati non venissero presi in considerazione, l’assessore risponde: “Noi insistiamo perché questi fatti vengano analizzati considerando anche che stiamo apprestando altre telecamere da mettere in tutta la città accanto a quelle che ci sono già”.
 
“Inoltre - continua - stiamo sviluppando delle azioni nei mercati e negli esercizi commerciali per cercare di invogliare, soprattutto lì, la differenziata”. Tutte azioni importanti, ma in qualche modo appaiono palliativi fino a che non verrà messo in piedi un sistema di raccolta efficiente e puntuale in tutta la città. Per questo, però, toccherà aspettare ancora il bando rispetto al quale “non ci sono novità”, conclude D’Agata.

Articolo pubblicato il 16 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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