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Catania - A19 e tangenziale tra le prime strade "smart"
di Desirée Miranda

Anas ha illustrato gli investimenti nell’Isola nel corso degli Innovation days

Tags: Catania, Smart Road, Anas



CATANIA - Innovazione, tecnologia e sicurezza. Mettere tutto insieme non solo si può e si deve, ma è il progetto che si vuole attuare in Italia, uno dei primi paesi europei a pensare di mettere la tecnologia a disposizione della mobilità dei cittadini, a partire dalle smart road. “La Sicilia e i siciliani hanno bisogno di una nuova mobilità ed è uno degli elementi che contribuiscono alla crescita di un territorio”, dichiara il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.
 
L’Isola non sta a guardare e nei prossimi cinque anni l’autostrada A19, Catania-Palermo, verrà trasformata nella prima smart road siciliana. Se n’è parlato nell’ambito dell’Innovation days, una due giorni organizzata da Anas, parte del gruppo FS italiane, a Palazzo della cultura, riunendo aziende, istituzioni ed esperti di trasporti, logistica e tecnologia.
 
“Per vincere le sfide legate alla mobilità non serve solo costruire infrastrutture, ma anche migliorare l’efficienza dell’intero sistema di trasporti, sfruttando le potenzialità oggi esistenti”, ha spiegato l’amministratore delegato Anas, Gianni Vittorio Armani.
“Il primo dei due progetti sperimentali in Sicilia - ha proseguito Armani - riguarda una delle strade più trafficate d’Italia, la tangenziale di Catania, e rappresenta una sfida importante sul piano dell’accessibilità alle aree metropolitane, tema che riguarda tutta l’Italia e non solo la città etnea. Il secondo progetto concerne un’infrastruttura fondamentale per la Sicilia come la Palermo-Catania: per lungo tempo è stata abbandonata ma paradossalmente tutto questo ha creato una grande opportunità per guardare al futuro con convinzione”.
 
Le smart road sono la sfida di questo decennio e significa che una strada è in grado di conoscere quello che è che sarà il traffico, eventuali incidenti, rallentamenti. Una strada in grado di interagire con gli utenti per prevenire comportamenti pericolosi, ma anche di segnalare eventuali pericoli”, spiega il presidente Anas, Ennio Cascetta.
 
“L’Italia è un’antesignana da questo punto di vista – aggiunge – perché per prima ha previsto una norma che stabilisce che le strade europee di primo livello debbano essere smart entro il 2030, quindi ci siamo lanciati come Paese e come Anas e abbiamo previsto importantissimi investimenti. Già adesso ci sono 100 milioni di euro per trasformare alcune nostre strade, iniziando per priorità e per distribuzione territoriale, - continua – quindi nei prossimi anni vedremo delle prime realizzazioni che mi auguro ci porteranno, come Paese e come azienda, in una posizione di avanguardia in questo settore, con possibilità di espansione all’estero”.
 
Ad entrare nel merito della situazione siciliana e catanese è Valerio Mele, coordinatore territoriale Sicilia per Anas. “Il problema che abbiamo oggi sulla Catania-Palermo, fatta quarant’anni fa, è che ha avuto poca manutenzione negli anni passati e queso è il motivo per cui Anas, nel piano quinquennale che prevede un investimento di 2,3 miliardi per la Sicilia più altri fondi, - spiega – ha destinato una somma importante per recuperare il gap manutentivo. In particolare, sulla A19, c’è un investimento di 870 milioni di euro. I cantieri sono già attivi quindi parte di queste somme sono state già destinate, ma il nostro obiettivo, entro due o tre anni, è di superare tutte le criticità che portano disagio al traffico”.
 
L’opera in corso prevede anche la sistemazione del viadotto Imera caduto qualche anno fa. “I lavori sono stati consegnati alla fine di febbraio 2018 e la conclusione è prevista nell’ottobre del 2019. Ricostruiremo il viadotto in palato metallico a tre campate”, dice ancora Meli. Tra le aziende presenti all’Innovation days, anche Italscania rappresentata dal suo presidente e amministratore delegato Franco Fenoglio.
 
“Scania lavora da anni su questi temi del futuro e con Anas stiamo facendo lavoro di squadra”, dice. “Il rapporto con la Sicilia è molto buono e abbiamo tanta voglia di investimenti perché dal punto di vista strutturale bisogna fare di più”, conclude.

Articolo pubblicato il 17 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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