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Quotidiano di Sicilia

Siracusa - Ex Provincia, dichiarato il dissesto
di Luigi Solarino

Il commissario straordinario, Carmela Floreno, ha deliberato in base all’art. 244 del TU degli Enti locali. Debiti accumulati per 162,7 milioni di euro. A rischio i 510 dipendenti 

Tags: Siracusa, Carmela Floreno



SIRACUSA - Nonostante i vari tentativi fatti negli ultimi mesi per scongiurare il default finanziario del Libero Consorzio di Siracusa (ex Provincia), alla fine il Commissario straordinario, Carmela Floreno, ha dovuto deliberare, in base all’articolo 244 del Testo Unico degli Enti Locali, il dissesto dell’Ente da lei guidato.
 
Si tratta del primo caso in Sicilia di fallimento di un Libero Consorzio. La crisi era iniziata nel 2016 dopo la riforma regionale delle province. Il fallimento potrebbe mettere a rischio i posti di lavori dei 510 dipendenti dell’Ente ed i 90 della società partecipata al 100% “Siracusa Risorse” che non ricevono lo stipendio dallo scorso febbraio. A rischio anche i servizi per le scuole di competenza provinciale, la viabilità e l’assistenza ai disabili.
 
I debiti accumulati dall’Ente provinciale ammontano complessivamente a 162 milioni e 736 mila euro, di cui 15,9 milioni per debiti e fatture in giacenza presso i vari settori, 47,3 milioni per somme impegnate ma non pagate, 5,7 milioni per debiti fuori bilancio, 2,8 milioni per debiti tributari ed Iva, 9,3 milioni per somme vincolate da reintegrare, ed 81,7 milioni per debiti per l’accensione di mutui e prestiti in essere da parte della Cassa Depositi e Prestiti e di altri istituti di credito. Inoltre c’è da aggiungere che per l’anno in corso l’Ente provinciale necessita di una disponibilità liquida di ben 30 milioni di euro necessari per il pagamento degli stipendi dei dipendenti (18 milioni), per la partecipata “Siracusa Risorse” (3 milioni), per rate di mutui (6,5 milioni) e per le spese minime essenziali per le attività istituzionali di merito (2,5 milioni).
 
Le entrate previste per quest’anno, sono del tutto insufficienti, in quanto ammontano a soli 13 milioni di euro di cui 9 milioni per trasferimenti ordinari e 4 milioni per le accise sull’addizionale dell’energia elettrica. Pertanto sono necessari dei contributi straordinari da parte della Regione per la copertura delle uscite minime previste per il 2018.
 
Una delle principali cause che ha portato al dissesto finanziario del Libero Consorzio aretuseo è stata quella dei crescenti tagli, nel corso degli ultimi anni, alle risorse finanziarie dell’Ente. Tra questi il ridimensionamento dei trasferimenti erariali dovuti alle Province dallo Stato. Inoltre lo Stato, attraverso l’Agenzia delle Entrate, ha effettuato la trattenuta alla fonte della quota di competenza della RC auto e dell’Imposta Provinciale Trascrizioni (IPT) riducendo drasticamente le poche entrate proprie dell’Ente.
 
L’impatto finanziario combinato di taglio dei trasferimenti e di applicazione dei prelievi forzosi ha determinato una sensibile riduzione per l’Ente delle risorse disponibili con la conseguente crescita del debito.
 
Dopo la deliberazione di dissesto, l’intera documentazione relativa alla situazione dell’Ente sarà inviata al Ministero degli Interni e alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti. Dopo di che si insedierà presso i locali di via Malta una commissione ministeriale che si occuperà di rilevare la cosiddetta massa passiva e quella attiva al 31 dicembre 2017.
 
Per l’esercizio finanziario 2018 sarà necessario un intervento straordinario da parte della Regione siciliana e dello Stato, per la copertura di tutte le spese.

Articolo pubblicato il 17 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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