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Regione: dirigenti premiati con 11,5 mln
di Paola Giordano

A Palazzo D’Orleans non si bada a spese per le indennità di (nessun) risultato. La Lombardia spende 2,9 milioni. Nel 2014 assegnati dieci milioni di euro, nel 2016 incremento dell’8,6% 



PALERMO – Nella Sicilia autonoma dai conti in rosso c’è sempre posto per i privilegi. Nonostante le casse regionali piangano, infatti, non si arresta la “pioggia” di indennità di risultato percepite dall’imponente esercito dei dirigenti regionali siciliani. Stando agli ultimi dati disponibili sul sito istituzionale della Regione siciliana relativi all’anno 2016, sono ben 11,5 i milioni di euro elargiti da “mamma” Regione ai suoi burocrati. Un’impennata dell’8,6 per cento rispetto al 2014 che, tradotta in cifre, equivale a 1,5 milioni in più.
 
Queste ingenti somme risultano ancora più imbarazzanti se confrontate con quelle della Regione Lombardia, che nel 2016 ha speso per le indennità di risultato solo 2,9 milioni - vale a dire circa quattro volte meno rispetto alla nostra Regione.
 
In barba ai principi di meritocrazia, a ricevere il premio nell’Isola è stato invece l’82 per cento dei 1.432 dirigenti in servizio al 31 dicembre 2016: quasi un en plein. Attenzione però perché quel restante 18 per cento non ha ottenuto il premio non per il mancato riscontro dei requisiti necessari per riceverlo, ma perché non è stato ancora valutato.
 
Nella fotografia appena scattata il controllo della produttività dei burocrati isolani risulta affidato ancora al Servizio di Pianificazione e Controllo strategico (Sepicos), un organismo alle dipendenze della Presidenza della Regione che solo alla fine del 2016 è stato soppiantato dall’Organismo Indipendente di Valutazione (Oiv), nonostante la pubblicazione nella Gurs del Regolamento Attuativo del suddetto ente terzo risalga al lontano 2012. Meglio tardi che mai anche se ad avere il coltello dalla parte del manico è sempre “mamma” Regione, poiché quanto proposto dall’Oiv non è detto si tramuti in un’effettiva disposizione: “l’organo di indirizzo politico-amministrativo, qualora non condivida la proposta di valutazione fornita dall’Oiv, entro 15 giorni può restituirla allo stesso formulando osservazioni e chiedendo un ulteriore approfondimento istruttorio” (art. 12).
 
La speranza è che il nuovo ciclo di gestione delle performance che l’Oivsi sta apprestando ad avviare possa finalmente mettere la parola fine alla lunghissima era degli sprechi.
 

Articolo pubblicato il 19 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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