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Governo: Di Maio e Salvini "dimenticano" il Sud
di Redazione

Il "contratto" non parla del Mezzogiorno. I pericoli della nuova oligarchia pentaleghista: meno di centomila persone decidono per 51 milioni di elettori. Sulla piattaforma Rousseau 44.796 sì e 2.522 no all'ipotesi di governo, e mille gazebo del Carroccio da oggi, quasi tutti al Nord. E Berlusconi attacca la Lega

Tags: Sud, Dimenticato, Contratto, Di Maio, Salvini, Berlusconi, Oligarchia



Sul "contratto" è descritta chiaramente, nero su bianco, la volontà del governo pentaleghista prossimo venturo sul Sud.
 
La ritroviamo nel passo in cui si sottolinea la decisione di "non individuare specifiche misure" per il Mezzogiorno, "pur tenendo conto delle differenti esigenze territoriali".
 
Il nulla, insomma. Mentre il resto dei provvedimenti economici è tutto per il nord: flat tax con un nuovo formato unico per tutti i contribuenti (due scaglioni al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, famiglie e imprese), la riduzione del cuneo fiscale tanto cara alle piccole e medie imprese di Lombardia e Veneto, regione dove si concentra l’8,4% di tutte le aziende italiane e dove la Lega apre oggi 250 dei mille gazebo per far votare il "contratto" con i grillini.
 
E non solo lo sviluppo di quel Mezzogiorno che aveva votato in massa il M5s nel contratto non c'è, viene fortemente ridimensionato - anche perché quando si devono fare i conti con i numeri i nodi vengono al pettine - il reddito di cittadinanza: durerà al massimo due anni e non ci sono impegni di spesa.
 
Come dire, tanto vale tenersi il Rei del tanto vituperato Pd.
 
L'abbandono del Sud nel "contratto" evidenzia drammaticamente i pericoli della nuova oligarchia pentaleghista.
 
Oligarchia, sì: perché meno di centomila persone stanno decidendo per 51 milioni di elettori.
 
Basta fare i conti: sulla piattaforma Rousseau sono stati 44.796 sì e 2.522 no all'ipotesi di governo. Si sono espressi, insomma, "certificati da un notaio" un numero di militanti pari allo 0,1 per cento dei votanti italiani.
 
Altrettanti, si prevede, voteranno da oggi nei mille gazebo del Carroccio, quasi tutti al Nord ovviamente.
 
Intanto le contraddizioni del "contratto" hanno fatto tornare in auge Berlusconi, che ieri ha consigliato a Salvini di "andare a casa" candidandosi a leader di un esecutivo di centrodestra.
 
"In questo momento - ha detto Berlusconi  - c'è molta distanza tra il Carroccio e la coalizione di centrodestra, che ha un programma comune ben distante dal Movimento 5 stelle. Troppi punti del nostro programma non sono presenti nel 'contratto' e ce ne sono altri che addirittura sono contrari a quelli che sono i nostri valori fondanti".
 
Intanto, lunedì, Salvini e Di Maio hanno un appuntamento al Colle.
 
 

Articolo pubblicato il 19 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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