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Da Milano a Pachino, l'Italia punta sul turismo in bicicletta
di Rosario Battiato

Nell’Allegato al Def 2018 il piano delle ciclovie nazionali con dieci percorsi in tutto il Paese. L’itinerario “Magna Grecia” unirà la Basilicata con il profondo Sud dell’Isola

Tags: Ciclovia, Turismo, Bicicletta



PALERMO – La bici come mezzo di trasporto universale per collegare l’Italia intera e combinare turismo e mobilità sostenibile. Si riassumono in questi termini i piani futuri dell’Europa, caldeggiati a lungo dal governo nel corso della passata legislatura, per le ciclovie, che coinvolgono da vicino anche la Sicilia. Un sistema infrastrutturale sostenibile di prospettiva e di impatto che si è ritrovato puntualmente anche all’interno dell’Allegato al Def 2018 denominato “Connettere l’Italia: lo stato di attuazione dei programmi per le infrastrutture di trasporto e la logistica”, che è stato rilasciato nelle scorse settimane dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
 
Il documento fornisce un resoconto delle strategie, delle opere e degli investimenti messi in campo in questi anni, nell’ottica di una pianificazione di lungo periodo che si spinge fino al 2030. In campo numeri e prospettive della cura del ferro, dell’acqua, della logistica e della mobilità delle persone e delle merci in chiave sostenibile, ma anche infrastrutture stradali ed autostradali e smart road, lo sviluppo del cargo aereo e del sistema aeroportuale e gli investimenti nel tpl. Un capitolo è dedicato proprio alle ciclovie turistiche.
 
“La rete nazionale delle ciclovie – si legge nel dossier – è un nuovo contenuto dello Snit del 2017 e riprende gli itinerari ciclabili della rete Ten-t, denominata ‘EuroVelo’ (composta da 15 percorsi europei per oltre 70.000 km dei quali 40.000 km già esistenti), nonché altri itinerari di interesse nazionale proposti dalla Fiab-Federazione italiana degli amici della bicicletta”.
 
Attualmente in Italia sono in corso di progettazione e realizzazione la ciclovia VenTo (Venezia-Torino) e la ciclovia Trieste-Venezia, la ciclovia del Garda, la ciclovia del Sole (Verona Firenze), la ciclovia Tirrenica, la ciclovia Adriatica, il Grab di Roma (Grande raccordo anulare della bicicletta), la ciclovia dell’Acquedotto pugliese, la ciclovia della Magna Grecia (da Pachino a Lagonegro), la ciclovia della Sardegna.
 
La Sicilia, appunto, rientra proprio in quella della Magna Grecia che sarà lunga circa un migliaio di chilometri e passerà dalla costa orientale dell’Isola, da Messina e Catania fino a concludersi a Pachino, in provincia di Siracusa. Il percorso che coinvolge l’Isola rientra nella dicitura di “ciclovia di interesse nazionale”, così come è stata definita nel 2017, mentre le prime quattro ciclovie di “interesse prioritario”, in accordo con la rete europea Eurovelo, sono state elaborate e approvate nel 2016 con la firma dei primi quattro Protocolli di intesa tra il Mit, il Mibact e i rappresentanti delle 8 Regioni coinvolte.
 
Un percorso necessario e indispensabile che è stato ribadito, a livello comunitario, anche con la “Carta di Lussemburgo”, definita nel 2015 alla fine del primo “Summit europeo sulla mobilità ciclistica”. Per la Sicilia è una necessità che va coniugata con le numerose opportunità concesse per la creazione dei percorsi cittadini e della messa in sicurezza delle piste già attive.
 
Un’occasione da non perdere: nel 2016 sono state inaugurate la pista ciclabile sul lungomare di Catania e quella di Ragusa, un paio di chilometri a testa, ma la strada è ancora tutta da costruire. Nei nove comuni capoluogo dell’Isola, secondo dati Istat, ci sono complessivamente circa cinquanta chilometri di piste ciclabili, meno di tante città medio-piccole del centro-nord.

Articolo pubblicato il 23 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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