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Catania - Comune, spesa ridotta del 33% e il debito è sceso a 107 mln €
di Melania Tanteri

Criticità soprattutto nel settore delle partecipate, dove si procede nel lavoro di risanamento. Il sindaco relaziona in Consiglio comunale: “Operazioni concrete, i numeri parlano”

Tags: Catania, Debito, Raffaele Stancanelli



CATANIA - Una città in lenta ripresa, quella dipinta dal sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, nella relazione annuale al Consiglio comunale che, per la verità, arriva a un anno e mezzo dall’insediamento. Una città, che ha superato lo spettro del dissesto finanziario, grazie alla tenacia e alla caparbietà dell’amministrazione che, in diciotto mesi, è riuscita “a diventare credibile” nei confronti di creditori e sponsor.

La relazione di Stancanelli, interrotta dall’ingresso improvviso in Aula dei lavoratori del Teatro Massimo Bellini che chiedono la “salvezza” per l’ente, è stata una ricognizione degli sforzi economici che hanno consentito alla città di uscire dall’empasse cui l’aveva condannata la mala gestione degli anni precedenti, quella operata dal sindaco che, in tre ore di discorso, ha voluto sottolineare gli sforzi fatti per non dichiarare il dissesto, che “sarebbe stato una iattura” – ha affermato -  e ha voluto difendere la scelta iniziale di trovare una soluzione per evitare quello che poteva diventare un dramma per la città, ma soprattutto per migliaia di dipendenti e centinaia di famiglie.
Il tutto, grazie all’aiuto del Governo nazionale che, con la legge “salva Catania” ha permesso di colmare parte dei disavanzi, e a quello regionale che, con la cassa alle anticipazioni, ha permesso di affrontare i problemi di cassa e ha, di fatto, consentito all’amministrazione di proseguire il lavoro iniziato. 

Il tutto, sottolinea Stancanelli per chiudere definitivamente la polemica che, per tanto tempo, ha affollato le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive, sarebbe stato accertato anche dalla Corte dei Conti che, con la deliberazione n. 45 del 21 maggio del 2009, avrebbe espresso apprezzamento per l’operato dell’amministrazione per il lavoro svolto.
 Certo, non senza sottolineare le criticità rappresentate dalle società partecipate, prima tra tutte l’Amt, ma invitando, di fatto, Stancanelli e la sua amministrazione, a procedere nel lavoro intrapreso di risanamento.
“La riduzione del debito è stata possibile perché siamo riusciti a fare operazioni concrete che ci hanno reso credibili nei confronti dei creditori – spiega il sindaco. E i numeri parlerebbero chiaro: il debito trovato nel momento dell’insediamento ammontava a 525 milioni di euro (367 i milioni del debito corrente al quale bisognava aggiungere i 55 di debiti fuori bilancio e un centinaio di milioni delle partecipate).

“Oggi – afferma il primo cittadino  – abbiamo un debito consolidato di 106,744 milioni di euro nei confronti dei fornitori, cui vanno aggiunti i 52 milioni circa di debiti delle società partecipate”.
Un risparmio che si tradurrebbe nella maggiore vivibilità della città, nella fine delle proteste dei dipendenti sotto Palazzo degli Elefanti, nella diversa atmosfera che si respira in ogni settore. Il tutto grazie al rigore della spesa, diminuita del 33 per cento, all’uso della leva tributaria, al lavoro effettuato sul personale. Poco concrete, invece, le notizie date in riferimento alle questioni urbanistiche e alla gestione del traffico.

Sarebbero ancora nella fase di studio, infatti, sia il Piano Regolatore che il Piano Urbano del traffico e della mobilità, “ma – assicura il sindaco – entro il mese di febbraio l’amministrazione parlerà con il Consiglio per iniziare a discutere di PRG”. Una buona notizia, infine, quella relativa all’asse attrezzato che, dopo anni di attesa, dovrebbe essere consegnato alla città tra due o tre mesi. Il condizionale, però, è d’obbligo.

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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