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Tsipras ha venduto i gioielli, Salvimaio dividono povertà
di Carlo Alberto Tregua

Salutare scossa all’Establishment



La storia non insegna perché la gente tende a dimenticare. Cosa è successo in Grecia appena qualche anno fa? La rivolta del popolo contro l’Establishment. I vecchi partiti che hanno dominato la scena ellenica, dal regime dei colonnelli in avanti, sono divenuti insopportabili per la gente comune in quanto corruzione e ruberia pubblica si erano diffuse a tutti i livelli.
Intendiamoci, fra quella classe dirigente politica vi erano persone probe, capaci e competenti, che però non riuscirono a far cambiare l’andazzo disastroso che ha portato quel Paese alle soglie del fallimento.
Cosicché l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea inviarono i loro emissari presso le Amministrazioni greche, per controllare i conti che negli ultimi vent’anni erano stati palesemente falsi.
I Governi di quel Paese si screditarono totalmente e il popolo protestò in modo sempre più forte.
 
Per conseguenza, emerse il tribuno Alexis Tsipras, un cavaliere bianco che cominciò a minacciare la Troika di fulmini e saette, dicendo che il popolo greco non era schiavo di nessuno, che rincorreva la libertà e tante altre frasi demagogiche che non avevano alcun significato pratico.
Vi fu una prima elezione, nella quale Tsipras risultò vincitore. Vincitore di che? Del nulla. Infatti, dovette inchinarsi ai diktat dei tre creditori prima indicati e fare approvare dalla sua maggioranza una serie di provvedimenti in linea con le direttive di Ue, Fmi e Bce, pena il fallimento della Nazione.
Si arrivò a chiudere i bancomat, per cui i cittadini non poterono più prelevare alcun euro. Un disastro che indusse Tsipras a miti consigli e ad osservare come un pecorone tutte le disposizioni tassative che aveva ricevuto.
La baldanza e la supponenza del giovane tribuno si dovettero piegare alla realtà, per cui fu costretto a tagliare le pensioni, l’inutile spesa assistenziale e persino a vendere i gioielli di famiglia tra cui aeroporti, stazioni ferroviarie, banche e altri importanti assets di quel Paese.
Da quel momento, la Grecia ha iniziato a risollevarsi, a tagliare l’enorme debito, superiore persino a quello italiano, e a crescere più che il nostro Paese.
 
Si parla alla suocera affinché intenda la nuora. Mi sembra che il déjà-vu possa ripetersi nel nostro Paese con l’avvento del governo Salvimaio.
Urla, strepiti, ribellione contro la dittatura dell’Europa, “nessuno ci può costringere” ed altre stupidate di questo tenore.
Poi c’è il brusco risveglio che obbliga a fare i conti con i numeri e con i soldi disponibili, con i binari ferrei dell’Unione europea e, in ultimo, ma non ultimo in ordine di importanza, l’art.81 della nostra Costituzione che obbliga l’equilibrio fra entrate e uscite.
E allora, facciamo risvegliare il binomio Salvimaio, facciamo prendergli contatto con la dura realtà di una Legge di bilancio 2019 strettissima, di un debito pubblico di 2 mila e 300 miliardi, di un Pil che cresce la metà della media europea - e al Sud la metà della media nazionale -, di una disoccupazione meridionale peggiore di quella greca e così via.
 
Qualunque professore universitario o dirigente d’azienda poteva diventare presidente del Consiglio, tanto non è lui che prenderà decisioni, essendo eterodiretto dai due giovinotti, Gigino e Matteo, che insieme non hanno compiuto ottant’anni (bene!).
La gioventù è un pregio, non un difetto, però essa deve essere accompagnata da competenze e buon senso, senza inutili velleitarismi che non portano a nulla di buono.
Lasciamoli fare, facciamoli svegliare: occorre che la striminzita maggioranza parlamentare Lega-M5s approvi i primi provvedimenti, che, se non saranno in linea con la Costituzione, verranno demoliti prontamente dalla Corte costituzionale.
Non abbiamo ancora notizia dei ministri che il neo presidente dovrà proporre al Presidente della Repubblica (ai sensi dell’art. 92 della Costituzione). Dalle loro figure si potrà capire se il Governo sarà in condizione di realizzare qualche promessa fatta agli elettori dal Duo, ovvero se il realismo ed il buon senso porterà a fare quello che si deve e che qualunque Governo dovrà fare in Italia, perché non ci sono più margini di manovra: le chiacchiere stanno a zero!

Articolo pubblicato il 24 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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