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Imprese turistiche sostenibili. Sicilia subito dopo il Trentino
di Rosario Battiato

Indagine dell’Arpa sulle strutture ricettive regionali che hanno aderito al marchio europeo Ecolabel. Le aziende “green” risparmiano tra il 20 e il 25% dei consumi energetici e idrici 

Tags: Arpa Sicilia, Turismo, Sicilia



PALERMO – La Sicilia non sarà la più agognata destinazione per il turismo – il Veneto, dal punto dei vista dei flussi turistici, registra dati quattro volte superiori a quelli isolani – ma potrebbe candidarsi autorevolmente per essere la meta ideale del turismo sostenibile. Lo certifica un approfondimento condotto da Arpa Sicilia sugli operatori isolani col marchio Ecolabel Ue che, sulla base del regolamento CE 66/2010, certifica il ridotto impatto ambientale dei prodotti o dei servizi offerti dalle aziende che ne hanno ottenuto l’utilizzo.
 
L’esito dell’approfondimento avviato dall’Agenzia regionale è stato pubblicato, nei giorni scorsi, da AmbienteInforma, il notiziario del sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa). Nella nota si legge che se “ci si sofferma sul turismo sostenibile, la Sicilia, con ben 29 strutture in possesso del marchio Ecolabel UE, risulta la seconda regione d’Italia in cui il binomio ‘sviluppo turistico e tutela dell’ambiente’ orienta sempre di più la scelta di chi vuole coniugare sviluppo turistico ed uso ottimale delle risorse naturali”. La distribuzione delle strutture vede primeggiare Palermo e Messina, che assieme ne ospitano circa il 70%. Meglio dell’Isola riesce a fare soltanto il Trentino Alto Adige che si è spinto a oltre cinquanta strutture col marchio.
 
Per le imprese isolane è comunque un’ottima tendenza, al punto che Arpa Sicilia ha voluto promuovere un’indagine conoscitiva, tra gli operatori che hanno aderito all’etichetta Ue, per evidenziare gli aspetti vantaggiosi legati all’inserimento del marchio. Il questionario sottoposto alle imprese – la risposta è giunta dai due terzi di quelle che avevano aderito – conteneva domande di carattere generale e domande specifiche.
 
L’analisi dei dati ha confermato che il “primo tra i motivi per cui le strutture ricettive intervistate hanno deciso di aderire al marchio ecologico Ecolabel Ue, è la consapevolezza di incidere positivamente nell’attuazione di buone pratiche di salvaguardia ambientale” mentre a “seguire, tale decisione è scaturita da aspettative legate alla possibilità di distinguersi tra le altre aziende dello stesso settore con l’erogazione di un servizio più rispettoso dell’ambiente”.
 
Importante anche il conteggio economico: il 35% degli intervistati ha dichiarato di avere ottenuto consistenti risparmi energetici (fino al 25%) grazie “all’introduzione di sistemi di energia rinnovabile, all’utilizzo di dispositivi di spegnimento automatico degli impianti di condizionamento delle camere e di limitazione delle dispersioni energetiche”.
 
Risparmi considerevoli anche sul fronte dei consumi idrici, fino al 20%, grazie all’utilizzo di dispositivi “idraulici di riduzione dei flussi e mediamente la regolamentazione consapevole dei lavaggi di asciugamani e biancheria”.
 
Il bilancio complessivo è decisamente positivo: “Da quanto emerso da questa indagine – scrive Michele Fiore dell’Arpa Sicilia che ha curato il monitoraggio – credo si possa concludere che, se da una parte l’ottenimento del marchio consente alle imprese di acquistare visibilità sul mercato per l’impegno a favore dell’ambiente (impegno garantito da una etichetta affidabile in quanto verificata da terza parte indipendente e riconosciuta a livello europeo) ed aumentare, di conseguenza, la propria competitività sul mercato ‘verde’, dall’altra emergono vantaggi diretti (quali ad esempio la riduzione dei consumi idrici ed elettrici, piuttosto che l’abbattimento di produzione dei rifiuti, ecc.) che sicuramente incoraggiano gli operatori economici ad investire su tale strumento”.

Articolo pubblicato il 25 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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