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Uno strumento attivato dopo la Finanziaria 2007
di Michele Giuliano

La Regione si è subito adeguata al percorso voluto dal governo Prodi. Cresciuti negli ultimi anni gli abbandoni a scuola

Tags: Formazione



La Regione siciliana ha dato immediata attuazione allo strumento dell’obbligo dell’istruzione e della formazione, avviando i percorsi subito dopo la Finanziaria nazionale del 2007 attraverso la quale l’allora ministro alla Pubblica istruzione, Fioroni, dava delle precise direttive per il recupero scolastico.
L’assessorato regionale alla Pubblica istruzione ha quindi firmato proprio due anni fa con l’Ufficio scolastico regionale un “accordo” per la realizzazione del Protocollo d’intesa fra la Regione siciliana ed i ministeri della Pubblica Istruzione e del Lavoro riguardante l’avvio di una offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale. Un principio basato essenzialmente sulla legge del 28 marzo 2003, la numero 53. Il Protocollo sottoscritto ha inteso adeguare la situazione alla nuova normativa. La Sicilia risente enormemente del problema della dispersione scolastica.
In base all’ultima rilevazione statistica, resi noti dal ministri della pubblica istruzione, nell’Isola è cresciuto negli ultimi anni il trend sull’abbandono scolastico nella scuola secondaria. La Sicilia è seconda dietro la Campania, nel quadro nazionale, proprio per quel che concerne il numero più alto di studenti che abbandonano i banchi di scuola. I ragazzi che hanno lasciato gli studi alle scuole superiori fanno registrare una media totale del 2,2 per cento, con punte del 3,8 al primo anno, 2 al secondo, 1,8 al terzo e al quarto anno, e dello 0,8 al quinto. Tra le nove province siciliane, questo triste e preoccupante primato spetta alla provincia di Siracusa con una media del 3,9 per cento.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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