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Quotidiano di Sicilia

Alle Pmi siciliane 43 mln per innovare
di Rosario Battiato

La Regione ha destinato i fondi Por Fesr 2014-2020 per la creazione e lo sviluppo di startup e programmi spin-off di ricerca. A breve la pubblicazione sulla Gurs, il bando si chiuderà a dicembre 2019 

Tags: Innovazione, Imprese, Sicilia, Por Fesr 2014-2020



PALERMO – Ancora opportunità in vista per imprese siciliane che vogliono lanciarsi nei settori più avanzati della ricerca e della tecnologia. La Regione ha stanziato poco meno di 44 milioni di euro, nell’ambito del Por Fesr 2014-2020, per le piccole e medie imprese per un avviso destinato a sostenere la creazione e lo sviluppo di start-up innovative e le iniziative di spin-off della ricerca.
Quest’ultima si configura come nuova iniziativa imprenditoriale, da parte di una o più persone, da un’organizzazione o un’azienda pre-esistente. Per le aziende isolane, che corrispondono ai criteri di accesso richiesti, la possibilità di puntare su settori che vedono l’Isola in particolare ritardo rispetto ad altre realtà del Paese.
 
In vista della pubblicazione del provvedimento sulla Gurs, che consentirebbe alle imprese di presentare le domande a partire dal quarantacinquesimo giorno dell’uscita, la certezza risiede nel fatto che il bando comunque si chiuderà entro dicembre del 2019.

L’avviso prevede, tra gli obiettivi, il finanziamento all’avvio, insediamento e sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali, che possono provenire dal mondo della ricerca e dall’impresa e che siano in grado di promuovere nuova occupazione qualificata e innovazione nel sistema produttivo, prioritariamente nel “campo dei settori dell’alta tecnologia, della ricerca in campo scientifico e tecnologico e dei servizi knowledge intensive”. Il sostegno economico si propone appunto di “aumentare il tasso di sopravvivenza delle start-up e spin-off innovative regionali, incrementando l’efficacia di utilizzo delle risorse regionali a loro destinate”.
 
Gli interventi di azione dovranno essere coerenti con quanto previsto nella Strategia regionale di specializzazione intelligente, andando, in particolare, a toccare settori come l’agroalimentare, l’economia del mare, l’energia, la scienza della vita, il turismo, la cultura e i beni culturali, e, ovviamente, le smart cities and communities.

I beneficiari dell’avviso saranno le imprese innovative non quotate e in forma singola, fino a cinque anni dall’iscrizione nel registro delle imprese. Tre le condizioni necessarie da rispettare: non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa; non hanno ancora distribuito utili e non sono state costituite a seguito di fusione.
 
I progetti ammissibili devono contenere, in dettaglio, le varie fasi del progetto d’investimento, inclusa quella realizzativa del risultato finale da conseguire; un cronoprogramma con indicazione dei mesi necessari per la conclusione dell’intervento a partire dalla data di avvio e le modalità di realizzazione, finanziarie e gestionali dell’investimento. Termini precisi anche per la durata dei termini di realizzazione del progetto: ci sono a disposizione 18 mesi dalla data di sottoscrizione della convenzione.

Per quanto riguarda i massimali di investimento, il progetto presentato non può costare, complessivamente, più di un milione di euro, mentre gli aiuti sono concessi nella forma di contributo in conto capitale con una “intensità massima all’80% dell’importo della spesa considerata ammissibile”. L’importo massimo concedibile come aiuto è pari a 800mila euro e non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici, nazionali, regionali o comunitari, per le medesime spese ammissibili.

Articolo pubblicato il 01 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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