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Rifiuti, via libera al Piano stralcio. "Ora la Sicilia accederà ai fondi Ue"
di Rosario Battiato

L’Ars ha approvato all’unanimità il documento predisposto dal consulente Aurelio Angelini. “Traguardi”: la Sicilia ha raggiunto nel 2016 il target differenziata del 1999 

Tags: Rifiuti, Sicilia



PALERMO – Avanza il Piano stralcio rifiuti della Regione siciliana. Una nota, rilasciata sul sito della Regione il 30 maggio, ha confermato l’approvazione all’unanimità in Commissione Ambiente dell’Ars del documento predisposto da Aurelio Angelini, il consulente del presidente della Regione per la questione rifiuti, e fatto proprio dall’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Alberto Pierobon. Si tratta di un primo passo per tentare di dare ordine al sistema dei rifiuti dell’Isola.
 
Il Piano stralcio, che contiene diversi passaggi fondamentali sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti, apre in premessa sull’emergenzialismo su cui è stata basata la “gestione dei rifiuti in Sicilia negli ultimi due decenni”, una anomala “condizione giuridica e amministrativa, nonché di approccio politico e gestionale” che si è “protratta per lungo tempo e ha fortemente limitato il nascere e l’affermarsi di una gestione in linea tecnica, economica e amministrativa, improntata all’evoluzione dell’ordinamento europeo, nazionale e regionale”.
 
Un ritardo confermato dai passaggi a vuoto relativi agli obiettivi Ue di raccolta differenziata (la Sicilia è ancora al 15,4%, target fissato per il 1999) e distante di oltre trenta punti percentuali dalla media nazionale. Per il futuro occorre rimettersi in linea con l’Italia, innanzitutto, e poi con l’Europa, con impiantistica adeguata per gestire l’intero ciclo del rifiuto – dalla differenziata al riciclo alla valorizzazione – anche se la posizione della Regione resta contraria all’utilizzo dei termovalorizzatori.
 
Tutto questo in attesa del vero e proprio Piano rifiuti che dovrebbe essere definito entro la fine dell’anno. “Il piano – ha spiegato l’Assessore Pierobon in una nota – serve innanzitutto a mettere ordine nel far west delle autorizzazioni e nella gestione disordinata che scaturisce dall’assenza di regole e pianificazione, ma allo stesso tempo offre un respiro nel breve termine visto che si dovrebbe arrivare a fine anno con il piano definitivo in cui ci sarà una visione pluriennale che dovrà ovviamente tener conto dell’evoluzione dei tempi e dei cambiamenti in atto nella società”.
 
Se il Piano è indirizzato agli aspetti integrati tra servizio e impiantistica, si lavora parallelamente anche per mettere a punto “i primi indirizzi sulla raccolta differenziata e le linee guida sulla tariffa degli impianti di discarica, a cui si aggiungeranno a breve ulteriori strumenti che stiamo predisponendo”.
 
Superato anche il rischio paventato nelle scorse settimane che faceva riferimento a un provvisorio congelamento dei fondi Ue data l’assenza di un piano di riferimento per tirare la Sicilia fuori dalle secche di una crisi che va avanti dalla fine degli anni Novanta. “Da troppi anni la Sicilia attendeva l’approvazione di questo importante strumento – ha sottolineato Giusi Savarino, presidente della Commissione Ambiente – che consente sia di pianificare una strategia unitaria di gestione e raccolta dei rifiuti, sia di pianificare per ogni provincia l’impiantistica necessaria al corretto smaltimento dei rifiuti stessi, sbloccando i progetti giacenti nei dipartimenti”.
Un provvedimenti che permetterà all’Isola di “accedere ai fondi europei che gli erano preclusi” e “sotto impulso della Commissione che presiedo – ha aggiunto – il Governo ha anche accolto con favore la proposta di dare priorità nella concessione delle autorizzazioni, agli impianti pubblici, che dovranno essere necessariamente presenti in ogni Provincia. È la fine dei monopoli”.

Articolo pubblicato il 02 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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