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Case, il calo dei prezzi spinge la ripresa delle compravendite
di Fallico Rossella

I dati emergono dal “Rapporto immobiliare residenziale 2018” e si riferiscono all’anno 2017. Tra le grandi città con i maggiori rialzi vi sono Milano (+8,1%) e Palermo (+7,8%)

Tags: Mercato Immobiliare



PALERMO - Quarto anno consecutivo di crescita per il mercato immobiliare delle abitazioni.
Le compravendite sono aumentate nel 2017 del 4,9%, seppur in frenata rispetto all’incremento del 2016, quando si era registrato un +18,6%.
 
Le grandi città con i maggiori rialzi sono Milano (+8,1%), Palermo (+7,9%), Firenze (+7,8%) e Napoli (+7,4%), mentre a Roma l’aumento è del 3% e Bologna è l’unica in calo (-3,3%).
 
Questa è la fotografia dal “Rapporto immobiliare residenziale 2018” che analizza il mercato della casa nel 2017, ed è stato realizzato dall’osservatorio del mercato immobiliare dell’agenzia delle entrate in collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana (Abi).
 
Il calo del prezzo della case (-0,4%) è proseguito nel 2017, seppur con un trend più contenuto rispetto agli anni precedenti: una discesa che è molto probabilmente una delle “cause della stessa ripresa delle quantità scambiate, assieme al livello assai basso dei tassi sui mutui e alle condizioni di miglioramento della situazione economica, occupazionale e dei redditi rispetto al biennio 2012-2013”.
 
In media, per l’acquisto di un’abitazione sono stati erogati 126.000 euro, una somma che rappresenta circa il 71% della spesa di acquisto. Il tasso medio applicato dalle banche è rimasto sostanzialmente invariato (2,38%), come stabile è rimasta la durata media del mutuo, quasi 23 anni. I tassi medi sono più elevati nelle regioni del Sud (2,59%) e nelle Isole (2,53%) e più bassi nelle aree del Nord (2,25% al Nord Est e 2,26% al Nord Ovest).
 
In totale sono state registrate 542.480 transazioni per un valore complessivo di 89,6 miliardi di euro, 500 milioni in più rispetto al 2016.
Per quasi la metà degli acquisti di abitazioni effettuati da parte di persone fisiche, circa 260mila, si è fatto ricorso a un mutuo ipotecario, con una crescita del 7,8% rispetto al 2016. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di un’abitazione è risultato piuttosto omogeneo sia per diversi segmenti di famiglie che a livello territoriale: riguardo le prime, nel 2017 sia le famiglie giovani non proprietarie di case che le famiglie che abitano nelle grandi città hanno confermato, migliorandola ulteriormente, la propria condizione di accessibilità, per quanto riguarda l’indice disaggregato a livello territoriale, tutte le regioni hanno migliorato nel corso del 2017 il livello del proprio indice di affordability (accessibilità) e 17 delle 19 regioni considerate hanno stabilito un nuovo massimo storico dello stesso. L’affordability, ovvero l’indicatore che misura la possibilità di accesso delle famiglie all’acquisto della casa, raggiunge il 13,5%, valore che rappresenta il nuovo massimo storico e si colloca 9 punti percentuali oltre il minimo toccato nel primo semestre del 2012. Va bene anche il mercato delle pertinenze (+12,4%) e quello di box e posti auto (+3,8%). Le abitazioni locate sono, invece, quasi 1,4 milioni, in lieve diminuzione (-0,8%) rispetto al 2016. Aumentano, anche se debolmente, gli acquisti delle abitazioni in nuda proprietà (+1,3%).
 
In termini di livelli rispetto al 2004, inizio periodo della rilevazione, va, tuttavia, notato come prevale il ruolo della componente finanziaria che risulta positiva da otto anni, mentre la componente reale è ancora in territorio negativo, anche se in progresso da 13 semestri. In miglioramento anche gli aspetti distributivi: nel secondo semestre del 2017, la quota di famiglie che dispone di reddito sufficiente a coprire il costo annuo del mutuo per l'acquisto di una casa è pari al 75%, nuovo massimo storico, superiore di 2 punti percentuali rispetto a fine 2016.
 
Nelle aree del Nord e del Centro più della metà degli acquisti avviene con l’ausilio del mutuo, mentre al Sud e nelle Isole si ricorre al finanziamento ipotecario solo in 4 casi su 10. Il capitale complessivo erogato ha toccato quota 32,7 miliardi, circa 3 miliardi in più rispetto al 2016 (+9,1%).

Articolo pubblicato il 02 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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