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Messina - Uffici postali, servizi parziali poco personale e lunghe file
di Maria Bonaccorso

Personale ai minimi storici in molte filiali della città. Carenze registrate anche nella consegna della posta. La Cisl Poste: “Disservizi annunciati, pensionamenti senza sostituzioni”

Tags: Messina, Poste Italiane



MESSINA - La crisi non risparmia Poste italiane. A Messina da tempo si fanno i conti con la carenza di personale, e la conseguente chiusura degli uffici.
Con l’inevitabile serie di disservizi, patiti, come sempre, dagli utenti. “Disservizi prevedibili, anzi annunciati” - spiega Gisella Schillaci, segretaria provinciale della Cisl Poste. “In tutta la provincia di Messina non si contano più gli uffici che, giornalmente, restano chiusi per mancanza di personale o quelli, pur aperti, in cui le file assumono dimensioni chilometriche, da girone infernale”.

Considerando i lavoratori andati in pensione e non sostituiti da nuove assunzioni, il personale negli Uffici Postali delle filiali messinesi ha raggiunto i minimi storici. “Non possono essere definiti nemmeno di sopravvivenza, ma di premorienza”. La situazione è davvero allarmante. Già dallo scorso anno, gli utenti della zona nord della città, nei mesi estivi, hanno subito disagi a causa della chiusura, o meglio, dell’apertura di un solo giorno la settimana dell’ufficio postale di Rodia.
Considerato che, nel corso delle vacanze estive, la popolazione in questi villaggi aumenta di almeno cinque volte, è comprensibile quanto caos abbia creato quest’ennesimo disservizio pubblico. E non è solo la presenza di impiegati negli uffici a scarseggiare, ma anche il personale addetto al recapito della corrispondenza.

“L’azienda – spiega la Schillaci - sta operando una pesante operazione di pre-pensionamento, senza prevedere, nell’immediato, un’adeguata sostituzione del personale. Sono circa 60 i lavoratori andati in pensione nel 2009, solo nel settore Uffici Postali. E sono soprattutto gli operatori allo sportello a essere ridotti, e le lamentele dei cittadini e le proteste sono diventate quotidiane”. Gli utenti trovano gli uffici chiusi, o se aperti, con code estenuanti agli sportelli. A risentirne sono quindi anche i servizi che Poste Italiane ha reclamizzato, rivelatisi, gioco-forza, inesistenti.
 “Nel 2009 – afferma il segretario dei postali della Cisl - sono state sospese le aperture pomeridiane di molti uffici e altri sono aperti a giorni alterni, pur essendo gli unici nei Comuni. Non si tratta di economizzare le risorse: semplicemente non ci sono più abbastanza sportellisti per aprire tutti gli uffici. è questa la triste verità”.
 

 
Sportelli in tilt. Emergenza per i pagamenti delle pensioni
 
Secondo quanto sostiene Slp Cisl, la politica di continui pensionamenti incentivati, non supportata da alcuna sostituzione del personale cessato dal servizio attivo, ha fatto crollare una situazione già precaria. Come ha sottolineato nei giorni scorsi il segretario regionale della Cisl Poste, Giuseppe Lanzafame, per tamponare la situazione, l’azienda impone il trasferimento d’ufficio ai lavoratori, a prescindere dalle mansioni. Ciò comporta il rischio che, spesso, lavoratori giovani e inesperti devono ricoprire l’incarico di direttori.“Le filiali della provincia di Messina sono state lasciate sole ad affrontare quotidianamente una situazione da missione impossibile, quella di assicurare un minimo di servizio decente alla clientela, con un pugno di sportellisti, soprattutto nelle settimane durante le quali si presentano le normali scadenze delle pensioni”. “Non si esce dall’emergenza se Poste Italiane non decide di effettuare un serio turn-over, sostituendo i lavoratori che vanno in pensione”.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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