Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

30 mln per il sostegno alle imprese esistenti
di Michele Giuliano

Chiuso il bando, la Regione avvia l’istruttoria per la verifica delle istanze: fino al 75 per cento a fondo perduto. I fondi potranno essere utilizzati per la riorganizzazione e ristrutturazione aziendale  

Tags: Imprese, Sicilia, Agevolazioni



PALERMO - È il momento di lavorare per selezionare i progetti migliori dell’avviso “Aiuti alle imprese esistenti e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale. Procedura valutativa a sportello”, con il quale si intende agevolare la realizzazione di progetti di investimento con aiuti in “de minimis” per le imprese esistenti attraverso incentivi diretti finalizzati all’acquisizione di attivi materiali e immateriali mirati ad ottenere un upgrade tecnologico nei settori produttivi tradizionali.
 
 
Proprio in questi giorni si sono chiuse i termini per presentare le istanze, la parola ora passa alla Regione per stilare le graduatorie. Gli aiuti riguarderanno in particolare gli investimenti in attività materiali o immateriali, per installare un nuovo stabilimento, ampliare uno stabilimento esistente, diversificare la produzione, ampliare prodotti e servizi, realizzare opere murarie.
 
Per il bando, è prevista una dotazione finanziaria di ben 30 milioni di euro, e per ciascun progetto è previsto un contributo a fondo perduto pari al 75% dei costi ammissibili. Il bando è a sportello, quindi le prime graduatorie verranno stilate in base ad un ordine cronologico di presentazione delle domande.
 
Hanno presentato domanda le medie imprese, in forma singola o associata, le micro e piccole imprese, in forma singola o associata, costituite da almeno 5 anni o che siano costituite da meno di 5 anni ma abbiano distribuito utili. Si tratta di imprese che si occupano di estrazione di minerali da cave e miniere, attività manifatturiere, fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento, costruzioni.
 
Ancora, imprese che lavorano nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli, trasporto e magazzinaggio, attività di servizi di alloggio e ristorazione, servizio di comunicazione e informazione, attività professionali, scientifiche e tecniche, noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, sanità e assistenza sociale e attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento.
 
Tra i requisiti principali previsti per poter partecipare figurava la necessità di avere la regolarità contributiva (Durc) ed essere in linea con la normativa antimafia, oltre che possedere la capacità economico-finanziaria in relazione al progetto da realizzare, da documentare mediante attestazione rilasciata da un istituto di credito.
 
Le imprese ammesse devono avere sede o unità produttiva locale destinataria dell’intervento nel territorio regionale, ed essere regolarmente iscritto nel registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente.
 
Gli investimenti potranno essere finalizzati a ridurre gli impatti ambientali, supportare l’adozione delle tecnologie chiave abilitanti nei processi produttivi coerentemente con la ‘Strategia Regionale dell’Innovazione per la Specializzazione Intelligente’, ampliando la gamma di prodotti e servizi offerti focalizzandosi su quelli meno esposti alla concorrenza internazionale, per adottare nuovi modelli di produzione o modelli imprenditoriali innovativi e orientare la produzione verso segmenti di più alta qualità.
 
Dal punto di vista della gestione, i progetti permetteranno di adottare nuovi modelli organizzativi, di gestione e controllo, ad esempio quelli previsti dal decreto legislativo n. 231/2001, attivare relazioni stabili con altre aziende, migliorare i tempi di risposta e di soddisfacimento delle esigenze dei clienti, e la sicurezza delle imprese.
Ogni progetto ha un costo ammissibile non inferiore a 30 mila euro e non superiore a 250 mila euro.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐