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Palermo - Orlando prepara lo sprint estivo ricompattando la maggioranza
di Gaspare Ingargiola

Vertice tra il sindaco e i capigruppo a Sala delle Lapidi in vista delle prossime, importanti, scadenze. Torna a farsi largo l’ipotesi rimpasto, con maggiore spazio per i politici 

Tags: Palermo, Leoluca Orlando



PALERMO - Il sindaco Leoluca Orlando prova a ricompattare la maggioranza in vista delle prossime scadenze cruciali: non soltanto il Bilancio consolidato, il Rendiconto di gestione e il Bilancio di previsione, ma anche alcune delibere da troppo tempo ferme nei cassetti come il Regolamento unico dei mercati. A Sala delle Lapidi si prepara una calda estate, dopo le fibrillazioni delle ultime settimane e per questo Orlando ha voluto riunire i capigruppo a Villa Niscemi per concordare le prossime mosse. Hanno partecipato al vertice Gianluca Inzerillo di Sicilia Futura, Giusto Catania di Sinistra Comune, il braccio destro di Orlando Fabio Giambrone, Antonino Sala di Palermo 2022, Dario Chinnici del Pd e Francesco Paolo Scarpinato di Democratici e popolari.
 
“Un momento di confronto e condivisione - si è limitato a dire Orlando - utile per pianificare insieme i prossimi passi dell'Amministrazione e del Consiglio comunale, che potranno lavorare in sintonia su importanti provvedimenti amministrativi, ma più in generale per consolidare una prospettiva di sviluppo della città”.
 
Sul piatto, come accennato, vi sono innanzitutto i temi economici. L’approvazione del Consolidato, prevista tra questa e la prossima settimana, sbloccherà la nomina dei nuovi Consigli di amministrazione delle partecipate (la Rap è senza un Cda da quasi un anno) e del direttore generale, figura ormai sempre più essenziale nella gestione della macchina amministrativa comunale, soprattutto dopo che il capo di gabinetto del sindaco Sergio Pollicita ha dovuto rinunciare all’incarico a causa di una condanna a un anno (con pena sospesa e non interdizione dai pubblici uffici). Pollicita è un dirigente di lungo corso che negli anni ha rivestito diversi incarichi delicati come Sviluppo organizzativo, Manutenzioni, Organizzazione strategica, Controllo partecipate, Sviluppo e Innovazione, fino alla nomina di capo di gabinetto. Senza di lui la macchina burocratica - che già non sprizza salute - rischia di rallentare ulteriormente e per questo si fa sempre più stringente la necessità di nominare un direttore generale.
 
Anche le partecipate hanno bisogno di una robusta rivisitazione: non è un segreto che alcune siano in affanno (la Rap è alle prese con la differenziata che non ingrana, l’Amat con un’atavica carenza di risorse che si è aggravata dopo i tagli della Regione al Tpl) e anche le forze di maggioranza iniziano a farsi sentire. Questioni su cui la battaglia dell’opposizione ha gioco facile: ogni giorno M5s e centrodestra martellano il sindaco su conti e disallineamenti, sulla raccolta dei rifiuti, sui cantieri che bloccano la circolazione stradale.
Tra i temi economici sul tavolo non vanno poi dimenticati i dossier di Corte dei Conti e ministero dell’Economia, il capitolo concorsi e assunzioni (per esempio c’è ancora la lacuna dei dirigenti tecnici e non si è vista l’ombra del concorso per l’ufficio stampa) e le proteste dei lavoratori precari (che chiedono la stabilizzazione), dei vigili urbani, degli operai del Coime.
 
In ogni caso, è il rapporto tra il sindaco e gli inquilini di Sala delle Lapidi che va rinsaldato: dopo alcune dichiarazioni di Orlando sui presunti “ingiustificati allarmismi” legati al Ponte Corleone, il consigliere di Palermo 2022 Giulio Cusumano ha deciso di autosospendersi dal gruppo in attesa di chiarirsi col Professore e allo stesso modo il capogruppo del Movimento 139 Sandro Terrani non ha preso molto bene i rimbrotti del primo cittadino.
 
Infine, il tema del rimpasto: sussurrato da tempo, sembra sia arrivata l’ora di un cambio in Giunta. Non è chiaro quanti e quali assessori coinvolgerà. L’unica cosa che sembra assodata è che si tratterà di una Giunta più politica. Come affermato da Antonino Sala tramite un post su Facebook, infatti, “è arrivato il momento che la tecnica si faccia da parte e accompagni la politica in questo processo di cambiamento. Un cambiamento non rivolto soltanto alle persone ma che interessi soprattutto l'approccio nell'affrontare e risolvere le questioni”.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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