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I risultati misurano la qualità dell'azione
di Carlo Alberto Tregua



Le persone si distinguono tra quelle per bene e quelle per male. delle seconde non scriviamo perché già sono etichettate. C’è da dire, però, che molte di loro si nascondono e cercano di passare per persone per bene. Sono le più insidiose perché ingannano, devìano, inducono in errore e, in sintesi, fanno del male.
Bisogna diffidare di queste persone usando il buonsenso, il proprio istinto e, quando l’abbiamo, la cultura di cui ci dovremmo dotare studiando e leggendo sempre fino a quando siamo in vita.
Certo, la difesa rispetto a chi ha malanimo non è facile. Ecco perché succedono le guerre fra popoli, fra Stati, fra Comunità e anche fra persone. Guerre che si potrebbero evitare se solo ognuno avesse buonsenso ed equità e, soprattutto, rispetto per il prossimo. Invece, l’avidità, la gelosia, la voglia di potere, la prevaricazione nei confronti degli altri costituiscono quegli elementi negativi che fanno muovere alcuni contro altri.
Così è fatta l’umanità, è inutile illudersi ma è utile prendere provvedimenti conseguenti.
 
Le persone perbene non sono tutte uguali. Ci sono quelle che capiscono e quelle che in relazione al loro grado di istruzione non focalizzano fatti e circostanze. Per cui anche quelle in buona fede commettono errori, usano comportamenti prepotenti nei confronti di altre persone. Ma la buona fede non giustifica tali comportamenti. Anche se manca la voglia di danneggiare gli altri, tuttavia bisogna sempre essere accorti e operare con buonsenso per evitare che il prossimo venga colpito.
è l’azione di ognuno di noi che misura la nostra qualità e la nostra capacità di ben comportarci e restare non solo dentro i binari della legalità, ma anche all’interno di ambienti sufficientemente obiettivi nei quali abbiamo il dovere di usare probità, se ne siamo capaci.
Ognuno di noi, si pone obiettivi di carattere materiale e morale. Per raggiungerli mettiamo in atto strumenti, mezzi, sostanze ed operiamo in conseguenza.
Dobbiamo avere a mente anche i tempi degli obiettivi e i modi necessari per raggiungerli, insomma utilizzare un minimo di organizzazione, diversamente essi non saranno mai raggiunti.
 
Se operiamo bene conseguiamo le finalità che ci siamo proposti, ma non sappiamo in quale misura. Abbiamo bisogno di un metro, diversamente tutto resta nel vago.
Qual è il metro? Il risultato. Solo il risultato misura la qualità dell’azione che consente di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Intendiamoci, essi non sono necessariamente materiali, ma possono riguardare azioni per aiutare il prossimo, per fornire ai bisognosi quanto hanno bisogno, per alleviare le pene altrui, insomma, comportamenti di soccorso umanitario.
La questione che trattiamo non è teorica, ma riguarda la realtà di tutti i giorni. Una realtà nella quale convivono persone di tutti i tipi, di tutti i generi (uomo, donna, omosessuale) e di tutte le razze (bianche, nere, rosse, gialle, ecc...).
Non possiamo prescindere dalla diversità di genere e di razza e neanche dalla diversità di cultura, di intelligenza e di salute. Chi è malato è inevitabilmente accartocciato su se stesso perché il bene che persegue è la propria salute.
 
Gli obiettivi materiali riguardano in genere produzione e servizi, pubblici e privati. Fare impresa è un’attività complessa che si pone gli obiettivi di produrre ricchezza tassabile e occupazione.
Esercitare le professioni comporta l’osservanza dei valori senza i quali si viene meno agli obblighi etici che chiunque faccia il professionista, dal medico all’avvocato, dal commercialista all’ingegnere, dall’architetto al consulente, non può non osservare né pensare che il proprio lavoro debba servire esclusivamente all’emissione di parcelle.
Chi fa il professore, universitario o scolastico, ha ancor più obblighi etici perché agisce sulla parte più importante della popolazione che sono i giovani, coloro che nel futuro diverranno cittadini e classe dirigente. A seconda della qualità dell’insegnamento essi verranno su bene o male.
E poi vi sono i servitori della Repubblica, quell’insieme di 4 milioni di cittadini che dovrebbero costituire l’esempio di qualità e capacità. è così? Ognuno di noi può valutare se questa sia la realtà nel nostro Paese, oppure una situazione ipotetica.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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