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Quotidiano di Sicilia

Bill Gates e Jeff Bezos dollari contro il cancro
di Carlo Alberto Tregua

Si scopre col test del sangue



Bill Gates e Jeff Bezos hanno finanziato con 1,1 miliardi di dollari la start up Grail che da due anni ha indirizzato la propria ricerca tendente a scoprire le cellule cancerogene, ovunque si trovino, facendo l’analisi del sangue.
Il test ha natura preventiva e può essere fatto insieme a tanti altri di routine che ogni persona superiore ai 50 anni dovrebbe fare anno per anno.
Questa precauzione però non viene utilizzata dalla maggior parte della gente anche per ragioni di costo, perché il ticket sulle analisi è rilevante e in qualche caso persino superiore al costo della stessa analisi senza ticket.
La ricerca in menzione dovrebbe essere estesa in tutto il mondo occidentale perché la prevenzione diventerebbe uno strumento essenziale, in modo da evitare dolori ai pazienti e ai loro parenti e costi notevoli delle cure che in qualche caso non si rivelano efficaci.
È vero che soprattutto per le donne la mammografia previene la malattia, ma non copre tutto il corpo.
 
La ricerca delle cellule cancerogene nel sangue proviene da lontano, ma solo in questi ultimi tempi ha migliorato la mira, nel tentativo di approdare al risultato che si è preposta. Dai primi risultati il test ha una validità del 95%. Esso però non è ancora disponibile, per cui si tratta solo di prove di laboratorio.
Non ci risulta che la ricerca europea si sia indirizzata verso l’obiettivo di quella nordamericana. Stiamo facendo rilevazioni sui vari siti per tentare di scoprire qualche altro centro indirizzato sullo stesso obiettivo.
Il cancro è la seconda causa di morte dopo quella derivante dalle malattie del sistema cardiocircolatorio. Esso genera impotenza perché le medicine che si usano, fra cui in primis la chemioterapia, non colpiscono specificamente le cellule che hanno cambiato funzionamento, ma anche quelle che continuano a funzionare in modo ordinario, cosicché fanno danni collaterali di notevole portata.
È anche vero che la combinazione fra le diverse medicine migliora la mira e quindi esse diventano più efficaci, consentendo il prolungamento della vita ed anche il miglioramento della sua qualità.
 
La riflessione che dispiace è come mai negli ultimi cinquant’anni la ricerca non si sia indirizzata a scoprire la causa per la quale le cellule sane “impazziscono” e invertono il loro funzionamento da donatrici a egoiste.
Le stesse cellule, che sono intelligenti, anziché contribuire alla salubrità del corpo, cominciano ad assorbire energie dallo stesso per la loro sopravvivenza e moltiplicazione. Cosicché si espandono da un organo all’altro, cominciano a rosicchiare terreno mentre vengono fermate con difficoltà dai medicamenti.
Nel momento in cui la ricerca dovesse scoprire la causa dell’inversione di funzionamento, trovare i rimedi contro questa anomalia diventerebbe meno difficile.
Comprendiamo che la ricerca delle industrie farmaceutiche ha più convenienza a trovare i prodotti che a valle combattono il cancro, quando esso si è già manifestato, che non a monte, eliminando l’origine del mutamento di funzionamento delle cellule.
 
È noto che il business sanitario relativo alle cure è enorme. Sembra che una seduta di chemioterapia costi intorno a mille euro. Ma essa è solo la punta dell’iceberg perché vi sono tutti i costi sanitari accessori che fanno lievitare il suo costo. Per fortuna il Ssn protegge le fasce più deboli della popolazione finanziando le cure, ma in certi casi servono cure supplementari che sono estremamente costose.
Perché viene il cancro nessuno lo sa, come curarlo è già a disposizione della medicina ma non sempre la cura è risolutiva per salvare la vita dei malati.
Non sappiamo se la ricerca muterà indirizzo dai farmaci alla causa. Non saranno certo le industrie farmaceutiche a provvedervi. Ecco dove dovrebbero intervenire gli Stati con il finanziamento quasi esclusivo, per la ricerca delle cause della terribile malattia che arriva improvvisa, quasi sempre senza segnali premonitori, subdola e silenziosa. Una tragedia anche per i familiari spesso impotenti di fronte alla dipartita della persona cara.

Articolo pubblicato il 13 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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