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Sud: a Napoli "Partito dei governatori" per difendere il Mezzogiorno
di Redazione

De Luca, "Fare lobby per tutelare le nostre comunità". Musumeci, "scomporre e ricomporre centrodestra e centrosinistra per rappresentare le istanze meridionali". Il primo atto del è un documento per rilanciare il lavoro pubblico sostituendo nei prossimi cinque anni 450 mila persone che andranno in pensione

Tags: Sud, Napoli



La proposta di un accordo politico per tutelare al meglio gli interessi del Sud attraverso "una grande battaglia comune per il Mezzogiorno" è venuta dal governatore campano Vincenzo De Luca che ha riunito a Napoli, a Villa Pignatelli, Nello Musumeci (Sicilia), Mario Oliverio (Calabria), Marcello Pittella (Basilicata), e Donato Toma (Molise). In collegamento c'era anche Michele Emiliano (Puglia).
 
Dinanzi a un Sud che nell'ultimo decennio ha continuato a perdere colpi, per De Luca servono provvedimenti "choc" per dare speranza ai giovani, come un grande piano per il lavoro, ma serve anche che le Regioni meridionali mettano da parte i distinguo per andare uniti alla battaglia ai tavoli in cui si decidono i giochi.
 
"E' indispensabile fare una battaglia per il Sud - dice - perché quando si tratta di trovare le risorse il Nord è compatto, senza distinzioni di destra e sinistra, il Sud invece no. Dobbiamo imparare a fare lobby in maniera positiva per tutelare le nostre comunità e combattere perché le risorse destinate alle infrastrutture del Sud siano mantenute o incrementate".
 
Sulla stessa linea il presidente della Regione siciliana Musumeci: "Si avverte l'esigenza di un partito dei governatori del Sud e non vedrei di cattivo occhio una forza politica capace di rappresentare le istanze del Mezzogiorno non in termini di sciocca rivendicazione".
 
"Lo dico - ha aggiunto il presidente siciliano - davanti ai colleghi del centrosinistra. In Italia c'è l'esigenza di dovere scomporre e ricomporre l'area del centrodestra, sarà inevitabile e fisiologico. E noi dobbiamo dare agli emarginati e ai non garantiti del sud l'idea di rappresentarli attraverso un progetto sano e concreto".
 
"In questa scomposizione del quadro politico italiano - ha aggiunto Musumeci -, in cui inserisco anche il centrosinistra, c'è la possibilità di rappresentare le istanze del sud che sono diverse da quelle del settentrione, anche per vocazione, del resto noi guardiamo al Mediterraneo e loro al Baltico. Certo una forza politica non nasce dall'oggi al domani, ma anche dai risultati elettorali emerge questa esigenza. Se ci vedremo tra qualche mese forse avremo qualche idea in più".
 
Musumeci ha spiegato che c'è anche la necessità di presentarsi uniti nell'interlocuzione con il governo: "Questo progetto del lavoro - ha detto - deve essere portato al tavolo del governo nazionale che non può che sostenere un progetto che vede insieme le regioni del sud. La partita si vince se creiamo un polo al di là delle appartenenze politiche".
 
Il primo atto del futuro "Partito dei governatori del Sud" è un memorandum per il rilancio del lavoro pubblico nel Mezzogiorno  sottoscritto da tutti gli intervenuti
 
"Nei prossimi cinque anni - si legge nel documento - nel nostro Paese andranno in pensione circa 450 mila persone. Occorre accelerare fortemente i tempi di reintegro. Per il Sud è una grande occasione per abbassare l'età media dei lavoratori e aumentare il numero dei laureati. Tutti obiettivi che le sei regioni firmatarie del memorandum condividono e che possono perseguire senza costi ulteriori di bilancio pubblico perché tutte le assunzioni verranno effettuate rispettando i vincoli di finanza pubblica vigenti".
 
"La Pa - si conclude il documento - deve tornare ad essere un pezzo fondamentale del motore dello sviluppo del Mezzogiorno".

Articolo pubblicato il 13 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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