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Appalti, più management non solo burocrazia
di Redazione in collaborazione con Ordine Ingegneri Catania

Corso formativo sul ruolo del Rup  



CATANIA – Nell’ambito degli appalti pubblici cresce il bisogno di approcciarsi con una gestione manageriale, e di collocarsi nel solco tracciato dal legislatore negli ultimi anni. Un tema che emerge approfondendo il ruolo del Responsabile Unico del Procedimento (Rup), e che è stato sviluppato dall’Ordine degli Ingegneri di Catania e dalla sua Fondazione insieme all’Università etnea, attraverso un corso formativo organizzato in collaborazione con il PMI-SIC Branch Sicilia.
 
«La gestione degli appalti pubblici non può più essere concepita come mera pratica amministrativa e in un’ottica strettamente burocratica – ha commentato il presidente dell’Ordine Giuseppe Platania – Occorre un coordinamento che privilegi innanzitutto il progetto, il fulcro dell’opera che, in virtù della sua complessità, va sviluppato nel rispetto delle norme con mentalità manageriale», spiegando così le ragioni dell’organizzazione del corso di formazione mirato a offrire ai professionisti etnei le necessarie competenze per affrontare l’esame di certificazione per project management, riconosciuto a livello internazionale.
 
«Il settore dell’edilizia è alla ricerca di un management sempre più evoluto e preparato, al fine di migliorare l’efficienza delle aziende – ha aggiunto il presidente della Fondazione Mauro Scaccianoce – Allo stesso modo le amministrazioni pubbliche hanno bisogno di personale formato e informato, in grado di accogliere le nuove sfide manageriali anche nell’ambito della gestione dei lavori pubblici. L’Anac, con le Linee Guida n. 3 di attuazione del Codice Appalti, definisce compiti specifici e requisiti professionali del Rup – incarico ricoperto per la maggior parte da ingegneri – assimilandolo de facto a quelle del project manager».
 
Al seminario introduttivo hanno partecipato anche il direttore generale dell’Università di Catania Candeloro Bellantoni e le docenti dell’Ateneo Gabriella Nicosia e Natalia Trapani che, nelle rispettive vesti di relatrice e moderatrice, hanno declinato le competenze necessarie di pianificazione, programmazione, gestione e controllo che la figura del Rup deve possedere per operare secondo gli standard consolidati, soprattutto alla luce dei moderni processi decisionali della pubblica amministrazione.
 
«La sinergia con l’Ordine e la sua Fondazione – ha affermato il direttore Bellantoni – rappresenta un esempio virtuoso di come fare rete tra le istituzioni, non solo con l’obiettivo di mettere a fattore comune conoscenze accademiche e professionali, ma anche per consentire al sistema accademico di fare formazione di alto livello al proprio personale su contenuti strategici». «Il trend normativo degli ultimi anni – ha aggiunto la prof.ssa Nicosia – va ravvisato nella forte volontà di affermare la virtuosa procedimentalizzazione e la suddivisione in fasi in funzione di garanzia. Il project manager è il soggetto preposto alla cura dei processi impeccabili, quelli che confezionano l’azione pubblica eccellente in grado di soddisfare le attese e pretese della collettività degli stakeholder e degli utenti».

Articolo pubblicato il 14 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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