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Copertura vaccinale, Sicilia indietro
di Serena Giovanna Grasso

Ministero Salute: in nessuna tipologia viene raggiunto il fatidico 95% che garantisce “l’immunità di gregge”. Sopra la media nazionale soltanto quelle per varicella, rotavirus e meningococco B 

Tags: Vaccini, Sicilia, Sanità



PALERMO – In nessuna tipologia di vaccinazione la Sicilia riesce a raggiungere il fatidico 95%, valore che garantisce “l’immunità di gregge”, protezione che si verifica quando la vaccinazione di una parte significativa di popolazione fornisce tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l’immunità. Questo è quanto emerge dai dati recentemente pubblicati dal ministero della Salute e relativi alle coperture vaccinali a 24 mesi, aggiornati al 31 dicembre 2017 e dunque riferentesi ai nati nel 2015.
 
In particolare, si oscilla tra gli 0,01 vaccinati ogni cento bambini di 24 mesi per l’epatite A e i 91,33 vaccinati ogni cento bambini per polio, difterite, tetano e pertosse. Nello specifico, quest’ultima tipologia di vaccinazione in Sicilia tocca la terza copertura più contenuta: peggio solo nella Provincia autonoma di Bolzano (85,87) ed in Friuli Venezia Giulia (90,42).
 
Inoltre, in Sicilia è possibile osservare sempre valori maggiormente contenuti rispetto alla media nazionale: le uniche eccezioni sono costituite dal vaccino contro la varicella (81,81 in Sicilia, contro 45,6 in Italia), dal vaccino contro il rotavirus (rispettivamente 50,92 e 14,34) e da quello contro il meningococco B (in ordine 50,83 e 38,59).
 
Il medesimo trend si osserva con riferimento alla fascia d’età di 36 mesi, dunque per i nati nel 2014. Mentre per quel che riguarda i bambini di 48 mesi, la vaccinazioni contro polio, difterite, tetano, pertosse ed epatite B si raggiungono valori tali da garantire l’immunità di gregge. Al contrario, per le altre tipologie di vaccinazione non si raggiunge il valore minimo pari al 95% e si ottengono sempre valori inferiori rispetto a quelli osservati in media in Italia (sempre ad eccezione dei vaccini contro varicella, rotavirus e meningococco C).
 
Al crescere dell’età, diminuisce la copertura vaccinale nella nostra regione: infatti, per i bambini di cinque-sei anni si oscilla tra il 66,06% di morbillo, parotite e rosolia ed il 72,68% di difterite e tetano, inferiori rispetto alla media nazionale pari rispettivamente a 85,56% e 88,67%. In questa fascia d’età, quasi nessuna regione raggiunge il valore minimo dell’immunità di gregge: ad eccezione dell’Umbria per morbillo, parotite e rosolia (97,6%) e Basilicata per difterite, tetano, pertosse e polio (95,15%).
 
Valori decisamente critici riguardano le fasce d’età superiori: si pensi che a diciotto anni appena il 38,41% dei siciliani è vaccinato contro la pertosse (67,78% in Italia), il 38,67% contro la difterite (70,09% in Italia) ed il 38,74% contro il tetano (contro il 70,52%).
 
Uguale trend al ribasso si osserva in Sicilia in riferimento alle vaccinazioni antinfluenzali: infatti, tra i sei mesi ed i 44 anni d’età, si rilevano valori sempre più contenuti rispetto alla media nazionale.
 
Il trend si inverte nelle due fasce d’età successive: infatti, tra i 45 e i 64 anni il tasso di vaccinazione raggiunge il 12,1% (contro l’8,8% italiano), mentre le vaccinazioni per i soggetti di oltre 65 anni in Sicilia toccano il 54,3% (quasi un punto percentuale in più rispetto alla media nazionale del 53,4%).

Articolo pubblicato il 15 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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