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Impianti solari di grandi dimensioni, business miliardario e occupazione
di Rosario Battiato

Firmata a Roma la carta per il rilancio del fotovoltaico: possibile creare 20 mila posti di lavoro. In Sicilia nella stragrande maggioranza dei casi (98,8%) si tratta di piccoli accumulatori 

Tags: Fotovoltaico



PALERMO – Puntare sugli impianti fotovoltaici di grande taglia per rilanciare economia e occupazione. Se ne è discusso, nei giorni scorsi, in occasione della firma della “Carta del rilancio sostenibile del fotovoltaico” che definisce un’alleanza tra le maggiori aziende e associazioni per facilitare gli investimenti nel rinnovamento e potenziamento delle centrali solari. Un progetto, si legge in un rapporto della società di consulenza Althesys presentato per l’occasione, che è sostenuto da una prospettiva di ricaduta economica che si manifesta con cifre sontuose: 11 miliardi di euro e 20mila nuovi posti di lavoro. Da considerare, inoltre, anche l’impatto ambientale con una riduzione delle emissioni stimata in 12,8 milioni di tonnellate equivalenti.
 
Il documento firmato a Roma impegna gli operatori a seguire determinati principi per rinnovare e sviluppare gli impianti fotovoltaici. In campo tutte le principali aziende e associazioni: Anie Rinnovabili, Asi Azienda Solare Italiana, Eco-PV, EF Solare Italia, Elettricità Futura, Enel Green Power, Enerray, Esapro, Falck Renewables, Green Arrow, GSF Global Solar Fund, RTR, Tages, Terna.
Ma non c’è solo il fotovoltaico di grande taglia. La Sicilia, ad esempio, mantiene, nell’ambito del fotovoltaico, anche un esercito di piccoli impianti. Tutti assieme valgono il 98,8% del totale degli impianti rinnovabili regionali.
 
L’eolico resta certamente la prima fonte di produzione, tuttavia sole e vento rappresentano la quasi totalità dei 5.083 GWh/anno da fonte rinnovabile prodotti nell’Isola, che valgono il 25,7% della produzione regionale. Numeri che, nel 2015, hanno permesso all’Isola di superare la quota dei consumi complessivi di energia coperta da fonti rinnovabili per contribuire ai numeri nazionali in vista del target al 2020 (già raggiunto dall’Italia) e dei prossimi ancora: il dato isolano è stato pari all’11,2%, superiore alla previsione del DM 15 marzo 2012 per il 2016 (10,8%). Tuttavia, almeno per la Sicilia, c’è ancora da raggiungere l’obiettivo al 2020 che è pari al 15,9%.
 
Un sistema che la Regione ha deciso di normare e regolare con diversi provvedimenti e utilizzando anche lo strumento della carta delle aree non idonee alla installazione degli impianti, fino alla legge 8 maggio 2018 n. 8, art. n.17, che ha sospeso il rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici per 120 giorni a partire dall’11 maggio 2018.
 
La giustificazione per un atto così netto, come si spiega nella stessa legge, è che si tratta di una moratoria “al fine di verificare, attraverso un adeguato strumento di pianificazione regionale, gli effetti sul paesaggio e sull’ambiente correlati alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica o fotovoltaica”.
 
Diverse associazioni di categoria sono intervenute sul punto, l’ultima è stata Italia Solare, un’associazione che promuove l’utilizzo delle rinnovabili per raggiungere l’indipendenza energetica, che ha scritto alla Regione per chiedere di “riconsiderare con la massima sollecitudine la scelta della moratoria nei confronti del rilascio delle autorizzazioni per gli impianti solari ed eolici”.
 
Per l’associazione le conseguenze di questo atto porterebbero a 400 giorni o più il “termine di durata del procedimento di autorizzazione unica in corso che, invece, è fissato in 180 giorni dall’Articolo 12 del D. Lgs. 387/2003 determinando un ulteriore aggravio dell’iter burocratico”.

Articolo pubblicato il 15 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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