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Sistema Parnasi: Renzi, Guardasigilli riferisca in Parlamento
di Redazione

Il ministro grillino Bonafede, come confermato ai magistrati dalla sindaco di Roma Raggi ai magistrati, presentò in Campidoglio l'avvocato Lanzalone, accusato di corruzione nella vicenda dello stadio di Roma e che in marzo, con l'imprenditore, avrebbe organizzato, come risulta dalle intercettazioni, una cena segreta con esponenti del Carroccio per parlare di un governo pentaleghista

Tags: Sistema Parnasi, Renzi, Di Maio, Salvini, Fraccaro, Bonafede, Raggi, Lanzalone



"Abbiamo chiesto al Ministro della Giustizia Bonafede di venire a relazionare in Parlamento visto che l'avvocato Lanzalone, premiato con la presidenza di una municipalizzata dal nuovo che avanza, e che passava le cene a fare accordi con la Lega o discutere di nomine con Casaleggio è stato portato nel Movimento Cinque Stelle proprio dal Guardasigilli".
 
Lo ha reso noto Matteo Renzi nella sua e-news agli iscritti del Pd, aggiungendo "Non è possibile scaricare tutto sempre sulla Raggi: chi le ha imposto quei collaboratori deve spiegare perché lo ha fatto e cosa c'è sotto. Avrà Bonafede il coraggio di venire a riferire in Senato?".
 
 
Intanto ieri proprio Virginia Raggi ha confermato ai magistrati che a presentarle Luca Lanzalone furono i ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, all'epoca ancora responsabili per gli enti locali del M5s insieme a Luigi Di Maio.
 
La sindaco di Roma è stata sentita ieri come persona informata sui fatti riguardo al rapporto tra il Campidoglio e Lanzalone, l'avvocato genovese scelto dalla Giunta Raggi come presidente di Acea e per portare avanti, nei primi mesi del 2017 la trattativa con il gruppo Parnasi per l'abbattimento delle cubature nel progetto per lo stadio che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. E accusato di aver ricevuto dall'imprenditore Parnasi la promessa di consulenze per il suo studio legale per circa centomila euro.
 
Sempre ieri, negli altri interrogatori, Lanzalone ha detto al Gip "Nella mia vita non ho mai compiuto nulla di illecito", mentre Parnasi, detenuto a Milano, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Alcuni collaboratori di Parnasi finiti in carcere avrebbero invece fatto ammissioni su episodi di corruzione.
 
Il cuore dell'inchiesta è il "Sistema Parnasi", con una rete di relazioni che aveva il fine di oliare la macchina della politica, in particolare a cavallo delle ultime elezioni.
 
L'imprenditore in più di una conversazione intercettata parlava, con più interlocutori, di "un governo Lega-M5s".
 
"Però tu davvero volevi rivederti su al governo uno come Renzi, che stava lì?".  "No! Tra l'altro adesso non c'abbiamo un tema...cioè facciamo...che ha vinto Lega".
 
Proprio con un esponente di primo piano del Carroccio, Giancarlo Giorgetti, sarebbe avvenuta una cena "segreta" a cui avrebbero preso parte, il 12 marzo scorso, lo stesso Parnasi e Lanzalone.
 
Ma al ministro Salvini "non risulta che abbiano tentato di corrompere la Lega".
 
"Il governo non lo abbiamo deciso a cena" ha aggiuto.
 
E Luigi Di Maio ha minimizzato, "Un grande equivoco, è tutto un malinteso".

Articolo pubblicato il 16 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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