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Quotidiano di Sicilia

Regione siciliana, la stretta sui dipendenti ritardatari
di Raffaella Pessina

Circolare dell’assessorato: “I dirigenti riferiscano all’Ufficio disciplinare”. Assenze ingiustificate, decurtazioni in busta paga più “veloci” 

Tags: Ars, Regione Siciliana



PALERMO - La lentezza della burocrazia regionale siciliana consente ai propri dipendenti che arrivano costantemente in ritardo, di continuare a percepire uno stipendio senza decurtazioni per le ore in meno svolte in ufficio.
 
Come testimoniano i badges che vengono strisciati ogni giorno dai dipendenti dei dodici assessorati, della Presidenza e delle innumerevoli sedi distaccate e secondo un monitoraggio effettuato dall’ufficio del personale della Regione, sembra che i ritardatari siano sempre gli stessi, che peraltro non recuperano le ore non lavorate, nel mese successivo.
 
Una consuetudine consolidatasi nel tempo confidando proprio nella lentezza dell’amministrazione nel recuperare le somme che invece dovrebbero essere recuperare quasi contestualmente.
 
La farraginosa burocrazia, nonostante i controlli siano stati sempre piuttosto precisi, ha permesso che chi, per un motivo o per un altro, si permetteva di lavorare di meno, accumulando assenze sostanziose nell’arco del mese, continuasse a percepire lo stesso stipendio di chi invece rispettava orari e regole. Adesso però la musica potrebbe cambiare perché la Regione ha deciso di presentare il conto a quegli impiegati che hanno percepito tali somme indebitamente: una circolare firmata dalla dirigente Rosalia Pipia, stabilisce regole ferree per il controllo dei ritardi e il conseguente recupero delle somme delle ore non lavorate. La circolare è dell’8 giugno scorso (protocollo n. 64463). “Recupero somme indebitamente percepite – Istituzione del Registro dei debitori”.
 
La circolare spiega che “ Al fine del monitoraggio e del costante aggiornamento del recupero somme indebitamente percepite dai dipendenti della Regione siciliana” viene istituito il Registro dei debitori di cui si occuperà il “Servizio 12” regionale. A questo ufficio toccherà il compito di recuperare da tutti gli assessorati e gli uffici regionali i dati dei debitori di piccola, media e grande entità. Le somme da recuperare verranno detratte alla fonte, previo avvertimento ovviamente dell’interessato. Il denaro verrà quindi prelevato o dallo stipendio o dalla pensione. Nel caso che lo stipendio del dipendente non lo permetta, la Regione opererà per un recupero misto: una parte preso alla fonte, un’altra come versamento volontario. Il sistema misto verrà utilizzato anche per i debiti di grande entità. Ma la circolare prevede anche altre possibilità, per recuperare le somme indebitamente percepite, cioè attraverso il decreto ingiuntivo , iscrivendo i debiti a ruolo.
 
Per combattere il fenomeno dei ritardi, l’amministrazione prevede in alcuni casi di recidiva, di inviare segnalazione all’ufficio Disciplinare, che avvierà un procedimento contro il dipendente.
 
Non sono d’accordo su queste procedure i sindacati Cobas Codir, che ribadiscono come le disposizioni di legge siano di per sé abbastanza chiare e che non c’era bisogno di una circolare ulteriore. I sindacati hanno già chiesto un incontro con l’assessorato per chiarire di che entità sia il fenomeno e per conoscere i motivi che hanno portato la Regione ad agire senza consultare le organizzazioni sindacali di categoria.

Articolo pubblicato il 19 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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