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Quotidiano di Sicilia

Corsi istruzione-formazione al via l'elenco dei progetti ammissibili
di Michele Giuliano

La Regione ha approvato il decreto con i percorsi finanziabili (sono 256) e quelli esclusi. Si rafforza la proposta formativa in coerenza con gli obiettivi previsti dal Pac 

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia



PALERMO - La graduatoria è stata pubblicata. A breve potranno partire i nuovi corsi di Istruzione e Formazione professionale. Sono 256 i progetti ammessi a seguito dell’istruttoria delle domande presentate per l’Avviso 1 del 2018, con il quale l’assessorato regionale all’Istruzione e Formazione professionale ha voluto rafforzare la proposta formativa sul territorio regionale, in coerenza con gli obiettivi previsti dal Pac (Piano straordinario per il lavoro in Sicilia).
 
All’avviso hanno risposto in 333 enti, inviate in tempo utile, e di queste proposte soltanto una non è risultata essere ricevibile. Dopo l’esame della commissione preposta, 256 sono stati i progetti ammessi, in 4 sono rimasti fuori dai finanziamenti in quanto non hanno raggiunto un punteggio sufficiente e in 72 sono stati ritenuti inammissibili per difetto di requisiti formali e quindi non ammessi alla fase di valutazione.
 
 
Gli enti le cui proposte progettuali non hanno raggiunto una posizione utile in graduatoria hanno avuto 10 giorni di tempo per poter presentare le proprie osservazioni esclusivamente a mezzo Pec all’indirizzo dedicato del dipartimento dell’istruzione e formazione professionale dell’assessorato regionale.
 
A stretto giro di posta, avverrà l’eventuale revisione dell’elenco, e quindi tutto il sistema sarà pronto a ricominciare la propria attività. I corsi del cosiddetto IeFp si articolano in percorsi di durata triennale e quadriennale, finalizzati al conseguimento, rispettivamente, di qualifiche (Eqf3) e diplomi (Eqf4) professionali. Si tratta di qualifiche innovative, di alto valore in quanto i diplomi professionali che saranno rilasciati a chi frequenterà i corsi, sebbene di competenza regionale, sono riconosciuti e spendibili a livello nazionale e comunitario, in quanto compresi in un apposito “Repertorio nazionale”, condiviso tra Stato e Regioni con accordo del 27 luglio 2011 (aggiornato con accordo del 19 gennaio 2012).
 
Le qualifiche e i diplomi di Iefp sono anche correlati alle “aree economiche e professionali” utilizzate, a loro volta, anche per collegare i titoli di istruzione tecnica e professionale quinquennali. Questi sistemi di formazione sono stati pensati per contrastare l’abbandono scolastico da parte di quei ragazzi e ragazze che non vogliono continuare il loro percorso di studi con un diploma “tradizionale”.
 
Piuttosto che tentare subito la strada del mondo del lavoro, quindi, senza competenze e una preparazione generale di base che serve comunque a tutti, a prescindere dalla strada scelta, per formarsi come cittadino consapevole e in grado di muoversi con autonomia di pensiero e di azione, si vuole favorire la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro, attraverso tre principali modalità: l’accesso a imprese formative durante il percorso curriculare, un’alternanza scuola-lavoro 'rafforzata', dove, cioè, la metà del percorso formativo sia in azienda, e il nuovo apprendistato, che impone almeno 500 ore di formazione in aula e 500 in azienda. Il sistema duale, mutuato dalla cultura tedesca e diffuso in molti altri Paesi del Nord Europa, è salito alla ribalta nel più recente dibattito politico italiano, nell'ottica di adottare le misure di medio-lungo periodo per ridurre i tassi di disoccupazione, attraverso la formazione di giovani che si approccino alle prime esperienze lavorative non come sprovveduti senza cognizione, ma con un bagaglio di conoscenze e competenze che consentano loro di scegliere in maniera più efficace la propria strada.

Articolo pubblicato il 19 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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