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Catania - Comune, risparmio di 240 mila € tagliando consiglieri e assessori
di Antonio Borzì

Casta politica, abbattimento del 20%. Riva: “Stiamo già operando per contenere i costi”. È quello che accadrà nel 2011 quando sarà applicata la norma “taglia-poltrone”

Tags: Catania, Salvo Di Salvo, Gaetano Riva



CATANIA - In un periodo di tagli e ristrettezze non si salvano nemmeno le poltrone dei politici locali che, con la nuova Finanziaria nazionale, subiranno dei tagli non indifferenti a partire dal 2011, secondo l’ultimo decreto legge varano dal Governo Berlusconi. Numeri che, se calcolati singolarmente, possono essere considerati esigui ma che, se sommati, lievitano vistosamente permettendo allo Stato un guadagno non indifferente.

I TAGLI - In sostanza la Finanziaria prevede questo: il numero dei consiglieri comunali viene ridotto del 20% e  quello degli assessori diviene di circa un quarto rispetto a quelli del Consiglio. Medesimo procedimento per la Provincia. A Catania i membri del Consiglio comunale passeranno da 45 a 36. La giunta passerà da 13 a 9 assessori. Per la Provincia l’iter è identico avendo il medesimo numero di consiglieri. In numeri i consiglieri comunali percepiscono un gettone di presenza pari a 75 euro, questo gettone è accumulato nelle varie sedute del Consiglio e delle Commissioni e non può superare la quota dei 2.200 euro totali mensili per un numero totale di presenze non superiore a 39.

I RISPARMI - La riduzione permetterebbe quindi di risparmiare in totale  19.800 euro mensili netti per giungere a circa 237.000 euro in un anno solo nel Consiglio comunale di Catania.
La Finanziaria inoltre non prevede solo il taglio di consiglieri ed assessori ma anche quello dei manager che avrebbero dovuto modificare il volto delle città con le loro competenze. Una figura che a dir il vero non è mai decollata pienamente in Sicilia e che quindi non subirà cambiamenti radicali.

DI SALVO - Un taglio che potrebbe essere la risposta alle polemiche sui costi della politica ma che solleva anche dei dubbi perchè tocca gli organi politici più vicini ai cittadini e che quindi hanno in mano la maggiore rappresentanza nel territorio. La questione è stata efficacemente affrontata dal capogruppo dell’Mpa in Consiglio comunale, Salvo Di Salvo: “Se il principio è quello della riduzione della spesa legata alla politica questo non è  lo strumento adatto. Non è la riduzione del numero dei consiglieri la mossa da compiere ma dovrebbe essere il parlamento nazionale a  dare l’esempio riducendo il numero dei deputati e dei senatori. A livello comunale viene messa in discussione l’opportunità delle municipalità. Nello specifico ne viene promossa una riduzione o in parte un’eliminazione. Io sono dell’idea che  le municipalità debbano continuare ad esistere avendo però gli strumenti adatti per essere operative nel territorio. Razionalizzare i costi è la giusta soluzione”.

RIVA - Il Comune di Catania ha attuato in questo periodo una politica di tagli non indifferente. Sembra doveroso passare la palla all’assessore al Bilancio Gaetano Riva raccogliendo una sua opinione in merito.

“Qualunque forma di contenimento delle spese - ha dichiarato Riva - penso che in questo momento sia una soluzione ideale, noi abbiamo fatto delle operazioni in questo senso.  Se lo Stato vuole fare questo tipo di percorso ci  trova pienamente d’accordo perche agisce nella nostra stessa direzione. Il problema è invece stabilire se è  giusto toccare la politica. Ma se razionalizzare significa stabilire un giusto metro del servizio che un politico rende alla cosa pubblica allora mi trovo pienamente d’accordo”.

Cogliamo l’occasione anche per chiedere se la gestione dell’Ici sia ottimale al Comune: “Da un punto di vista concreto - spiega Riva - fino a quando avevamo la gestione diretta dell’Ici per noi era molto piu semplice perchè avevamo dei dati più certi in termini di riscossione. Il continuo passaggio di competenze da Stato a Comune rende il tutto più difficoltoso e incerto. Questo è grave visto che, soprattutto per i piccoli comuni, l’unica entrata sicura è l’Ici. La giunta comunque non ha intenzione d’aumentare la pressione fiscale (la Tarsu rimarrà invariata) e propendiamo ad una dimunzione del carico fiscale con una lotta agli evasori per recuperare le entrate”.

Articolo pubblicato il 22 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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