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Regione: scontro all'Ars e sui social media
di Redazione

Polemiche dopo che, sul profilo Fb della capogruppo M5s Zafarana, un post, poi rimosso, minacciava di morte il Presidente, definito "Mafiumeci". Nel frattempo in Aula è scontro sui lavori. Fava, "Parlamento ostaggio delle liti nella maggioranza". M5s e Pd, "Musumeci dica cosa vuol fare". La situazione nelle mani della conferenza dei capigruppo

Tags: Ars, Musumeci, M5s, Pd, Fava, Facebook



Opposizioni all'attacco del governatore Nello Musumeci. M5s e Pd hanno criticato l'assenza questa mattina all'Ars del presidente al quale chiedono di fare chiarezza dopo la spaccatura interna alla maggioranza di centrodestra sancita dal rinvio in commissione Bilancio del 'collegato' alla finanziaria, finito così nelle sabbie mobili, CON Fi e Udc da un lato e il resto della coalizione di centrodestra dall'altro. Dal pulpito di sala d'Ercole diversi parlamentari hanno sollecitato il governatore a riferire in aula anche alla luce delle sue dichiarazioni di ieri sera, dicendosi pronto alle dimissioni di fronte all'impossibilità di portare avanti le riforme in Assemblea. A chiusura di seduta era prevista la conferenza dei capigruppo che è stata rinviata al pomeriggio.
 
Attacca Musumeci anche Claudio Fava, deputato del movimento Centopassi e presidente della commissione regionale Antimafia.
"Mi sarei aspettato - ha detto - la presenza del presidente Musumeci oggi in Aula, perché questa è la sede della discussione e non una pagina Facebook se non vogliamo limitare questo Parlamento a una funzione ornamentale".
 
"Da mesi - ha aggiunto Fava - non si vota più una legge, da settimane l'Aula è bloccata su un ddl collegato alla finanziaria che non riesce neppure ad essere discusso. E questo non per colpa della partitocrazia o di altri nemici immaginari ma per una evidente collasso della maggioranza. Mentre il Presidente sceglie di comunicare con l'aula attraverso la sua pagina Facebook nessuna notizia abbiamo sul piano rifiuti, nessun intervento di riforma sostanziale, nessun intervento sul diritto alla studio. Questo Parlamento non può essere preso in ostaggio dalle liti nella maggioranza. Il governo porti in aula le sue cosiddette riforme e sia consentito al parlamento di esprimersi. Altrimenti il presidente Musumeci non minacci dimissioni, le rassegni".
 
Intanto, proprio su Facebook, un commento di un hater con minacce di morte al presidente Musumeci è stato pubblicato in un post sulla pagina Facebook della capogruppo del M5S all'Ars Valentina Zafarana.
 
"Mafiumeci non è certo una rivelazione" si legge. "E' il continuum di Lombardo e di Cuffaro e di tutti i governi siciliani che sono la Dc trasformata poi in Forza Italia hanno continuato a distruggere una terra da sempre martoriata. Sig. Presidente le auguro una morte lenta e dolorosa".
 
Il post è stato rimosso dopo aver suscitato numerose polemiche anche all'Assemblea regionale siciliana.
 
Solidarietà a Musumeci è stata espressa dalla stessa capogruppo del M5s all'Ars. "Condanno senza 'se' e senza 'ma' qualsiasi minaccia e qualsiasi forma di violenza" ha detto Valentina Zafarana lanciano un appello alle forze politiche "ad abbassare i toni".
 
"Odio e rabbia non fanno parte della nostra azione politica" ha aggiunto l'esponente M5s rivolgendo "un invito a rispettare le persone e le istituzioni che rappresentano".
 
"Pensavamo, sbagliando - ha commentato l'assessore alla Salute Ruggero Razza - di esserci lasciati alle spalle, ai tempi della campagna elettorale, il clima di odio seriale sui social ben oltre i limiti della brutalità. Invece Musumeci è diventato bersaglio di una violenza inaudita da parte di qualche webete che si è abbandonato a epiteti irripetibili sulla pagina Facebook di una deputata".
 
Anche Razza ha fatto "appello al buon senso di tutti leader delle forze politiche affinché si facciano portavoce presso militanti e simpatizzanti perché la dialettica politica rientri nell'alveo della decenza".
 
Condanna da parte del presidente dell'Ars, Miccichè, per le "parole molto pesanti, specchio dell'attuale momento politico che vive non solo la Sicilia ma tutta l'Italia, in cui prevalgono le contumelie e le offese rispetto al confronto democratico".
 
"Chiunque alimenti questa cornice violenta - ha detto - va individuato e punito senza alcuna remora".

Articolo pubblicato il 20 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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