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Ecobonus, in Sicilia investiti 84 mln, dieci volte meno che in Lombardia
di Rosario Battiato

Due rapporti Enea hanno fotografato l’andamento 2017 degli incentivi per la riqualificazione energetica. Gli interventi hanno permesso alle famiglie di tagliare il 15% del costo delle bollette 

Tags: Ecobonus, Sicilia, Enea, Incentivo



PALERMO – La voglia di efficienza energetica spinge l’economia nazionale. L’ecobonus, soltanto nel 2017, ha agevolato 3,7 miliardi di euro, derivanti dagli investimenti delle famiglie italiane nel settore della riqualificazione energetica, garantendo così un risparmio di oltre 1.300 Gwh/anno.
 
A questi numeri, che vedono un contributo ancora minimo della Sicilia (poco più di 80 milioni), bisogna aggiungere anche un risparmio di circa 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) derivante dall’emissione di 5,8 milioni di Titoli di efficienza energetica, i cosiddetti Certificati Bianchi, di cui 62% nell’industria e il 31% nel civile. Numeri che arrivano dal 7° Rapporto annuale sull’Efficienza Energetica dell’Enea (Raee) e dal Rapporto Enea sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, presentati alla Camera martedì scorso.
 
Gli incentivi funzionano abbastanza bene. Lo conferma la tendenza, registrata tra il 2011 e il 2017, relativa alle misure adottate nel settore dell’efficientamento che hanno permesso di generare “complessivamente risparmi energetici per 8 Mtep/anno di energia finale – si legge nella nota dell’Agenzia –, pari a due miliardi e mezzo di euro risparmiati per minori importazioni di gas naturale e petrolio e a circa 19 milioni di tonnellate di CO2 in meno rilasciate in atmosfera”.
 
Numeri che collocano l’Italia in una buona posizione in vista dei target comunitari: i risparmi, infatti, “equivalgono al 52% dell’obiettivo al 2020 previsto dal Piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica (Paee) e dalla Strategia energetica nazionale (Sen) e derivano per circa il 37% dai Certificati bianchi e per oltre un quarto dalle detrazioni fiscali per interventi di efficientamento energetico”.
 
Ad aver già raggiunto l’obiettivo atteso per il 2020 è stato il settore residenziale, mentre l’industria è a circa metà del percorso previsto. Più indietro gli altri settori – trasporti e terziario – e anche la Pa, che rientra appunto in quest’ultimo, non è ancora stata in grado di fare il salto di qualità nonostante i 62 milioni di euro messi a disposizione per gli interventi di efficientamento nelle proprie strutture tramite il “Conto Termico”.
 
In riferimento alla normativa Ue sulla riqualificazione energetica del 3% della superficie degli immobili della Pa centrale, nel “periodo 2014-2017, risultano conclusi, in fase di realizzazione o programmati interventi su oltre 190 immobili, per una superficie utile complessiva di circa 1,9 milioni di mq”.
 
I dati sulle agevolazioni sono contenuti nel Rapporto Enea sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, che ha illustrato in dettaglio gli investimenti stimolati dall’ecobonus.
 
Nel periodo 2014-2017, gli interventi di riqualificazione energetica hanno portato a un “risparmio medio sulla bolletta annuale dei consumatori compreso tra i 250 euro del 2014 e i 150 euro del 2017, anche per effetto dei differenti livelli dei prezzi del gas. Di fatto, questi interventi equivalgono a un risparmio medio annuo del 15% sul totale della spesa energetica delle famiglie”.
 
Nel 2017, a fronte di un investimento complessivo nazionale pari 3,7 miliardi, alla Sicilia è toccata una porzione limitata di 84,4 milioni di euro per circa 11mila interventi. In Lombardia si è toccata quota 840 milioni di euro, dieci volte tanto.

Articolo pubblicato il 21 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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