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Porto di Palermo, ripartono i lavori
di Giovanna Naccari

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Pasqualino Monti, ha presentato le tappe che porteranno alla riapertura dell’infrastruttura. Verranno demolite strutture non più utili e realizzati i nuovi terminal crociere, passeggeri e ro-ro 

Tags: Palermo, Porto, Pasqualino Monti



Palermo - Dopo sette anni ripartono i lavori per restituire alla città il porto di Palermo. Si inizia con la stazione marittima, che tornerà alla fruibilità con un progetto esecutivo ormai al traguardo, e si continua con la riqualificazione dello scalo attraverso demolizioni di strutture non più utili, realizzazioni di nuovi terminal crociere e terminal passeggeri e ro-ro.
 
Lo ha annunciato ieri in conferenza stampa il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti assieme al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, al provveditore interregionale Opere pubbliche Sicilia-Calabria, Donato Carlea e al comandante della Capitaneria di porto di Palermo e direttore marittimo della Sicilia Occidentale, Salvatore Gravante.

La stazione marittima è stata sotto sequestro a causa di contenziosi amministrativi tra l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale e l’impresa appaltatrice, la So.Co.Stra.Mo. Ci sono voluti sette anni e una sinergia tra enti per sbloccare la vicenda. Alla base della disputa, in particolare, lacune sul progetto.
 
“Dopo anni di attesa - ha detto il presidente Pasqualino Monti - i lavori si sono sbloccati grazie alla collaborazione con il Provveditorato, nella persona del dottor Carlea, che ha dialogato con So.CoStra.Mo permettendo in tempi ragionevolmente brevi di arrivare alla transazione tra l’impresa e l’Autorità di sistema”.
 
Il documento, passato al vaglio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato e del giudice del Tribunale di Roma, è stato firmato il 19 giugno dalle parti. “La So.Co.Stra.Mo - ha continuato Monti - ha 45 giorni di tempo per consegnarci il progetto esecutivo, quindi inizieranno i lavori che dovranno concludersi entro due anni”.
 
L’appalto nel 2011 era stato vinto dall’impresa per 31 milioni di euro con un ribasso del 32%. Successivamente la società aveva presentato riserve per circa 9 milioni di euro, poi riconosciuti dall’Autorità in 2 milioni 950 mila euro, una cifra che ha permesso la prosecuzione dei lavori.
 
Sciolto il nodo della stazione marittima, c’è anche la soluzione per la banchina Vittorio Veneto. “Anche qui - ha affermato Monti - grazie all’Autorità marittima e all’impegno dell’ammiraglio Gravante e della sua squadra siamo arrivati al dissequestro della banchina e quindi si potrà contare su un attracco in più”.
 
I lavori alla stazione marittima sono il primo passo per dare visibilità allo scalo palermitano. Il piano prevede demolizioni dei corpi bassi su via Crispi, per dare l’idea di un porto aperto alla città e lo smantellamento dei silos con il calcestruzzo che andrà giù a partire dal 27 giugno. La ristrutturazione complessiva della tensostruttura situata sul Vittorio Veneto procederà assieme al rinnovo dell’arredo e all’arrivo di nuovi macchinari radiogeni per la sicurezza dei bagagli, con sei file di controlli: “Saranno operativi entro luglio, siamo in attesa dell’autorizzazione dell’Asp. Avremo così, finalmente, un terminal per navi che non trasportano più 800/1000 persone ma 5/6mila in un’unica toccata”, ha annunciato Monti, sottolineando che il volto nuovo del porto di Palermo sarà “un unicum, una passeggiata che dall’emiciclo della Cala raggiunterà Sant’Eramo”, quest’ultimo un porticciolo storico al centro anch’esso di una riqualificazione. L’obiettivo è quello di realizzare sul lato Nord del porto il traffico merci e passeggeri, sul lato Sud il traffico crocieristico.
Per il sindaco Leoluca Orlando: “Nell’arco di qualche tempo il porto sarà un fiore all’occhiello all’altezza della sfida di attrattività internazionale della città”.

Articolo pubblicato il 22 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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