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Amianto, 6mila morti all'anno: "Un trend destinato a crescere"
di Rosario Battiato

I numeri nel Libro bianco dell’Osservatorio nazionale: nella metà dei casi a uccidere è il cancro al polmone. In Sicilia circa 600 le vittime ogni anno. Ancora da bonificare scuole e uffici pubblici 

Tags: Amianto, Sicilia, Ambiente



PALERMO – C’è anche l’amianto tra le priorità che Sergio Costa, il nuovo Ministro dell’Ambiente, ha messo in agenda e che vorrebbe risolvere con l’istituzione di una cabina di regia unica. Affermazioni che arrivano contestualmente ai numeri rilasciati nei giorni scorsi dall’Osservatorio nazionale amianto nel “Libro Bianco delle morti di amianto in Italia”. Coinvolta anche la Sicilia che associa il ritardo nel censimento dei siti contaminati alle bonifiche ancora minime e alla mortalità per patologie correlate all’esposizione.
 
I numeri nazionali, in relazione al 2017, fanno riferimento a 6 mila morti che sono stati causati dai lunghi tempi di latenza delle malattie provocate dalla sottilissime particelle liberate dal minerale. Una tendenza destinata a raggiungere il picco nei prossimi dieci anni – “il trend è in aumento dalla fine degli Anni ‘80 e continuerà nei prossimi anni, con un picco previsto nel 2025-2030”, si legge nel rapporto –, ma c’è preoccupazione anche per la presenza di 40 milioni di tonnellate di amianto da bonificare nel nostro Paese.
 
La malattia più comune resta il tumore del polmone, che incide per 3.600 delle 6.000 morti per amianto registrate nel 2017, seguono mesotelioma (1.800) e asbestosi (600).
 
Sul tema è intervenuto il ministro Costa con una nota rilasciata sul sito ufficiale del Mattm: “dobbiamo mettere in campo le migliori tecnologie e lavorare con i progetti di eccellenza italiani in questo settore”. Un lavoro di squadra, secondo quanto precisato da Costa, che di fatto vede diversi soggetti chiamati a fare la propria parte: i ministeri competenti, gli amministratori pubblici, gli imprenditori, le associazioni, il servizio sanitario, i cittadini. Perché il dramma amianto, ha aggiunto, riguarda “migliaia di persone sotto il profilo sanitario, previdenziale, lavorativo, sociale e umano”.
 
Per il ministero ci sono circa 32 milioni di tonnellate di amianto sparse per il Paese – una stima inferiore a quella dell’Ona – e ci sono zone d’Italia dove la mappatura non esiste. Nessun luogo ne è escluso: “scuole, ospedali, edifici pubblici in generale: in molti casi è ancora presente”.
 
La Sicilia è al centro del rischio. I dati dell’Ona, diffusi qualche mese fa in occasione di un incontro al Palazzo dei Normanni, registrano circa 600 morti all’anno per tumori legati alla presenza di amianto. Il focus sul mesotelioma, uno dei mali più diffusi tra quelli correlati all’esposizione, ha riguardato, tra il 1998 e il 2015, secondo i dati del Registro mesoteliomi, redatto dall’ufficio epidemiologico della Regione, più di 1.300 casi, quindi circa 80 all’anno tra certi, probabili, possibili e da definire (questi ultimi sono una percentuale irrisoria).
 
E mentre la normativa regionale, approvata nel 2014, è rimasta largamente disattesa, la mappatura procede a rilento, anche se dalle prime segnalazioni sembra esserci un vero e proprio regno dell’amianto anche nell’Isola.
 
Sul portale informativo amianto, ospitato all’interno del dipartimento della Protezione civile, c’è l’elenco degli edifici con presenza certa di amianto, pubblicato la scorsa estate, e contiene oltre 600 strutture tra siti industriali, scuole, edifici residenziali e uffici della pubblica amministrazione. Inoltre, ci sono ancora 12mila segnalazioni da approfondire.

Articolo pubblicato il 22 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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