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Quotidiano di Sicilia

Programmazione negoziata 4 miliardi 176 mln nel 2008
di Liliana Rosano

Assessorato Bilancio: “Relazione sulla situazione economica della Regione per l’anno 2008”. Quattro strumenti: intesa, Apq, Patto territoriale e Contratti di programma e di area

Tags: Economia



PALERMO - Ammontano in tutto a 4 miliardi e 176 milioni di euro gli investimenti europei che rientrano nella cosiddetta “programmazione negoziata”, cioè quella concordata tra soggetti pubblici o tra il soggetto pubblico competente e la parte o le parti pubbliche o private per l’attuazione di interventi diversi, riferiti ad un’unica finalità di sviluppo, che richiedono una valutazione complessiva delle attività di competenza. Il dato è riportato nella “Relazione sulla situazione economica della Regione siciliana per l’anno 2008”, pubblicata dall’assessorato regionale al Bilancio.

Sono quattro gli strumenti della programmazione negoziata cosi come definiti dalla legge n.662/1996: Intesa Istituzionale di Programma, Accordo di Programma Quadro, Patto territoriale, Contratto di Programma, Contratto di area.
In Sicilia, nel corso del 2008, sono stati approvati complessivamente, 50 patti territoriali per 2.180 milioni di investimenti di cui 696 destinati ai patti agricoli. L’erogazione della quota statale del suddetto importo, pari a 1.286 milioni, ammontava al 31/12/2008 a 879 milioni di euro, equivalenti al 68,4% dell’onere per l’erario. Una quota che risulta superiore sia al Mezzogiorno (63,9%) che all’Italia in generale (62,0%). Per quanto riguarda i 3 Patti territoriali per l’occupazione, le somme erogate al 31/12/2008 ammontano complessivamente al 95.6% delle agevolazioni, con valori ormai prossimi al 100% per quanto riguarda il Patto dell’Alto Belice e quello del Calatino Sud Simeto, mentre Catania Sud raggiunge l’88,6%. Per i 3 contratti d’area stipulati in Sicilia, l’onere pubblico è di 264 milioni di euro mentre le erogazioni sono state pari a 183 milioni di euro (il 69% dell’onere previsto).

Sempre nell’Isola, al 31/12/2008, sono stati approvati 17 contratti di programmma. Per due di essi (Progetto Agricoltura e Trapani Turismo) il finanziamento è stato revocato, mentre sei contratti sono tuttora in attesa di stipula. Complessivamente sono previsti investimenti per 2.793 milioni e agevolazioni per 949 milioni, il 19% del totale nazionale. Sono inoltre stati approvati 4 programmi interregionali nei quali la Sicilia è coinvolta per un totale di 209 milioni di euro.
Un ulteriore strumento di programmazione negoziata, il contratto di localizzazione, istituito con delibera Cipe n.16/2003, offre una serie di agevolazioni e facilitazioni ad investitori stranieri.

Si realizza attraverso l’inserimento di un tradizionale conratto di programma all’interno di un Apq (Accordo di Programma Quadro), che contenga iniziative complementari al programma previste da parte della Regione ospitante. I contratti di localizzazione sono focalizzati nei settori manifatturiero, servizi, turismo ed energia da fonti rinnovabili. In Sicilia, i contratti che hanno superato l’intero iter procedurale, cioè la stipula dell’Apq e quella del contratto di programma, rientrano nel settore del turismo per un totale di 176 milioni di euro.

Oggi la legge 133/2008 ha definito un nuovo strumento il “contratto di sviluppo” destinato a sostituire i contratti di programma e localizzazione. Gli elementi di novità riguardano: il rafforzamento dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (ex Sviluppo Italia) che gestirà direttamente i contratti.
 


Con la legge n.127/2007 più spinta a grandi investimenti industriali
 
A partire dal 2007 è stato avviato, con la legge n. 127/2007, un processo di riforma per quanto riguarda i contratti di programma, che prevede un forte rilancio dello strumento, indirizzandolo maggiormente verso grandi investimenti industriali ed evitando la possibilità di aggregazioni di imprese troppo numerose, come avvenuto in passato.
 I decreti ministeriali 24 gennaio 2008 e 2 maggio 2008 hanno definito le modalità attrattive dei contratti di programma per le attività industriali ed agroindustriali. La nuova normativa prevede la possibilità di contrattare direttamente con l’impresa la forma di contributo (in conto impianti o in conto interessi), il che concilia le esigenze delle imprese con quelle dello Stato, che ha la possibilità di estendere lo strumento ad un numero maggiore di iniziative nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica. Quanto agli Accordi di Programma Quadro, negli ultimi anni, si sono sempre più trasformati da sostanziale strumento di programmazione negoziata a strumento attuativo e di gestione degli investimenti pubblici. Gli Apq sono finanziati da risorse pubbliche ordinarie, da risorse private, sia comunitarie sia nazionali, a valere sul Fas.

Articolo pubblicato il 23 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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