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Efficienza energetica, la Sicilia non investe
di Rosario Battiato

Ecobonus: in tutta Italia spesi 3,7 miliardi, in Sicilia solo 84 milioni. In Lombardia si è toccata quota 840 milioni, dieci volte tanto. Crescono i depositi bancari, languono consumi e investimenti. Manca la fiducia nel futuro

Tags: Efficienza Energetica, Sicilia, Ecobonus, Enea



PALERMO – L'Italia ha voglia di efficienza energetica, la Sicilia, invece, è ancora pigra anche se gli ultimi dati sui depositi confermano che gli isolani avrebbero le potenzialità economiche per investire. L'ecobonus 2017 ha spinto investimenti da parte delle famiglie italiane per 3,7 miliardi di euro, permettendo 420mila interventi di riqualificazione energetica, con un risparmio di oltre 1300 Gwh/anno. Un dato nazionale che registra un minimo contributo dei siciliani – soltanto 80 milioni di euro, circa il 2% del totale, e 11mila interventi – e il solito peso specifico della Lombardia che ha registrato circa 850 milioni di investimenti per quasi 100mila interventi.
 
Investire nell'efficientamento serve anche per risparmiare sui consumi – per i siciliani spesa record da 1.506 euro, 150 euro in più della media nazionale – e consentire all'Italia di raggiungere i target comunitari previsti per il 2020. Lo dicono i dati del rapporto Enea sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio che sono stati presentati la scorsa settimana.
 
L'ecobonus è una grande opportunità. Si tratta di un insieme di agevolazioni per l'efficienza energetica che sono state confermate, con la legge 27/12/2017 numero 205 (legge di bilancio 2018), anche per tutto il 2018. Le aliquote di detrazione vanno dal 50% (serramenti e infissi, schermature solari, caldaie a biomassa e a condensazione) al 65% (riqualificazione globale e tanti altri interventi) fino alla fascia 70/85% per diverse operazioni che si possono compiere sulle parti comuni dei condomini. Confermate fino al 2021 le aliquote di detrazione gli interventi di tipo condominiale con il limite di spesa di 40mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l'edificio (tutti i dettagli su acs.enea.it).
 
Un mare di opportunità che non sembra ingolosire i siciliani. Secondo l'Enea, in riferimento al 2017, i siciliani hanno realizzato 11.366 interventi per 84,4 milioni di euro. Un dato che va ad aggiungersi ai 182,2 milioni di euro, per 25.715 interventi, registrati tra il 2014 e il 2016. Nel complesso, tra il 2014 e il 2017, la Sicilia ha prodotto investimenti per circa 270 milioni di euro, cioè quasi 70 milioni di euro all'anno. Pochino per una Regione che vanta 5 milioni di abitanti e che si lascia superare dalla Puglia che nel 2017 ha toccato quota 112,6 milioni di euro, da aggiungere ai 229 del periodo 2014-2016. Anche la Campania riesce a fare meglio (110 milioni nel 2017), persino le piccole Marche hanno superato quota 90 milioni di euro, totalizzando complessivamente, nel periodo 2014-2017, un centinaio di milioni di euro in più di investimenti rispetto alla Sicilia.
 
Anche l'investimento medio per abitante (euro/abitante) dell'Isola (al di sotto di 20 euro) è decisamente inferiore alla media nazionale che supera i 60 euro. La provincia migliore di Sicilia è Palermo, con 27,2 euro/abitante, e un investimento complessivo da 34,4 milioni di euro che valgono poco meno della metà del totale regionale. Molto indietro tutte le altre, tra le quali anche l'altro polo di riferimento dell'Isola: Catania si ferma a 12,6 milioni di euro, arrivando a una spesa di 11,3 euro per abitante che è la seconda più bassa della Regione, soltanto Caltanissetta (10,6) riesce a fare peggio.
 
Eppure i siciliani, secondo il report della Banca d'Italia, non sono così poveri. Nell'ultimo trimestre del 2017 nell'Isola si è registrato un aumento di depositi e una leggerissima flessione dei prestiti. In particolare, i depositi si sono attestati intorno ai 61 miliardi di euro, al Sud solo la Campania riesce a fare meglio, ed è un risultato in crescita rispetto ai 58 miliardi registrati nel terzo trimestre dello stesso anno.
 
I siciliani, in altri termini, preferiscono mettere da parte i propri soldi, anziché investire. Anche se investire potrebbe significare risparmiare in maniera sostanziale sulla spesa energetica.

Infatti, l'ecobonus rappresenta una grande mano per rilanciare un settore asfittico come quello edilizio, ma è anche un punto essenziale per ridurre la spesa. Secondo l'Enea, gli interventi di “riqualificazione energetica possono arrivare a far risparmiare mediamente il 15% del totale della spesa per prodotti energetici delle famiglie” e “nell’ipotesi che tale risparmio sia attribuibile interamente al gas, grazie all’efficienza energetica la relativa spesa si ridurrebbe in media di circa il 30%”.
 
Il basso tasso di investimenti siciliani si lega, infatti, a una spesa media annuale che “è nettamente al di sopra della media nazionale in Veneto dove sfiora i 1.600 Euro all’anno, in Sicilia ed Emilia-Romagna, con circa 1.500 euro annui, in Piemonte (1.460 circa) e in Lombardia (1.430)”.
 
I tecnici dell'Enea hanno stimato che il risparmio energetico derivante dagli interventi di riqualificazione energetica incentivati con l'Ecobonus, in relazione agli anni 2014-2017, consentono di associare “un risparmio medio sulla bolletta annuale dei consumatori che, anche per effetto dei differenti livelli dei prezzi, varia dai 250 euro del 2014, ai 150 euro del 2017”.

Articolo pubblicato il 28 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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