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Quotidiano di Sicilia

Start up innovative, i fondi sono dietro l'angolo
di Michele Giuliano

La ragioneria regionale sta registrando l’avviso 1.4.1 che finanzia in Sicilia le imprese innovative. Sul piatto 43 milioni di euro, priorità ad imprese dell’alta tecnologia, della ricerca in campo scientifico e tecnologico 

Tags: Startup, Impresa, Sicilia



PALERMO - Tanti milioni di euro, ben 43, in arrivo per chi voglia investire sull’alta tecnologia. È stato pubblicato per la Sicilia l’avviso 1.4.1, la misura su “sostegno alla creazione e al consolidamento di start-up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e alle iniziative di spin-off della ricerca, anche tramite la promozione delle fasi di pre-seed e seed e attraverso strumenti di venture capital”.
 
L’avviso ha lo scopo di finanziare il sostegno all’avvio, insediamento e sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali, sia provenienti dal mondo della ricerca che dell’impresa, in grado di promuovere nuova occupazione qualificata e innovazione nel sistema produttivo, prioritariamente nel campo dei settori dell’alta tecnologia, della ricerca in campo scientifico e tecnologico e dei servizi knowledge intensive.
 
Il sostegno alle imprese sarà concesso in attuazione dell’Asse 1 Azione 1.4.1 del Por Fesr Sicilia 2014/2020, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale, tenendo conto anche delle disposizioni comunitarie, nazionali e regionali, nonché dei principi di semplificazione e di riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese.
 
 
Il sostegno previsto dal programma si propone di aumentare il tasso di sopravvivenza delle start-up e spin-off innovative regionali, incrementando l’efficacia di utilizzo delle risorse regionali a loro destinati. Gli interventi richiesti dovranno essere coerenti con uno o più ambiti tematici della strategia regionale di specializzazione intelligente, che sono quelli che più si confanno alla storia economica e culturale siciliana: l’agroalimentare, l’economia del mare, l’energia, la scienza della vita, il turismo, la cultura e beni culturali, le smart cities and communities. Potranno accedere ai benefici dell’avviso, esclusivamente in forma singola, le piccole imprese “innovative” non quotate, fino a cinque anni, dall’iscrizione nel registro delle imprese, e che soddisfino alcune condizioni: non dovranno aver rilevato l’attività di un’altra impresa, non hanno ancora distribuito utili, non sono state costituite a seguito di fusione.
 
Per definizione, per piccola impresa “innovativa” si intende un’impresa avente caratteristiche dimensionali prescritte e che, al contempo, possa dimostrare, attraverso una valutazione eseguita da un esperto esterno, che in un futuro prevedibile svilupperà prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati rispetto allo stato dell’arte nel settore interessato e che comportano un rischio di insuccesso tecnologico o industriale, o in alternativa, esponga in bilancio costi per ricerca e sviluppo nella misura minima del 10% del totale dei costi di esercizio in almeno uno dei tre anni precedenti la concessione dell’aiuto oppure, nel caso di una start-up senza dati finanziari precedenti, nella revisione contabile dell’esercizio finanziario in corso, come certificato da un revisore dei conti esterno.
 
In deroga ad una delle prescrizioni definite essenziali per la partecipazione all’avviso, le imprese costituite a seguito di fusione tra aziende ammissibili sono anch’esse considerate attività ammissibili fino a cinque anni dalla data di iscrizione al “registro delle imprese” dell’impresa più vecchia partecipante alla fusione. Potranno partecipare, ancora, le imprese operanti in tutti i settori ad esclusione di quelle produzione primaria di prodotti agricoli e del settore della pesca e dell’acquacoltura.

Articolo pubblicato il 28 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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