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Quotidiano di Sicilia

Rete ospedaliera, barra a sinistra timone a dritta e avanti adagio
di Redazione in collaborazione con Cimo

L’assessore Razza ha avviato il dialogo con i sindacati, ma la prima bozza riorganizzativa non convince 

Tags: Sanità, Rete Ospedaliera, Ruggero Razza



Si è spesso dipinta la Sanità siciliana come una nave alla deriva senza nessuno al timone. In realtà non è proprio così, perché di timonieri ne abbiamo visti passare parecchi, alcuni risoluti e determinati, altri capitani meno coraggiosi di Morandi e Baglioni. Ci siamo finora risparmiati gli Schettino, ma c’è sempre tempo per rimediare. In ogni caso, sulla tolda di comando, nel bene o nel male, qualcuno c’è sempre stato. Ma la nave alla deriva c’è davvero.
 
Infatti, dopo anni in cui alla guida di uno dei più delicati ed impegnativi settori dell’amministrazione regionale, si sono alternati personaggi di differente estrazione politica o tecnici presi in prestito dalla cosiddetta società civile, i risultati sono stati sempre abbastanza deludenti, al punto che oggi nessuno è soddisfatto della nostra Sanità pubblica: né i cittadini che ad essa si rivolgono né gli operatori che a vario titolo vi sono impegnati a svolgere il proprio ruolo.
 
Da anni si tenta di riorganizzare la Sanità siciliana, senza però avere il coraggio di operare quelle scelte drastiche che, specialmente in un’epoca di scarse o scarsissime disponibilità economiche, dovrebbero passare attraverso la chiusura di nosocomi piccoli e vetusti e l’accorpamento delle strutture vicine tra loro che spesso altro non sono che ridondanti sprechi di risorse e, soprattutto, non sempre in grado di fornire adeguatezza e sicurezza nelle cure. E così la nave della Sanità continua a veleggiare stancamente senza una meta precisa, navigando a vista in attesa di venti migliori.
 
Continuando a sfruttare la metafora marinaresca, non possiamo non rammentare come nel marzo dello scorso anno, l’ex assessore Baldo Gucciardi, lavorando in gran segreto, sorprese tutti con un colpo di mano degno della “Beffa di Buccari” di dannunziana memoria, presentando senza alcun preventivo confronto con le parti sociali un decreto assessoriale già cotto e mangiato, che finì per sollevare aspre polemiche non soltanto da parte sindacale ma anche da numerose frange della politica, persino della stessa area della maggioranza di governo, sindaci in testa.
 
Soltanto dopo questo autentico vespaio, si decise di aprire al dialogo e al confronto sindacale, conclusosi nel mese di luglio 2017 con un documento che alla fine venne condiviso da più parti, giudicato il meno peggio che si potesse accettare, ma rimasto ormeggiato in attesa di un varo rinviato fino allo stallo legato allo scioglimento dell’Assemblea Regionale e alle successive elezioni del novembre scorso. Ma, pur con i suoi grandi limiti, una rimodulazione della Rete Ospedaliera era stata comunque messa in acqua e, di fatto, quella di Gucciardi del marzo 2017 è l’unica in vigore.
 
Oggi, al timone dell’Assessorato c’è Ruggero Razza, il quale ha scelto di adottare un approccio più soft rispetto al suo predecessore in particolare nei rapporti con i sindacati di categoria, non presentandosi con la torta già impiattata, ma preferendo presentare una “Bozza” di Rete che, a parte poche eccezioni e in alcuni casi dei personalismi che lo stesso assessore rifugge ma che sono comunque innegabili, sembra tale a quale alla Rete esitata da Gucciardi, a cominciare dal taglio di un centinaio di Strutture complesse, alias primariati, già decisi nel precedente Cronoprogramma allegato al Decreto del marzo 2017 ed imposti, non tanto da una volontà politica regionale, ma dalle stringenti norme nazionali contenute nel famigerato DM 70.
 
Le novità annunciate oggi riguardano l’aumento dei posti letto che, dai dati forniti dall’Assessorato, dovrebbe aggirarsi attorno ai 1.700 in più rispetto al passato. A ben vedere, però, anche questo dato viene ereditato quasi in toto dal precedente Decreto Assessoriale e il saldo attivo su base regionale è in realtà pari a circa 75 posti letto in più, rispetto ai 1.700 già previsti dalla precedente gestione. Magari si registrano degli spostamenti tra Province, con gli inevitabili primi mugugni, ma i numeri complessivi quelli restano.
Siamo quindi in presenza di un’operazione che ha tutto l’aspetto del “copia e incolla” e, onestamente, oltre all’apertura al dialogo coi sindacati ci saremmo aspettati qualche sforzo in più da parte del nuovo corso della Sanità al quale abbiamo concesso un’apertura di credito non incondizionata bensì subordinata ai risultati che verranno.
 
L’avvio del tavolo di confronto è comunque un dato di fatto e l’invito rivolto alle OO.SS. della dirigenza medica e sanitaria dall’assessore Razza è un preludio che lascia sperare nella possibilità di riuscire a fare finalmente qualcosa di meglio rispetto al passato.
 
E nemmeno il tempo sembrerebbe poi così tiranno come era sembrato all’inizio, visto che lo stesso Razza ha dichiarato di voler procedere per gradi, valutando le proposte di modifica di parte sindacale per poi far approdare il testo eventualmente emendato in Commissione Sanità dell’Ars non prima della metà di luglio. Il passo successivo sarà quello dell’adozione di una Delibera da parte della Giunta di Governo ed infine si passerà alla predisposizione ed emanazione di un nuovo Decreto assessoriale, la cui entrata in vigore non dovrebbe peraltro essere così immediata, vista la volontà dell’assessore di chiedere al Ministero una proroga sulla sua piena operatività al mese di giugno 2019.
 
Insomma, a dispetto dell’ardore giovanile, Ruggero Razza non ha intenzione di avventurarsi per mari sconosciuti e in acque infide. Il nuovo Capitano della nave sta puntando, per condurla in un porto sicuro, sull’analisi e sulla ponderazione e, in attesa di valutare con la dovuta accortezza la direzione del vento e la forza delle correnti, ha dato alla sua ciurma un ordine secco e preciso: barra a sinistra, timone a dritta e avanti adagio.
 
La Segreteria regionale
Cimo Sicilia
 
 

Articolo pubblicato il 29 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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