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Quotidiano di Sicilia

Ars, il Palazzo d'oro da 154 milioni
di Raffaella Pessina

A tanto ammonta la spesa complessiva effettiva prevista per l’esercizio 2018. Il 50% della spesa per il personale. Il Consiglio della Lombardia costa 79 milioni. Indennità e diaria dei deputati non si toccano. Ogni deputato ci costa 26mila € al mese
 



PALERMO - È stato pubblicato sul sito istituzionale dell’Assemblea regionale siciliana lo schema di bilancio di previsione per il triennio 2018-2019-2020. Una cifra di tutto rispetto è quella che i siciliani dovranno spendere per mantenere le mura e gli “abitanti” di Palazzo dei Normanni, cuore pulsante, o almeno così dovrebbe essere, dell’attività legislativa siciliana.
 
Siamo andati ad analizzare nel dettaglio le pagine del bilancio pubblicate sul sito ufficiale dell’Ars alla voce “Amministrazione trasparente”. La dotazione a carico del bilancio regionale per il 2018, viene scritto nella relazione, si attesta a 139 milioni di euro, inferiore rispetto a quella prevista per il 2017 pari a 143 milioni. In realtà, però, la spesa complessiva effettiva prevista per l’esercizio 2018 si attesta a 153.794.473,91 euro.
 
“Tale dato per il 2018 - è scritto nella relazione - si desume dalla differenza tra le spese complessive iscritte obbligatoriamente in bilancio per euro 240.587.977,102” e gli avanzi di amministrazione degli anni precedenti per 143 milioni di euro, 5.765.146,00 di Fondo pluriennale vincolato per spese in conto capitale dagli esercizi precedenti e 38.027.320,00 di servizi per conto terzi e partite di giro. Inevitabile il consueto confronto con il Consiglio regionale della Lombardia, simile per estensione di territorio, che per il 2018 ha previsto la cifra, per competenza, di 79 milioni: una differenza importante.
 
Rispetto ai soldi spesi nel 2017 (160.239.307,08) vi è stata una contrazione del 4.02%. Il costo del personale in quiescienza rappresenta il 33,4% del totale della spesa. Il costo del personale dipendente in servizio, invece, incide per il 16,54%.
Quasi il 90 per cento del totale delle uscite sono spese obbligatorie e riguardano prevalentemente il pagamento delle competenze e dei relativi oneri previdenziali, i premi di assicurazione e le imposte e tasse.
 
COSTO MENSILE DEL DEPUTATO CONSIGLIERE - TOTALE € 26.048
 
Indennità lorda mensile € 6.600 – Cifra stabilita dal Consiglio di Presidenza nella seduta del 30 dicembre 2013 a decorrere dal 1° gennaio 2014. L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. Per ogni giorno in cui il Deputato non partecipi alle attività parlamentari nelle sedute d’Aula in cui si svolgono votazioni su testi legislativi o su atti di indirizzo politico iscritti all’ordine del giorno, è stata prevista, una trattenuta pari all’1% dell’indennità spettante.
 
Rimborso spese soggiorno (diaria) € 4.500 – Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Palermo, indifferentemente se un parlamentare abiti nel capoluogo o se venga da Ragusa. O, almeno, non è specificato altrimenti. L’equiparazione al Senato qui stride, poiché se è comprensibile che la maggior parte dei senatori non sia di Roma o di zone limitrofe, altro discorso è per chi proviene dalla stessa regione seppur da città diverse da Palermo.
 
Collaboratore (portaborse) € 3.214 – Per l’anno 2018 lo stanziamento (2.700.000,00 euro) è di importo inferiore di rispetto all’anno precedente perché si sono ridotti i deputati. Le polemiche nate in seno all’utilizzo da parte dei parlamentari di collaboratori ha infiammato qualche mese fa il dibattito all’interno dell’Assemblea regionale siciliana. Dopo l’ultimatum della Corte dei Conti, dal 2019 il presidente Miccichè ha promesso tagli e una maggiore trasparenza.
 
Indennità parlamentare deputati supplenti € 0 – Si tratta di una voce saltuaria, come indica la parola stessa. Chi esercita temporaneamente una funzione in assenza della persona che ne è titolare: in questo caso non è quantificabile e quindi abbiamo lasciato la cifra a 0. Può comunque anche capitare poiché è avvenuto in precedenza che le sostituzioni durino anche diversi mesi.
 
Indennità di funzione e di mansione € 517,61 – Godono di questa indennità, differente a seconda della carica, il presidente dell’Ars, i due vice presidenti, i nove capigruppo parlamentari, i tre segretari, i tre questori e i sette presidenti, i sette vicepresidenti e i 7 segretari delle commissioni legislative. Per uniformità abbiamo spalmato la cifra su tutti i 70 deputati, nonostante siano solo in 39 a percepire le somme.
 
Deputazioni e missioni € 26,52 – Anche questa voce va ad incrementare le spese a carico dei cittadini. Si tratta di una semplice stima, poiché il dato per il 2018 è incompleto, pertanto abbiamo utilizzato come riferimento il dato dei primi quattro mesi che è di 7.427,24 euro, pubblicato sul sito ufficiale Ars. Ma già in questa direzione l’Assemblea ha contenuto molto i costi poiché in anni precedenti ed in precedenti legislature le missioni dei deputati costavano ai cittadini tre volte tanto.
 
Indennità di fine mandato € 488 – La l.r. 1/2014 ha disposto la soppressione dell’assegno di solidarietà e l’istituzione dell’assegno di fine mandato che prevede, oltre ad un contributo dell’1% a carico del deputato, un onere a carico del bilancio dell’Assemblea regionale siciliana pari al 7,34% dell’indennità parlamentare lorda. Una specie di “trattamento di fine rapporto”.
L’assegno di fine mandato non può comunque eccedere il limite di dieci anni di mandato, anche non consecutivi, da computare a decorrere dal 1° gennaio 2014.
 
Trasferimenti ai gruppi parlamentari € 10.702 – Le previsioni per il 2018 parlano di una cifra a dir poco sorprendente: 9 milioni di euro. I trasferimenti ai gruppi parlamentari incidono per il 5,8% sul totale della spesa dell’Ars.
Tale cifra, a partire da quest’anno, comprende anche il contributo di 58.400 euro a deputato proveniente dal Decreto Monti e applicato solo a partire da questa legislatura per 70 deputati.
 
 
LE ALTRE VOCI DI SPESA 2018
 
Fondi e accantonamenti – Con le nuove regole di redazione dei bilanci, è stata inserita questa “voce” nel bilancio interno dell’in cui sono i due titoli dei Fondi di riserva. Il primo, per l’eventuale integrazione degli stanziamenti di bilancio, di parte corrente, di 31.371.457,10 euro; il secondo, per il Fondo pluriennale vincolato e per le spese impreviste in conto capitale, pari a 1.493.000,00 euro.
Sono soldi utilizzati in casi di necessità per far fronte a insufficienze negli stanziamenti degli articoli del bilancio. Vi sono poi dei fondi di riserva costituiti dai fondi speciali, in cui sono iscritti, come disposto dagli organi collegiali dell’Ars, accantonamenti prudenziali per spese imputabili a “Fondi speciali per personale in quiescenza ed ex Deputati in attesa di futura determinazione in materia di quiescenza da parte degli organi competenti” e per spese in conto capitale relative al “Fondo pluriennale vincolato”.
 
Programma 02 – Interessante il “Programma 02” che comprende i costi di varia natura istituzionale ma non specificati; registra un incremento rispetto al 2017 del 9,1 per cento. La causa principale di tale incremento, viene scritto nella relazione, è da imputare a prestazioni professionali. Più avanti viene evidenziato come “Tuttavia si registra un risparmio negli incarichi libero professionali di consulenza e altri servizi connessi alla
Sicurezza”. Da evidenziare poi che per la statistica e i sistemi informatici siano stati previsti circa 2 milioni e 800 mila euro.
 
Manutenzioni del Palazzo – Resta un argomento a parte la manutenzione del Palazzo dei Normanni, che se da un lato rappresenta una sede istituzionale di valore unico, presenta il rovescio della medaglia costituito dalla continua e necessaria manutenzione i cui costi pesano sul bilancio.
Nella relazione viene spiegato come, “nonostante la contrazione della dotazione ordinaria come previsto dalla l.r.1/2014, si fa fronte agli aumentati oneri derivanti dalla necessità di effettuare sempre più gravosi e significativi interventi di restauro e manutenzione straordinaria del complesso monumentale e dalle aumentate spese connesse alla sicurezza di un Palazzo ritenuto obbiettivo sensibile a seguito dei noti fatti di terrorismo”.
 
Trasparenza – Il bilancio interno ha assunto una veste di difficile lettura per i non addetti ai lavori, perché non esistono più le voci di spesa di una volta.
Infatti lo “Schema di bilancio di previsione” viene redatto secondo le modalità introdotte nell’ordinamento regionale dall’art.11, comma 5,della legge regionale n.3 del 13 gennaio 2015, secondo il quale l’Assemblea regionale siciliana ha adeguato il proprio ordinamento contabile ai principi di cui al D.Lgs.118/2011 e successive modificazioni ed integrazioni. Il cittadino comune quindi può solo conoscere quanti soldi servono Tutte le voci di spesa pertanto vengono raggruppate in missioni e programmi, con una suddivisione generica e di non facile comprensione.
 

Articolo pubblicato il 30 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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