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Quotidiano di Sicilia

Formazione stremata, tutti in sciopero davanti al Palazzo dei Normanni
di Michele Giuliano

Da anni corsi e sportelli sono fermi, comunque il sistema non potrà essere riattivato per intero. Dai dipendenti degli enti agli ex sportellisti, tutti uniti perché le attività sono ancora al palo 

Tags: Formazione, Sicilia



PALERMO - Nonostante i proclami del governo regionale sulla formazione pronta ad una nuova era, continuano a trascorrere i mesi e gli allievi sono ancora in attesa, mentre i dipendenti degli enti sono ancora tutti a casa.
 
Le ultime dichiarazioni parlano di attività didattiche avviate per il mese di luglio ormai arrivato, ed ancora non è stato pubblicato l’elenco dei progetti ammessi a finanziamento. Insomma, tante parole ma se si guarda ai fatti ancora c’è poco o niente. E i sindacati non sono voluti rimanere con le mani in mano. La scelta è stata quella dello sciopero della fame per il responsabile Formazione dell’Usb Sicilia, Costantino Guzzo, che insieme a Tiziana Iocolano, responsabile Usb Formazione Siracusa, e Alessandra Canto, responsabile regionale Usb sportelli Sicilia, stanno manifestando oramai da una settimana in piazza Indipendenza, davanti al Palazzo Reale, a Palermo per chiedere che sia aperto un tavolo di crisi.
 
Su circa 8.000 lavoratori del settore, sono in tanti quelli licenziati, senza l’ausilio di alcun ammortizzatore sociale, e quelli fermi, sospesi o in aspettativa, da anni senza stipendio. Insieme ai rappresentanti sindacali protestano con un sit-in permanente anche i lavoratori liberi ex sportelli multifunzionali, tra i quali si trova Adriana Vitale, anche lei in sciopero della fame, per chiedere “la soluzione immediata della vertenza che ha visto questa categoria, comprensiva di interventi e servizi, essere vittima della più grande macelleria sociale mai operata in Sicilia”.
 
Nello specifico chiedono “lo stato di crisi nazionale già richiesto dall’Usb direttamente al nuovo ministro Luigi Di Maio e l’intervento immediato della magistratura per il totale spregio delle Leggi a tutela del comparto”.
 
Anche le altre sigle sindacali si sono mostrate solidali alla manifestazione dura dei colleghi dell’Usb Sicilia, proponendo soluzioni per la categoria. “Ricollocare gli ex sportellisti presso i Centri per l’impiego, in base al loro fabbisogno e tenuto conto delle professionalità e delle esigenze di riqualificazione dei dipendenti regionali, è una cosa opportuna perché consentirebbe ai lavoratori di tornare a lavorare e alla Regione di migliorare l’efficienza degli sportelli e dei servizi erogati ai cittadini” dicono Monica Genovese, della Cgil Sicilia, e Graziamaria Pistorino, segretaria della Flc Cgil Sicilia.
 
“Dopo anni di immobilismo – aggiungono – abbiamo bisogno di rilanciare le politiche attive del lavoro, per promuovere la formazione e l’occupazione”. Utilizza termini perentori il segretario regionale del Prc, Mimmo Cosentino: “Il governo Musumeci, così come prima Crocetta, sta cercando di scaricare sui lavoratori della formazione professionale le gravi scelte operate prima da Lombardo e poi dai suoi successori, rafforzando la narrazione di un settore assistito e clientelare, da chiudere al più presto”.
 
Una scelta che porterebbe, secondo Cosentino, soltanto alla distruzione di un intero comparto, capro espiatorio di un insieme di scelte sbagliate che continuano ad essere tutelate a spese di un settore fragile che, con la complicità generale dell’Ars, si vuole cancellare definitivamente.
 
“La formazione professionale – prosegue Cosentino – ha un ruolo importante nel rapporto tra saperi e produzione e le risorse investite hanno un ritorno significativo sulla ricchezza generale, in svariati settori economici, a differenza di quello messo in piedi con l’alternanza scuola lavoro, nuovo strumento di lavoro servile e gratuito a favore delle imprese, che produce rendita e sfruttamento ma non crescita generale”.

Articolo pubblicato il 30 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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